La dura legge degli ex: Cerci graffia il Milan. Pioli ok, Mancio no


Dopo Maccarone e Armero, tocca a Cerci fare gol al Milan mettendo in atto la dura legge dell’ex. Sulle panchine invece, Pioli batte il Verona mentre Mancini cade a Firenze, dove la sua carriera ebbe inizio

– di Luigi Polce –

Nel gioco del calcio c’è una regola non scritta, una delle tante, che rende questo sport crudele, affascinante e unico allo stesso tempo. Parliamo, ovviamente, del classico “gol dell’ex”: libidine per i tifosi che ne beneficiano, rabbia e magari pure rimpianto per coloro che invece ne subiscono gli effetti. In quella che ormai è ufficialmente diventata una nostra rubrica, andiamo a vedere che applicazione ha trovato la suddetta regola nel turno di serie A che ci siamo appena messi alle spalle.

Cerci in gol contro il Milan (ph. calciomercato.com)

Cerci in gol contro il Milan (ph. calciomercato.com)

Un solo gol in questo appuntamento, senza conseguenze in termini di punti ma che comunque permette di aprire una riflessione: dopo Maccarone e Armero, il Milan incassa anche la vendetta di Alessio Cerci, trasferitosi al Genoa nell’ultima sessione invernale dopo un anno piuttosto incolore (un solo gol in 29 presenze complessive) e bravo ad approfittare di una respinta corta di Donnarumma e ad accorciare le distanze al 92′. La squadra di Mihajlovic alla fine riuscirà comunque a portare a casa il successo, con Cerci che lascia San Siro con una bella dose di fischi (non che in rossonero le cose andassero poi diversamente). Spostandoci, come di consueto, sulle panchine troviamo due ex che hanno avuto risultati diametralmente opposti: Stefano Pioli ha ritrovato il successo battendo con la sua Lazio il Verona, squadra con la quale l’ex tecnico del Bologna ha collezionato 42 presenze da giocatore tra il 1987 e il 1989. Va male invece a Roberto Mancini, sconfitto all’ultimo respiro a Firenze dove la sua carriera da allenatore ebbe inizio nel 2001, con la prima Coppa Italia messa in bacheca.

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