La dura vita del playmaker a Bologna


Investito di un ruolo difficile e di responsabilità, il playmaker non vive un momento semplice nè in Virtus nè in Fortitudo

– di Francesco Livorti –

Robert Fultz ieri è stato reintegrato in rosa dalla Fortitudo (ph. Schicchi)

La Fortitudo, vincendo a Piacenza, trova la seconda vittoria consecutiva, chiudendo al meglio il 2017. Dopo questo turno, sorride parzialmente anche la classifica; Trieste perde il derby a Udine, Montegranaro, al contrario, supera l’Andrea Costa Imola. Di conseguenza, rimane ancora in vetta solitaria l’Alma, a quota 24 punti; rincorrono a 4 lunghezze di distanza i biancoblu, appaiati con la G.S.A. e la XL Extralight.

Terzo successo di fila, invece, per la Virtus Bologna che, tra le mura amiche, soffre, ma supera Pistoia. MVP Pietro Aradori con 25 punti a referto. Attualmente, in graduatoria, la Segafredo si aggira al sesto posto, con Trento e Sassari.

Per entrambe le compagini, il primo obiettivo stagionale si chiama Final Eight di Coppa Italia.

Il ruolino di marcia delle due bolognesi è diverso e distinto, ma ambo i gruppi condividono un’incognita: lo strano e difficile ruolo del playmaker.

Perplessità sul rendimento di Oliver Lafayette in casa Virtus (ph. Virtus)

Da una parte ci sono Robert Fultz, falcidiato dal provvedimento disciplinare interno, e Demetri McCamey, ancora lontano dalle aspettative societarie, dall’altra Oliver Lafayette e Stefano Gentile, che alternano scelte di qualità, a predilezioni di basso livello. A completamento del roster, sono presenti anche due innesti di giovane età, uno per compagine; la Effe, dispone di Marco Montanari, classe ’98, le Vu Nere, viceversa, puntano su Alessandro Pajola, ragazzo marchigiano del ’99.

Ad aiutare l’Aquila in questo delicato reparto, ci ha pensato l’ala Guido Rosselli, trasferendosi dai bianconeri alla Consultinvest, ad inizio dicembre. Questo è stato un innesto di peso, poiché per la prima volta nella storia, il capitano di una delle due squadre di Basket City passa nella sponda opposta a stagione in corso. Inoltre, domenica 07/01, tornerà al PalaDozza, nelle vesti di allenatore di Mantova, l’ex play felsineo Davide Lamma, entrato nel cuore del popolo Fortitudo. Cestista prima, dirigente dopo. Lamma è apprezzato per il sacrificio e per lo spirito da spartano che lo ha sempre contraddistinto.

Essenzialmente, il playmaker ha il compito di guidare la fase offensiva del team, assicurando di far partire l’attacco o lo schema al momento giusto. Oltre ad un ottimo possesso di palla, molto importanti sono la precisione nei passaggi e la visione di gioco. Infine, caratteristiche apprezzabili per questa mansione, sono un buon tiro dalla lunga distanza e la capacità di penetrare la difesa avversaria. La chiave del successo però, è la lucidità mentale.

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