La Effe sbanca Roseto col brivido: i biancoblù blindano il secondo posto


La Fortitudo passa a Roseto 82-84 ma nel finale rischia di subire la rimonta degli abruzzesi. Bianconlù che rimangono a +4 da Treviso e a due partite dalla fine blindano il secondo posto alle spalle di Trieste

– di Calogero Destro –

Stefano Mancinelli, autore di 24 punti a Roseto (ph. Il Resto del Carlino)

Vittoria col brivido per la Fortitudo, che sbanca Roseto 82-84 in una partita condotta sin dall’inizio ma terminata con qualche patema di troppo. I biancoblù hanno infatti imposto subito il proprio ritmo, piazzando, dopo appena 5′, un break di 6-0 che ha trascinato gli uomini di Pozzecco sul 6-14. Entrando nel secondo quarto a +8 (20-28) dopo il cesto di un positivo Cinciarini (13 punti per lui), i biancoblù hanno continuato a macinare gioco, concedendo poco o nulla agli avversari e riuscendo anche ad incrementare ad undici le lunghezze di vantaggio con le quali si rientrava negli spogliatoi (39-50). La Effe ha poi ripreso nel terzo quarto da dove aveva lasciato (53,1 % al tiro), con la tripla di Mancinelli che al 25′ ha consegnato il massimo vantaggio agli ospiti (+15 sul 48-63).  Ma Roseto, trascinata dalla buone percentuali dalla lunetta di Contento (autore di 24 punti con 11 liberi a segno) è riuscita ad entrare nel quarto periodo sotto “solo” di 9 (60-69). Al 33′, dopo 5 punti in fila del “Mancio” (top scorer dei suoi con 24 punti, 11/16 al tiro) sembrava essere finita, con Roseto sprofondata nuovamente a -11. Gli abruzzesi però non si sono arresi, riuscendosi addirittura a portare a -1 con 18″ da giocare dopo il libero segnato da Ogide. Ma dalla lunetta la Effe infine ha avuto i nervi più saldi, grazie al 2/2 di Rosselli, non emulato dall’altra parte da Contento, 0/2 nel momento decisivo. Un 82-84 che ha regalato dunque ai biancoblù una vittoria fondamentale in ottica secondo posto, con Treviso che rimane a 4 lunghezze di distanza e Trieste ormai matematicamente inarrivabile a due gare dal termine della stagione regolare.

Questo il pensiero di coach Pozzecco a fine gara: “Durante la partita sono andato un po’ in escandescenze con i miei giocatori: ma ho avvertito già il custode del Palazzetto per pagare i danni fatti. Complimenti a Roseto ed al suo staff, che ha giocato veramente bene. E’ colpa mia se abbiamo giocato a sprazzi e se alla fine stavamo buttando nel cesso una partita che abbiamo per certi versi condotto, senza mai chiuderla. Dobbiamo giocare meglio: abbiamo giocato a corrente alternata. Tutto quello che succede in campo è colpa mia. Se fai bene/male, bene/male, alla fine rischi di perdere se accendi e spegni la luce continuamente. Non è il problema di aver commesso degli errori ma di dover giocare con una costanza diversa. Gerarchie? Il problema non è dare le gerarchie ma assumersi le proprie responsabilità. Perché devi essere accettato dagli altri o fare qualcosa di diverso rispetto a quello che facevi ieri. Ci vorrà del tempo per capire certe cose“.

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