La favola del Pordenone finisce ai rigori, l’Inter aspetta il derby ai quarti


Servono i calci di rigore all’Inter per avere ragione del coraggioso Pordenone. I giovani nerazzurri non intimoriscono i friulani

– di Marco Vigarani –

Il Pordenone ha portato l’Inter fino ai calci di rigore (ph. Zimbio)

Ieri sera l’Italia si è entusiasmata di nuovo per una partita di Coppa Italia sognando (cuori nerazzurri a parte) di vedere una favola diventare realtà. Il Pordenone è andato davvero vicinissimo ad una leggendaria qualificazione ai quarti trascinando con merito l’Inter fino ai calci di rigore. Da una parte Spalletti ha dato fiducia e spazio a tanti giovanissimi come Karamoh, Cancelo e Pinamonti trovando buon ritmo ma poca pericolosità, dall’altra Colucci ha chiesto ai suoi ragazzi di vivere un sogno a San Siro ricevendo in cambio un’ora di calcio volitivo, spensierato ed anche pericoloso con un palo colpito da Magnaghi al 31′ e due belle occasioni sprecate da Sainz Maza in avvio di ripresa.

L’Inter ha avuto allora bisogno di affidarsi allo scorrere inesorabile del tempo e alla panchina di livello superiore (Brozovic, Perisic ed Icardi i subentri) per prendere il controllo delle operazioni costringendo i friulani a chiudersi sempre di più nella propria metà campo fino ad una sorta di assedio finale in cui il 5-3-2 della matricola terribile è apparso comunque organizzato e pieno di dignità. Per essere ancora più chiari: meglio il Pordenone visto ieri piuttosto che le tante big capaci di chiudere l’ultimo turno di Serie A senza farsi male. Lo 0-0 ha rischiato di infrangersi nei supplementari ma il palo ha negato l’esultanza a capitan Icardi e così si è arrivati alla sequenza dei rigori in cui è stato necessario andare oltre la prima cinquina chiudendo il conto sulla parata di Padelli e la trasformazione di Nagatomo.

Colucci e Spalletti, tecnici di Pordenone ed Inter (ph. Zimbio)

C’è sacrosanto orgoglio nelle parole di Leo Colucci al termine della maratona di San Siro: “Portare l’Inter ai rigori per noi è come vincere la Coppa Italia. I miei ragazzi alla fine avevano la testa bassa, li capisco ma dico loro che non abbiamo perso. Abbiamo perso ai rigori giocando contro la capolista della Serie A. Spalletti ha detto che meritavamo noi, apprezzo e ringrazio una persona leale e corretta come lui“. Conferma il diretto interessato sulla sponda nerazzurra: “Il Pordenone meritava il passaggio del turno, ha giocato con qualità a centrocampo e ci ha mandato in confusione. Faccio i complimenti a questi calciatori, se li meritano“.

Oggi prosegue il calendario degli ottavi con l’Inter che attende l’esito della sfida tra Milan e Verona con la possibilità concreta di dover affrontare un derby nella prossima fase. La vera sfida però, ancora una volta, è rivolta alla futura nuova governance del calcio italiano: la riforma della Coppa Italia non è più procrastinabile. Vedere milioni di appassionati seguire il Pordenone sognando il miracolo deve diventare un assist per riformulare la competizione sul modello della FA Cup per consentire a tante piccole e medie squadre di andare avanti nel loro cammino e poter sognare una notte di gloria come quella vissuta dai friulani ieri a San Siro.

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