La Fortitudo affonda a Jesi, i padroni di casa si impongono per 84-61


Battuta d’arresto pesante per la Effe, che senza Mancinelli e Amici affonda affonda a Jesi per 84-61. I biancoblù rimangono a 4 punti da Trieste, sconfitta a Forlì, ma vengono riagganciati da Montegranaro

– di Calogero Destro –

Un’azione difensiva della Fortitudo Bologna a Jesi (ph. Binci)

Battuta d’arresto pesante per la Fortitudo, che all’Uni Banca di Jesi affonda per 84-61. Senza Mancinelli – lasciato a Bologna per scarsa condizione fisica – e Amici (non mandato a referto), la squadra di coach Boniciolli subisce una della sconfitte più brucianti della stagione, considerando anche il contemporaneo k.o. di Trieste in quel di Forlì, che avrebbe permesso ai biancoblù di accorciare sulla capolista a due settimane dallo scontro diretto che si giocherà al PalaDozza l’8 Febbraio. Un’occasione persa, dunque, per l’Aquila, e sfruttata, invece, da Montegranaro, che riaggancia la Effe al secondo posto grazie al colpo esterno a Roseto.

La partita- Il primo quarto è equilibrato, con la Effe che si affida soprattutto alla rapacità sotto le plance di Chillo, visto anche il poco ritmo degli americani. Sui liberi dell’ex V nera Hansbrouck si chiude il primo quarto sul 18-14. Sempre Chillo (13 punti 5/6 da 2) prova a tirare la carretta nella seconda frazione, ma il neo-arrivato in casa Jesi, Marques Green, si iscrive alla partita, e i padroni di casa prendono il largo siglando un 10-2 negli ultimi 3′ del primo tempo (40-27). Gli ospiti provano a scuotersi, a inizio ripresa, grazie a 4 punti in fila di Gandini, ma l’attacco è silente (38% da 2, 22% da 3) e la difesa non è quella delle giornate migliori, con Hansbrouck e l’ex trevigiano Rinaldi che puniscono ripetutamente. Così si entra nell’ultimo quarto, con l’Aquila a dover ricucire 19 lunghezze di ritardo (63-44). Il gap però non sarà più ricolmato, e l’ultimo periodo sarà solo un lunghissimo garbage time che designerà l’84-61 finale.   

Postpartita- Ecco un estratto delle dichiarazioni di coach Boniciolli a fine gara: “Abbiamo provato a spiegare ai giocatori che non possiamo pensare di essere superiori alle altre squadre, come dimostra l’esempio di Cleveland, che ha preso 150 punti in casa, ieri, difendendo in modo imbarazzante. Al di là del lavoro tecnico e fisico, se vogliamo vincere dobbiamo mettere in campo una aggressività mentale – e fisica – che oggi non c’è stata. Sul 26-23 per noi. Siamo capaci sempre di farci del male. Intanto Trieste ha perso a Forlì, Ravenna a Orzinuovi, noi a Jesi. Ciò dimostra che nel girone di ritorno più che la classifica contano piuttosto la rabbia e l’aggressività.. Dai problemi si esce con la testa e con la fame, e se manca la voglia di primeggiare non si va molto lontano, la classifica non ci punisce più di tanto, ma ci penalizza come consapevolezza di quello che possiamo essere”.

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