La Fortitudo asfalta Agrigento e si porta 2-1 nella serie


Nella prima gara dei playoff al PalaDozza, la Effe asfalta Agrigento e si porta avanti 2-1 nella serie. Knox e Legion combinano per 35 punti, Campogrande simbolo dell’asfissiante difesa biancoblu

-Calogero Destro-

Luca Campogrande è stato uno dei migliori della Fortitudo in gara 3 contro Agrigento (Ph. Iguana Press)

La Fortitudo esordisce al “PalaDozza” nei playoff asfaltando un’Agrigento troppo opaca. I ragazzi di Boniciolli sfoderano una prestazione difensiva d’altissimo profilo e tengono gli avversari a quota 48, affidandosi ai suoi americani e alla leadership difensiva di Luca Campogrande, autore di una gara monumentale.                          La partita- La Effe parte bene: Legion  trova subito un paio di canestri in fila, mentre nella metà campo difensiva i ragazzi di Boniciolli mettono una pressione forsennata agli ospiti, non consentendo mai soluzioni facili. Knox segna al tabellone e poi mette una bella tripla. Agrigento prova a rimanere a contatto, ma Evangelisti viene asfissiato dall’ottimo Campogrande, che poi mette pure 4 punti in fila e allarga il parziale di 7-0 per i suoi (18-6 dopo 6′) chiuso infine dal canestro di Chiarastella. Mancinelli costringe al secondo fallo un’opaco Buford, coach Ciani lo lascia comunque sul parquet. Legion rientra e incrementa il fatturato (9 con 3/3 dal campo), ma poi si si fa fischiare anche lui il secondo e si riaccomoda in panchina. Evangelisti tiene in vita i suoi con un paio di cesti importanti, ma Agrigento va comunque al primo mini-intervallo con 8 palle perse e sotto di 9 lunghezze (22-13). Cinciarini apre il quarto con un ottimo arresto e tiro, poi replica con la tripla e porta i suoi a +14 (29-15). Agrigento trova ossigeno dalla panchina con De Laurentiis e Zugno, ma i padroni di casa rimangono in controllo, mantenendo sempre la doppia  cifra di vantaggio. La tripla di Mancinelli e l’appoggio di un solido Knox, dopo una lotta furibonda a rimbalzo, portano la Effe al 36-20 a 3′ e 46″ dall’intervallo lungo, costringendo Ciani al time-out. Da qui in poi l’attacco della Effe s’inceppa, ma non paga dazio perché Campogrande (15 di plus/minus a fine primo tempo) continua ad essere un fattore in difesa e anche quando c’è spazio Agrigento (9/19 al tiro ma 13 perse) non punisce i biancoblu. Non si segna più fino al libero di De Laurentiis e a quello di Italiano, andato in lunetta per il terzo fallo commesso da un ingenuo Buford con meno di 1″ sul cronometro del secondo quarto. L’ultimo canestro del primo tempo è di Bell-Holter, che ferma l’emorragia e scrive il 37-23 con cui si chiudono i primi 20′.

Justin Knox, decisivo per la Fortitudo contro Agrigento (ph. Schicchi)

Secondo tempo- Nel secondo tempo la Effe trova continuità in attacco nei suoi due americani. Legion sfrutta i tre falli di Buford e quando può va fino in fondo. Knox è solido a rimbalzo in attacco e punisce sia dalla media che in avvicinamento. Agrigento prova a rimanere in partita con al tripla di Chiarastella, ma è un lampo nel buio. La Effe vola via con la seconda bomba di serata di Mancinelli, che punisce dall’angolo per il massimo vantaggio della serata fortitudina (51-32 al 27′). Massimo vantaggio subito rinnovato con le triple di Gandini e Cinciarini a poco più di 1′ dalla fine del terzo periodo (57-32) e per i padroni di casa gara praticamente in ghiaccio. Si entra nell’ultimo quarto sul 59-36, con coach Ciani che mette la panchina attorno a Buford, mentre Boniciolli continua con delle rotazioni molto corte per mantenere alta la concentrazione. La sostanza, per gli ospiti, però non cambia e la Effe gioca sul velluto, col passaggio dietro la schiena di Ruzzier che vale il prezzo del biglietto. Gli ultimi minuti sono di garbage time puro e servono solo per le statistiche. Il risultato finale è 73-48, con Legion e Knox che combinano per 35 punti e Campogrande (25 minuti sul parquet, il più utilizzato da Boniciolli) simbolo di una difesa solida, a tratti asfissiante, capace di lasciare gli avversari a 48 e vincere tirando col 42% dal campo.

Postpartita- Queste, a fine gara, le parole di un soddisfatto coach Boniciolli: ” Abbiamo capito quali sono le nostre priorità, qual è l’acquario dove possiamo nuotare sicuri. Dobbiamo partire dalla difesa, perché se difendi e tiri male puoi vincere comunque. Agrigento oggi ha difeso bene ma noi li abbiamo tenuti a 48, a 99 in due gare e l’abbiamo portata a casa pur tirando col 42%. Ora dobbiamo vedere se riusciremo a chiuderla in 4 gare e prepararci per la serie contro Treviso o se dovremo tornare in Sicilia per una gara 5 insidiosa”. Poi gli elogi a Campogrande e Knox, con una frecciatina ai critici d’inizio anno: ” Luca è un ragazzo che ha delle idee chiare, si allena bene e sopporta la pressione che gli metto negli allenamenti, ma sa che tutto ciò che faccio è per il suo bene. L’anno scorso abbiamo tirato fuori un play del ’97 per la nazionale, quest’anno una guardia di 2 metri del ’96. L’ho detto anche al presidente Basciano: se si lavora coi veterani e si perde ci si rimette, se si lavora, come noi, coi giovani, qualcosa si guadagna sempre, anche non vincendo. Knox ha capito come deve giocare. Lui ha cuore, grinta, tecnica e determinazione. Forse il suo agente l’ha svalutato un po’ portandolo in giro per campionati minori. Ci stava ce arrivando qui si dovesse adattare: è come passare dal guidare un kart a una ferrari, c’è una bella differenza. Ma a differenza di quello che dicevano gli scienziati di Gennaio, che lo volevano in procinto del taglio, sta dimostrando sempre di più quello che vale”.

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