La Fortitudo tra classifica importante, infortuni e mercato


Momento positivo per la Fortitudo ma solo le partite contro Treviso e Montegranaro potranno mostrare il vero volto dei biancoblù

– di Luca Corbelli –

La Fortitudo indubbiamente ha una classifica importante su 7 gare ne ha vinte 6 di cui 3 in trasferta, rispettivamente Udine, Ferrara e Imola. Udine dopo un avvio difficile con 2 sconfitte ne ha poi vinte 5 consecutive e affrontarla alla prima di campionato non è stato un male, Ferrara con più bassi che alti sta disputando un campionato al di sotto delle aspettative e Imola ha appena 4 punti su i 14 disponibili. Tutto questo per dire che una squadra esperta e navigata ha vinto ma ha fatto, a mio avviso, solo quello che doveva fare.

Stefano Mancinelli, autore della tripla decisiva nel finale contro Imola (ph.IsolaPress)

Il campionato sta delineando una spaccatura in tre dei valori: una parte alta con Trieste, Fortitudo, Montegranaro e Jesi; una parte centrale con sette squadre che comprende anche Treviso ed una parte bassa con le restanti quattro squadre di cui una a zero punti ovvero Roseto. Faccio tutto questo discorso per portarvi a ragionare sul fatto che probabilmente la griglia della Regular Season si deciderà con gli scontri diretti tra le pretendenti alla promozione. Trieste ha già vinto in casa con Fortitudo e Treviso ma nel girone di ritorno dovrà confermarsi fuori casa sia a Bologna che in Veneto, mentre il prossimo scontro sarà tra Treviso e Fortitudo domenica 3 dicembre: se dovesse essere confermato il fattore campo, si dovrà poi stare molto attenti a non perdere punti con le squadre in cerca di gloria con uno scalpo prestigioso. Imola ne è stato l’esempio visto che la Fortitudo ha rischiato parecchio a causa di un calo importante a livello fisico e di idee. È stata necessaria la magia e anche un po’ di fortuna da parte del giocatore “franchigia” ad oggi, di questa Fortitudo, che è Mancinelli. Fino a qui il capitano è stato praticamente perfetto tranne che a Trieste:

  • miglior marcatore della squadra (94 punti)
  • miglior rimbalzista (57)
  • migliore negli assist (30)
  • maggiore presenza in lunetta (15/20)

A Imola abbiamo visto che la squadra ha avuto un passaggio a vuoto importante che l’ha portata a rimettere i discussione la partita, cosa assolutamente impensabile sia al 29′ sul +14 (52 a 66) sia al 33′ sul +12 (58 a 70).

Continua la fase di adattamento di McCamey al ruolo di play: benissimo quando si avvicina al canestro da due punti (3/4), decisamente da rivedere nel tiro da tre (0/4) ma soprattutto alla fine zero assist confermando la poca propensione al costruire per gli altri. Trovo importante l’abnegazione che ci mette Amici nell’essere utile alla squadra nel tentativo di fare il play aggiunto anche quando McCamey è in campo, il che lo sta portando ad essere meno preciso ed incisivo nella fase offensiva. Benissimo Cinciarini che è il vero “puntero” di questa squadra e dal quale sai sempre cosa aspettarti: realizza 20 punti senza praticamente sbagliare nulla aggiungendo anche 6 falli subiti. Esattamente quello che non fa Legion (per lui anche a Imola un solo fallo subito i 15 tiri presi e i 16 punti segnati).

Quando una squadra la fanno altri a mio avviso ci può stare che si pensi ad una soluzione in corsa per migliorarla. Quando invece, come in questo caso, la squadra è stata costruita e chiusa decisamente presto a luglio trovo che l’unica soluzione per capire il valore di questo gruppo di giocatori che comunque è a quota 6 vinte e 1 persa, sia chiudersi in palestra, aspettare di essere finalmente al completo (cosa che sembra essere impossibile) e poi aspettare la partita con Treviso e quella con Montegranaro del 17 dicembre per fare delle valutazioni. Tra quello che leggiamo e quello che sentiamo, trovo fuori luogo che si cerchi chiunque in questo momento.

Domenica arriva Bergamo e sono costretto a ripetermi: non può esistere che un solo risultato. Magari sarà anche l’occasione per vedere in campo il giovane Montanari che ormai ha collezionato più interviste che minuti giocati.

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