La Fortitudo crolla a Trieste 80-60. I giuliani vanno in finale contro la Virtus


La Effe gioca una gara 5 disastrosa e vede svanire il sogno del derby in finale. Trieste demolisce i bolognesi e si conquista la sfida con le “Vu nere”

-di Calogero Destro-

La Fortitudo di Mancinelli esce sconfitta 80-60 da Gara5 (ph. Il Resto del Carlino/Ciamillo)

Si conclude a Trieste il cammino della Fortitudo: il Palazzo dei giuliani – che vincono la loro ventiduesima in fila fra le mura amiche – si conferma un bunker inespugnabile per i bolognesi. Ma a prescindere dal fattore campo, i ragazzi di Boniciolli si sono dimostrati non all’altezza di una gara 5. Come l’anno scorso, come a Brescia. Ma questa volta fa ancora più male, perché Basket City in finale ci va comunque, mentre i tifosi biancoblu dovranno già pensare alla prossima stagione.

La partita- La Effe parte bene, 4-1 e segnali e l’approccio che sembra quello giusto, ma è solo un’illusione: sarà l’unico vantaggio fortitudino di serata. Perché poi i bolognesi sbattono sulla difesa giuliana, mentre Green (26 punti a fine serata) banchetta sull’orrenda difesa ospite, che nel primo quarto incassa 31 punti e ne realizza appena 13. Sulla Kontatto aleggia lo spettro di gara 2, dove il primo parziale si concluse 31-12: ma la partita ha un peso specifico diverso, è di quelle che non ammette repliche, e la Effe pare accorgersene troppo tardi. Il secondo quarto infatti, è più equilibrato: errori da una parte e dall’altra, con Trieste che abbassa le proprie percentuali e l’aquila che trova energie e cesti da Italiano per il -14. Ma Cavaliero e Parks rimettono gli ospiti a distanza di sicurezza e all’intervallo lungo si rientra sul +21 Alma (44-23), con i bolognesi che chiudono il primo tempo con 6/21 dal campo e 13 palle perse. Nel secondo tempo la truppa di Boniciolli prova almeno a tirar fuori l’orgoglio: Legion (4/8 da 3, 22 punti totali) ne mette 11 in fila e la Effe si rifà sotto. Segna Da Ros e si galleggia sul + 15 casalingo, ma Italiano è caldo e piazza un paio di buone per mandare la Kontatto sul -8 all’entrata nell’ultima frazione. I miracoli, forse, non accadono una volta sola, ma desiderarne due a distanza così ravvicinata sarebbe voler cambiare le leggi del destino. Il quarto periodo, infatti, è terra giuliana: 23-11 di parziale, creato dalla difesa e propiziato, nella metà campo offensiva, dai soliti noti (Parks, Green e Cavaliero). Il risultato finale è 80-60 per Trieste, che si guadagna meritatamente la finale contro la Virtus, per una serie che si preannuncia davvero entusiasmante.

Trieste abbatte la Fortitudo alla bella e vola in finale contro la Virtus (ph. Il Piccolo)

Postpartita- Queste, a fine gara, le parole di coach Boniciolli: ” Ringrazio tutti quelli che ci hanno seguito durante la stagione, tranne quei tre che ci faranno cominciare la prossima in trasferta. Ho avuto modo di lavorare con un gruppo straordinario, che però ha avuto dei momenti di blackout preoccupanti. Abbiamo avuto anche la possibilità di rientrare, fino al -6, ma poi abbiamo regalato palloni agli avversari. I problemi non sono stati tecnici o fisici, ma mentali. Abbiamo  mostrato queste lacune dalle prime gare della stagione. Trieste oggi ha meritato di vincere, ma noi continuiamo nel nostro percorso. C’è l’utopia di vincere con i giovani, ma si vince con i veterani. Parleremo con la società e vedremo, in base alla formula del nostro campionato, come muoverci“.

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