La Fortitudo sbanca il “PalaVerde” 77-78 e ribalta subito il fattore campo


La Effe sbanca il “PalaVerde” in gara 1 dei quarti di finale e si porta a Bologna il vantaggio del fattore campo. Legion e  Mancinelli combinano per 38 punti, Montano decisivo sull’ultimo tiro di Moretti

-Calogero Destro-

C’era bisogno di tornare a Bologna col vantaggio del fattore campo, c’era bisogno dell’impresa al “PalaVerde”. Impresa arrivata già in gara 1, dove un’arcigna Fortitudo riesce a fare il colpaccio ed è già sicura di tornare fra le mura amiche con la possibilità di chiuderla sotto le Due Torri. La squadra di coach Boniciolli resiste nei momenti di massima pressione dei trevigiani, e nel finale, grazie ai liberi di Legion e alla straordinaria difesa di Montano sull’ultimo tiro di Moretti, mette in ghiaccio il definitivo 78-77.

Mancinelli trascinatore in Gara1 a Treviso (ph. Resto del Carlino/Ciamillo)

La partita- La Effe parte con 4 punti in fila e sfrutta le mani freddissime dei padroni di casa per portarsi subito avanti. Le difese sono serrate, ma Treviso si sblocca con la tripla di Moretti e passa in vantaggio con Perry (5-4). Sul parquet l’atmosfera è calda: Mancinelli e Perry si allacciano sotto il canestro trevigiano, poi si segnano due canestri in faccia, tenendo a contatto le due squadre. L’attacco ospite s’inceppa: Legion fa 0/3 dal campo, mentre Knox è costretto ad abbandonare il campo per il secondo fallo. Treviso ne approfitta per piazzare un 4-0 che porta i veneti al 13-9 a 2′ dal termine del primo quarto, che si chiude però con l’ondata della Effe: la panchina di Boniciolli dà energia e punti, la difesa si chiude ermeticamente e i biancoblu, a cavallo tra i primi due parziali, piazzano un pesantissimo contro-break (1-12) che porta gli ospiti sul 14-21 al 13′. Perl ferma l’emorragia dalla lunetta con 4 liberi consecutivi, Mancinelli risponde con una tripla importante (18-24). Sul parquet torna Knox e si vede pure Raucci. La difesa trevigiana sbanda vistosamente e Legion schiaccia per il + 8 – massimo vantaggio – Effe a 5′ e 21″ dall’intervallo (18-26). La squadra di Pillastrini si aggrappa a Perl, che segna da oltre l’arco, poi Moretti e Perry, lasciato solo sotto canestro, riportano a -2 i padroni di casa. Mancinelli e Perry continuano la personale sfida e segnano una tripla a testa (29-31 al 18′). La difesa della Kontatto alza il volume in difesa e sbarra la via del canestro a Treviso, che terminerà il primo tempo con un magro 30% dal campo (7/21). Legion e Cinciarini s’incuneano nell’area avversaria e appoggiano di potenza per il meritato + 6, che diventa + 8 sulla magia di un ispiratissimo Mancinelli (12 punti nei primo 20′, con 2/2 da 3), per il 29-37 con cui si chiude il primo tempo.

La Fortitudo ha trovato canestri fondamentali da Alex Legion (ph. Resto del Carlino/Ciamillo)

Secondo tempo- Treviso rientra con un buon 4-0 di parziale, provando a mettere subito pressione sulla Effe. I biancoblu però rispondono presente, con Legion e il sottomano del “Mancio” (35-41). La De Longhi continua a faticare nel trovare la via del canestro, mentre l’attacco della Fortitudo non si ferma e piazza un nuovo 4-0 (41-47 a 5′ dal terzo mini-intervallo). La tripla di Perry è ossigeno puro per i veneti, che si riportano sotto di 3 lunghezze. I ragazzi di Boniciolli non riescono a trovare punti per un paio di minuti buoni, Saccaggi, con spazio, punisce da 3 e sigla la parità (50-50). Italiano da una parte e Ancellotti dall’altra, sono richiamati in panchina dai rispettivi allenatori a causa del quarto fallo. Knox si alza con personalità e riporta avanti gli ospiti, ma Moretti è incontenibile e con 5 punti consecutivi regala il + 3 ai suoi a 37″ dal termine del terzo quarto (55-52). Candi fa 2/2 dalla lunetta e scrive il 55-54 con cui finisce la terza frazione. Nel quarto periodo la Effe spende il bonus con ancora 7′ e 40″ da giocare e concede un importante vantaggio ai trevigiani, che si portano a + 4 col post-alto di Ancellotti (62-58), convincendo coach Boniciolli a fermare il cronometro. Saccaggi appoggia il + 6 Treviso, ma la Effe si riavvicina con un 5-0 firmato Legion e Cinciarini (64-63 a 5′ e 15″ dalla sirena). Il libero di Perl intervalla la bomba in step-back di un infuocato Legion, che riporta avanti i biancoblu. Ma Moretti, chirurgico dalla linea della carità, sigla il contro-sorpasso De Longhi (67-66). Ancellotti e Ruzzier terminano anzitempo la gara per il quinto fallo personale. Knox piazza il 69-70 dalla media, Perry e Mancinelli mantengono le cose invariate. Candi manda ingenuamente in lunetta Moretti, poi si rifà con la schiacciata del 73-74 a 1′ 43″ dal termine, ma viene espulso nell’azione successiva per il quinto fallo. Treviso continua a banchettare dalla lunetta con Moretti (77-76 con 1′ e 13″ sul cronometro). Cinciarini sbaglia in avvicinamento e lascia a Perl il tiro del potenziale + 3, ma l’ungherese va lungo. Fantinelli esagera su Legion e gli regala due liberi con soli 6″ da giocare. La guardia ex Reggio Calabria non trema dalla lunetta e sigla il pesantissimo 77-78Pillastrini chiama time-out per organizzare l’attacco decisivo. L’ultimo pallone va nelle mani di Moretti, costretto dall’ottima difesa di Montano all’errore che consegna il punto dell’1-o ad una stoica Fortitudo. 

Post-partita- Queste, a fine gara, le parole di coach Boniciolli: “ Intanto devo dire che sono orgoglioso che di essere stato parte di questo meraviglioso spettacolo. Le squadre di Pillastrini non mollano per un secondo. Sappiamo che l’energia e la qualità degli avversari non si fermeranno per un secondo, e ricordiamo che l’anno scorso, in gara 2, ne prenderemmo 45. Oggi abbiamo vinto utilizzando 11 giocatori, sappiamo che ci saranno almeno altre 3 gare, dovremo essere consistenti nonostante sia stato fatto un passo importante”. Poi sui tanti liberi subiti e su Matteo Montano: “Moretti ha tirato 19 liberi, meritandoseli, ma in una gara punto a punto lo noti. Montano qualche mese fa, in una partita del genere, forse si sarebbe palleggiato sui piedi. La sua crescita è importante e si nota. Pure lui sa che non può prendere 15 tiri a partita”.  

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