La Fortitudo surclassa Cento e stravince


La Fortitudo liquida Cento con una prestazione di grande carattere, condotta dal primo all’ultimo minuto con grande personalità. Iannilli, Montano e Samoggia sugli scudi

– di Massimo Righi –

La celebrazione del gemellaggio fra tifosi Fortitudo e Cento prima della palla a due

La celebrazione del gemellaggio fra tifosi Fortitudo e Cento prima della palla a due

La Fortitudo distrugge Cento al Paladozza rifilandole un clamoroso 80-59 che ha letteralmente entusiasmato il pubblico. E mentre la Fossa e la tifoseria ospite si scambiano cori, bandiere e lusinghe a sancire e consolidare il gemellaggio, l’arena di Piazza Azzarrita si riempie di tifosi che applaudono la prima di Carraretto sul parquet che l’ha visto nemico di tante battaglie con Siena.

Parte subito forte la Fortitudo che schiera proprio Marco Carraretto in quintetto e grazie al nuovo acquisto, inizia a macinare gioco e a dettare legge. Dopo un inizio punto a punto, Carraretto arma il braccio e piazza la prima bomba della partita. Cento non si stacca e con un mini break si porta anche avanti di uno, ma è questione di un istante prima che Iannilli e Samoggia riportino avanti Bologna. Dopodiché, Cento inizia a subire la verve bolognese con Montano che sale in cattedra fra punti ed assist. Il tempo si chiude sul 23-15. La partita, già ampiamente sui binari biancoblù, prosegue sullo stesso copione. Montano e Grilli infilano cesti da 3 e Raucci firma il +15 che Iannilli e Valentini incrementano. Cento non sa più da che parte girarsi, almeno fin quando Bologna non cala un po’ concedendo qualche canestro. Al the, il tabellone dice 47 a 31 per i padroni di casa.

Il terzo quarto parte con Montano e Iannilli a giocare al tiro a segno con il canestro ospite, poi anche Samoggia si fa spazio con una tripla, mentre un super Iannilli domina a rimbalzo (12 totali, di cui 5 offensivi alla fine). A quarto ormai terminato, la Effe tocca il +25 grazie a Raucci e Samoggia (che chiuderà con un 4/5 dall’arco), prima di chiudere il mini tempo sul 67-47. Nel finale, Bologna tira leggermente il fiato e Cento prova un minimo di reazione, ma non c’è tempo perché Carraretto rompe il ghiaccio per i suoi, seguito da Iannilli e Samoggia, bravi a riportare le distanze attorno al ventello. Nel finale, mentre Montano da spettacolo prima di dirsene quattro con Demartini, Samoggia si merita la standing ovation del Palazzo, chiudendo da top scorer con 18 punti. In chiusura, minuti in campo anche per Candi e all’ultima sirena il punteggio è 80-59.

Coach Vandoni a fine partita in sala stampa

Coach Vandoni a fine partita in sala stampa

Le parole di coach Vandoni: “Abbiamo dato dimostrazione di concretezza difensiva e sono molto contento di questo, ho visto quel che volevo vedere. Sappiamo giocare con intelligenza e l’abbiamo dimostrato. Appena ho saputo che da loro mancava Cutolo, ho studiato le contromisure e devo dire che abbiamo letto bene la partita in tutte le fasi, siamo stati calmi e pazienti. Non è facile costruire un collettivo con tutte le problematiche dettate dagli infortuni. A loro mancava Cutolo è vero, ma noi quante volte abbiamo giocato privi di Samoggia, Iannilli e Valentini? Se abbiamo vinto ci sono anche i nostri meriti, così come quando in circostanze critiche in altre partite, siamo sempre stati bravi a non venire mai umiliati, facendo di necessità virtù. I cori della Fossa per me? Fanno piacere, ma era già successo a Trieste ed in altre due partite. Non li ringrazio mai abbastanza”. Dopodiché ha parlato anche il centro Andrea Iannilli: “Siamo stati bravissimi in difesa, aspetto sul quale ci siamo concentrati sin da martedì e infatti si è visto stasera. Il palazzo pieno? Fa piacere, abbiamo sentito la spinta della gente. Abbiamo avuto il merito di non perdere mai la testa e sfruttare le occasioni avute. Cutolo? Certamente a loro è mancato ma non so quanto avrebbe influito sulla partita, è difficile da dire. Io e Samoggia complementari? È un’intesa che si è creata in fretta, sappiamo dove farci trovare e riusciamo a esprimerci in armonia”.

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