La Fortitudo vince ancora e conquista il punto del 2-0 contro Verona


I ragazzi di coach Pozzecco vincono una partita dura grazie all’intensità difensiva e un parziale decisivo a cavallo fra terzo e quarto periodo. I biancoblù andranno a Verona per provare a conquistare la semifinale 

– di Calogero Destro –

La Fortitudo durante un time-out chiamato da coach Pozzecco in gara 2 (ph.Carlino)

Dopo l’esordio vincente in gara 1, la Effe riapre le porte del PalaDozza per il secondo episodio contro una Tezenis Verona che promette battaglia, per non tornare in Veneto già con l’acqua alla gola.

La partita- L’avvio è fatto di parziali e contro-parziali. Dopo 2′ la Effe, trascinata da un Rosselli in grande spolvero, è già sul 7-2. Verona, che applica un efficace raddoppio sistematico su Mancinelli (tenuto a 2 punti  nel primo quarto), resiste alla prima ondata e al 4′ trova il primo vantaggio, dopo due triple di Amato e l’appoggio di Jones. Il nuovo 7-2 di marca fortitudina riporta gli uomini di Pozzecco avanti di 5 lunghezze. Green – totalmente fuori dalla serie – prova a ricucire, ma Italiano, entrato dalla panchina, mette due triple irreali e i biancoblù chiudono la frazione inaugurale sul +6 (25-19). Nel secondo quarto non segna nessuno nei primi 3′, si tira con basse percentuali (6/20 da 3 in totale). Poi Verona torna a muovere il tabellone con un 7-0 in un amen, impattando a quota 25 e costringendo Pozzecco al time-out al 14′ . Un positivo Amici (6 punti e 4 rimbalzi nel primo tempo) interrompe l’emorragia dei padroni di casa, che provano a scappare sul +4 grazie al break guidato da Rosselli. Ma la Tezenis rimane a contatto con 4 punti di Poletti e le inchiodate dell’ottimo Jones, rientrando negli spogliatoi sul 36-35.

Il terzo quarto si apre sul filo dell’equilibrio. Udom, con 5 punti in fila, riporta avanti la squadra di Dalmonte. L’intensità della partita sale minuto dopo minuto: la Effe, che trova energie e canestri dalla panchina con Pini (6 punti consecutivi, +14 di plus/minus), vince un paio di battaglie fondamentali sotto le plance, tornando a guidare la gara con due possessi pieni di vantaggio (52-46 al 26′). Gli ospiti cominciano a sbattere sull’asfissiante pressione della difesa bolognese. Udom sbaglia due liberi pesantissimi nella bolgia del PalaDozza e i biancoblù, dopo il cesto di Mancinelli e libero di Rosselli, si portano per la prima volta nella gara sulla doppia cifra di vantaggio (56-46 al 30′). Nell’ultimo quarto continua la rottura prolungata degli ospiti (appena 10 punti tra il 25′ e il 33′, 41% dal campo, 9/18 ai liberi), con la Effe che trova anche il contributo di Chillo e vola sul +13 (63-50 al 34′). Poletti (16 punti) e Fulzt ingaggiano un duello personale che lascia invariate le cose, poi Amici appoggia il +14 dei padroni di casa, che stende una Scaligera visibilmente alle corde a 4′ dalla sirena.

Il risultato finale è dunque di 77-68 in favore della Fortitudo Consultinvest, che conquista il punto del 2-0 nella serie. Decisivo il parziale fatto registrare a cavallo fra terzo e quarto periodo, trainato da una difesa ai limiti della perfezione, che ha indirizzato la gara sui binari della Effe. Adesso, gli uomini di Pozzecco, andranno a Verona per provare a conquistare la semifinale già sul campo della Tezenis.

Postpartita- Queste, nel dopo-gara, le dichiarazioni di coach Pozzecco: “All’inizio avevamo mostrato buona energia e concentrazione. Ma quando perdiamo entrambe giochiamo male in difesa e peggio in attacco. Contro le difese particolari di Dalmonte dobbiamo sempre avere la lucidità di giusta. Nel terzo quarto, poi abbiamo difeso benissimo. Il tecnico? la cosa che conta di più per me è l’atteggiamento che hanno gli arbitri nei nostri confronti. La terna stasera ha accettato il dialogo, hanno arbitrato bene. Di certo i lunghi che abbiamo, Pini, Gandini e Chillo, sono tre persone eccezionali, prima che giocatori e io me ne posso giovare e in campo cerco di premiarli. Roster lungo? Il processo di adattamento al cambio delle rotazioni non si realizzerà mai definitivamente. Tutti meritano di giocare di più, mentre a volte meriterebbero degli schiaffoni, ma non li dò s no mi menano! Oggi dire a McCamey che doveva stare ancora fuori è stato uno dei momenti più difficili della mia vita”.

 

 

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