La G Diamonds dal notaio: “Soldi e certezze, Guaraldi ci valuti”


La G Diamonds tramite Montaquila, Bruni, Russo e Di Stanislao, è stata oggi dal notaio Ferretti per mostrare la propria credibilità economica e rilanciare la ferma volontà di dare un futuro al Bologna

di Massimo Righi –

Stefano Bruni, Cristina Russo e Piero Montaquila

Stefano Bruni, Cristina Russo e Piero Montaquila

Sono quasi le 17.45 quando fuori dal palazzo dove si trova il notaio Ferretti, arrivano gli esponenti della G Diamonds, i cosiddetti austro-romani Bruni, Russo, Montaquila e Di Stanislao. Sono gli uomini della cordata che nonostante il ciclone Tacopina, sta insistendo per acquistare il Bologna. “Nutriamo fiducia e speranza” ha detto un sorridente dott. Bruni all’entrata, con Di Stanislao a ruota: “Sarebbe bello riuscire a vedere Guaraldi perché finora non ci ha dato nessuna confidenza”. Dopo 45 minuti di attesa, praticamente un tempo calcistico, eccoli di nuovo tutti fuori dallo studio notarile con Stefano Bruni a prendere la parola: “Daremo conto delle nostre intenzioni in una lettera aperta dove spiegheremo i dettagli della nostra offerta, sia tecnici che non, perché tutti sappiano le nostre volontà. Domattina il presidente Guaraldi saprà qual è l’altra ipotesi di trattativa, oltre quella che probabilmente sta valutando. Noi abbiamo portato i soldi, un progetto e certezze, vorremmo essere quantomeno ascoltati perché abbiamo fatto tutto quanto richiesto. Noi non abbiamo visto alcun documento contabile, non capiamo il perché e non nascondo che la cosa ci ha infastidito. Ciononostante abbiamo pronti 5 milioni per l’aumento di capitale del Bologna FC”. Sono determinati i componenti della cordata e la dott.ssa Cristina Russo ha sottolineato la serietà della società che rappresenta per dimostrare la bontà delle loro intenzioni: “Noi volevamo evitare i clamori, vogliamo dimostrare con i fatti la nostra serietà. Si è perso anche troppo tempo e non per nostra volontà, ma sta di fatto che noi siamo qui, abbiamo un progetto serio e abbiamo intenzione di fare le cose ad alto livello. Nessuno ci ha mai chiesto nulla ma noi abbiamo seguito un percorso lineare e verificabile senza eccessi e badando alla concretezza. Portiamo innovazione, vogliamo coinvolgere il territorio e far ripartire il calcio qui a Bologna, rivalorizzandolo; siamo pronti a lavorare seriamente”.

Stefano Bruni, commercialista, ed ex sindaco di Como

Stefano Bruni, commercialista, ed ex sindaco di Como

A proposito di serietà, Piero Montaquila è intervenuto per ribadire un concetto: “Siamo stati gli unici ed i primi che hanno portato i soldi, anzi, 500mila euro in più di quanto richiesto”. Dopodiché Bruni ha riassunto quello che potrebbe essere il percorso dei prossimi giorni, qualora la loro proposta sia valutata: “Vogliamo aprire una trattativa seria e verificare la situazione contabile, ci bastano 48 ore. Se ci verrà dato modo, circa 5,5 milioni sono già pronti a diventare la prima parte dell’aumento di capitale del Bologna, in concomitanza con le dimissioni dell’attuale proprietà. Entro la fine di ottobre, se la trattativa proseguirà positivamente e una volta vista la situazione dei conti, metteremo anche gli altri 7 milioni per completare la ricapitalizzazione”. I soldi non verranno direttamente dalla G Diamonds ma da Iris, società capitalizzata dal marchio austriaco, che sarà oggetto sociale del Bologna FC e diventerà l’ente italiano di riferimento. La realtà, ribadiscono quasi in coro i quattro imprenditori, è tutta italiana, affidabile, che porta certezze economiche e progettuali per far si che il Bologna possa basarsi su fondamenta solide e lottare per qualcosa d’importante. Come in agosto, Bruni e Russo riaffermano che nessuno degli attuali soci verrà escluso: “Chi vuole restare è il benvenuto, vogliamo lavorare sinergicamente coi bolognesi e siamo a disposizione per fare il bene del Bologna”. L’ex sindaco di Como, spazzando via le polemiche sulla quotazione in borsa della società austriaca, ha specificato che:“la G Diamonds non è ancora quotata in borsa, sono le obbligazioni della stessa ad esserlo, mentre la società lo sarà a breve”. Infine, un appunto condiviso ancora una volta da tutti, con Cristina Russo a ribadirlo: “Non andremo via in silenzio, vogliamo esser considerati: siamo stati trattati diversamente da altri e lo troviamo inspiegabile visto che abbiamo rispettato tutto quello che ci era stato detto di fare, persino in tempi più rapidi di quelli richiesti”. Il messaggio è chiaro e risoluto, la G Diamonds c’è e i suoi imprenditori sono tutt’altro che scoraggiati da altre possibili trattative in corso con altri compratori che, a detta loro, non turbano assolutamente la loro quiete.

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