La giustizia adombra i risultati, tremano due squadre: il punto sulla Serie B


Il Palermo si conferma capolista, il Bari insegue e il Frosinone cade a Carpi, ma la Serie B è scossa da due inchieste che potrebbero costare caro a tutto il baraccone della B

– di Gabriele Pasca –

Il patron rosanero Zamparini (ph. Zimbio)

Avrebbe meritato fortune migliori la Ternana di Pochesci, che è riuscita onorevolmente a tenere testa ad un Palermo con tanto entusiasmo e molta ambizione, ma alla fine l’allungo c’è stato e i rosaneri si ritrovano a 3 punti dal Bari che fa bottino pieno a Perugia e a 4 da Parma e Frosinone, entrambe bloccate rispettivamente dal Cesena di Castori e dal Carpi di Calabro.

 

LA CAPOLISTA TRA CROCE E DELIZIA, perché, come è normale, le vicende di una squadra non si fermano e non si limitano esclusivamente al campo da gioco ma vanno molto più in là. È capitato al Palermo, e già lo si sospettava da molto tempo, di doversi imbattere in una non proprio rassicurate decisone del giudice fallimentare di nominare un perito esterno al quale sono stati dati cinquanta giorni di tempo per far luce sui conti del club Siciliano. Zamparini urla e strepita, lamentando, a ragione, la totale concomitanza degli accertamenti con l’ormai imminente mercato di gennaio, ma tant’è. Il campo ha comunque parlato: nonostante alcune sviste arbitrali che tanti morsi avranno provocato ai poveri gomiti della Ternana, il Palermo la decide con un gol di Rispoli al terzo minuto di gioco. Nel riepilogo della gara non c’è spazio per un rigore sacrosanto non concesso da Martinelli agli ospiti per un fallo di mano di Cionek in area quando il tabellone segnava l’80’. Molto dubbio, per non dire inesistente, il penalty concesso ai siciliani ma parato da Plizzari.

CARPI-FROSINONE NON È MAI UN PRANZO DI GALA; non lo è stato la scorsa stagione, quando le due compagini si giocavano un posto in più nella massima serie, e non lo è stato neppure sabato, quando i ciociari bramavano i tre punti per piazzarsi indisturbati al secondo posto, subito dietro alla capolista Palermo. Perché tra il bramare e il fare si è messo di mezzo un Carpi con il sangue agli occhi, che al 37’ del secondo tempo frantuma i sogni di gloria della compagine di Longo con un eurogol di raffinata bellezza segnato da Mbakogu. E non è bastata neppure l’inferiorità numerica a scoraggiare gli uomini di Calabro, perché in ballo non c’erano solo i tre punti o il punto del pari, c’erano vecchie acredini da regolare, con giocatori che se la promettevano e falli di reazione assolutamente censurabili: come la gomitata di Sabbione ai danni di Dionisi. Longo non può far altro che recriminare su qualche occasione e incassare un punto che, a conti fatti, è sempre meglio di zero.

LA GIUSTIZIA NON GUARDA SOLO IN SICILIA e come nel più stereotipato film d’inchiesta indirizza la sua bilancia anche nella vicina Campania, dove l’Avellino rischia la retrocessione all’ultimo posto a causa di una presunta combine datata 2013, quando la vittoria contro il Catanzaro decretò il ritorno in B per gli irpini. La decisione del Tribunale Nazionale Federale è attesa per dopodomani ed è scontato supporre che, in base al verdetto, sia la procura federale che il club presenteranno un ricorso alla Corte Federale d’Appello, che dilaterebbe i tempi della decisione almeno fino a fine gennaio. Insomma, l’inizio del nuovo anno potrebbe non portare bene al Campionato Cadetto, con la spada di Damocle di un fallimento e una penalizzazione durissima, con conseguenze devastanti per tutto il baraccone.

ALTRO GIRO ALTRO CAMBIO: settimana scorsa è stato il turno di Bollini, ieri è toccato a Vivarini cedere le redini dell’Empoli ad Andrea Andreazzoli. La società toscana non si è fatta scendere i troppo pari rimediati dal tecnico abruzzese. Tre pareggi nelle ultime cinque partite non sono poi tanti, specie se le rimanenti due sono vittorie, ma non è evidentemente abbastanza per una dirigenza che punta alla massima serie sin da subito. Resta in sella Zaman che incassa la fiducia della squadra, anche se l’esonero resta più che una semplice tentazione per il patron Sebastiani.

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