“La grande arroganza” partorisce una frittata: Juve contro Juve, firmato Conte


La Grande Antipatia, cosi viene riassunta la diatriba tra Conte e Capello dalla Gazzetta. Forse ci vorrebbe il coraggio di chiamarla con il suo vero nome, la Grande Arroganza. Confesso, Conte non mi sta simpatico, Capello non è, a sua volta, un simpatico. Tuttavia, per quanto i media in questi casi abbiano lo straordinario demerito (o merito) di ingigantire il nulla, quanto sta avvenendo in casa Juve in queste ore ha del paradossale. Capello, allenatore di quella Juve che sul campo ha stracciato tutti per poi essere travolta da Moggiopoli con la revoca di 2 scudetti, attaccato proprio su quegli scudetti da Conte, l’allenatore bianconero di oggi il cui presidente, Andrea Agnelli, non solo ha fatto scrivere sulle maglie “30 sul campo” ma con quelle maglie, la Juve dello stesso Conte ha giocato, e vinto. Naturale l’imbarazzo che ne consegue ed il tentativo di sminuire, ritrattare. Di sicuro, di quello che un tempo era universalmente riconosciuto essere lo stile Juve, non c’è più l’ombra da tempo e Agnelli, Gianni, ovunque sia starà facendo capriole e piroette senza riuscire a capacitarsene. Ma le anomalie di questa vicenda non si fermano qui, con Moggi che coglie l’occasione per riesumarsi ad arbitro della vicenda, affermando prima che con lui Conte certe dichiarazioni non le avrebbe mai fatte, poi asserendo che Conte è un bravo ragazzo e si stupisce della sua reazione. Insomma, contro l’allenatore, ma anche a difesa dello stesso. E via alla confusione. Agnelli, Andrea, che deve essersi adirato non poco ad ascoltare il suo discepolo sparare, indirettamente, contro la società. Nuove correzioni alle dichiarazioni, ora dopo ora, minuto dopo minuto quando oramai la frittata è fatta.

Il problema non è quanto tutta questa vicenda sia assurda, chi abbia ragione e perché. Il problema è che dalla più forte e blasonata società italiana di calcio e soprattutto dal suo allenatore, capaci di strameritare sul campo gli ultimi tre scudetti (compreso quello in corso) per manifesta superiorità, ti aspetteresti qualcosa di diverso, stile, classe, superiorità anche dialettica oltre che tecnica. Quel salto di qualità complessivo necessario, a mio modo di vedere, in chiave europea per essere temuti e rispettati dove, guarda caso, la Juve fatica a ritagliarsi il suo spazio. Ed invece ogni occasione che si presti diventa l’opportunità per palesare ciò che in fondo alberga li da sempre, ciò che il vocabolario della lingua italiana descrive meglio della singola parola: “L’arroganza (dal latino arrogantia) è il senso di superiorità nei confronti del prossimo, che si manifesta con un costante disdegno”.

In queste ore ho sentito molti amici juventini criticare per la prima volta l’atteggiamento e le parole di Conte. Chissà che anche loro non inizino a capire che, per tornare a vincere su tutti i fronti con i complimenti dell’avversario, non serve solo comprare i tanto ricercati “Top Player” ma anche ritrovare uno stile, come accadde in passato, che sappia essere il vero marchio di fabbrica di ogni successo.

Gherardo Resta

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