La Juventus scrive la storia: 0-0 a Barcellona e semifinale! Fantastico Monaco con Mbappè e Falcao


Con il pareggio per 0-0 di Barcellona la Juventus accede alla semifinale di Champions League insieme ad un travolgente Monaco guidato dalla sua stellina

– di Edoardo Frati –

Al Camp Nou festeggia solo la Juventus che accede alla semifinale di Champions League (ph. Zimbio)

Due gol subiti in tutta la competizione, zero nei quattro incontri ad eliminazione diretta, anche contro l’attacco più temibile del mondo. Non può che essere questa la prima e più importante chiave di lettura del successo della Juventus, che uscendo a reti inviolate dal Camp Nou (0-0) si guadagna con ampio margine l’accesso alle semifinali di Champions League. Un capolavoro difensivo portato a termine sia con la difesa a quattro sia a tre, quando è subentrato Barzagli a ricomporre la BBC in tutta la sua granitica affidabilità. Il Barcellona prova a partire forte nei primi minuti, cercando di intrappolare la Juventus nella ragnatela del suo palleggio e – a parte qualche scorribanda dei vari Cuadrado, Mandukic e Dybala – per larga parte del primo tempo ci riesce. Il possesso palla è schiacciante (oltre il 60%), i 100mila del Camp Nou si fanno sentire, il terreno sembra fertile per la “remuntada”, o almeno per l’inizio della stessa, ma manca la finalizzazione, l’estro, il genio. In terra spagnola come a Torino, nonostante le occasioni non manchino – da una parte e dall’altra – è evidente la frustrazione degli attaccanti blaugrana: scattanti ma non precisi, vogliosi ma troppo nervosi. Suarez il peggiore della MSN, Messi spedisce larghi dei tiri che Messi non sbaglia mai, Neymar decisamente più in palla ma innervosito dal trattamento riservatogli dalla marcatura quasi a uomo di Dani Alves, che pur essendo suo grande amico e connazionale, in campo non gli ha risparmiato qualche “tacchettata” del mestiere. Le squadre vanno al riposo sullo 0-0 con qualche rimorso per entrambe: il Barcellona ha sprecato le occasioni per riaprirla, la Juve per chiuderla. Dopo il periodo di massimo sforzo offensivo senza risultati, a metà della ripresa, il Barca comincia poi ad allentare la morsa, a crederci sempre di meno. Esce di conseguenza la Juve, che potrebbe chiuderla in uno dei molteplici contropiedi in superiorità numerica ma gioca praticamente senza punta, vista la serataccia di uno stanchissimo Higuain (se infatti la Juve arriva con qualche dubbio alle porte delle semifinali, questi riguardano proprio la sua punta da 90 milioni di euro, decisamente meno lucido e meno cinico nelle ultime uscite europee). Nei minuti finali, col passaggio del turno ormai archiviato, il Barcellona cerca comunque la vittoria, per l’onore e per la statistica, ma la Juve non le concede nemmeno quella interrompendo una striscia di 15 vittorie consecutive in Champions nella gestione Enrique e negandole il gol che era sempre arrivato nelle ultime 21.

Sempre in gol il giovane Mbappè nell’irresistibile Monaco (ph. Zimbio)

Completata la dolce vendetta della finale di due anni fa, la Juventus aspetta ora il sorteggio di venerdì. Possibili avversarie le due di Madrid, vincenti nella giornata di ieri, o il Monaco, che ne fa altri 3 al Dortmund e si ritrova con una tranquillità disarmante tra le prime quattro d’Europa. Ad aprire le marcature ancora e sempre Mbappe: il gioiellino classe ’98 è il primo giocatore nella massima competizione europea ad andare a segno in ognuna delle sue prime 4 partite ad eliminazione diretta. A chiudere i conti già al 17’, poi, la rete di un rigenerato Falcao. A inizio ripresa il bel gol di Reus regala qualcosa che assomigli a una partita, uccisa definitivamente a 9 minuti dalla fine da Germain. Il Monaco dunque si sbarazza del Dortmund dopo aver fatto fuori il City di Guardiola: prende puntualmente gol ma ne segna di più (12 tra ottavi e quarti), presentandosi come squadra ideologicamente agli antipodi della Juventus, e per questo fastidiosa. È difficile infatti decidere se c’è e quale sia la squadra da desiderare o da evitare ai sorteggi per i bianconeri: il Real è sicuramente la squadra meglio attrezzata ma è meglio affrontabile nel corso di 180’ che in una partita secca di un’ipotetica finale (Barcellona docet); l’Atletico è arcigna e sfiancante e se rischia di raggiungere la terza finale in 4 anni un motivo ci sarà; il Monaco, come detto, è quella scomoda outsider con la quale non puoi che presentarti da favorita e rischiare la brutta figura. Certo è, come ha ribadito Bonucci nel post partita, che adesso dovrebbero essere le altre compagini ad augurarsi di non beccare questa Juventus.

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