La Juventus vince anche a Torino: 2-1 al Monaco e bianconeri a Cardiff


Vittoria anche a Torino per la Juventus sul Monaco. Il 2-1 firmato Mandzukic e Dani Alves spalanca le porte della finale di Cardiff

– di Edoardo Frati –

La Juventus vola a Cardiff:
seconda finale in tre anni per i bianconeri (ph. Zimbio)

La Juventus è la prima finalista della Champions League, edizione 2016/17.
Non si potrebbe aprire altrimenti una riflessione a riguardo: una frase che racchiude nella sua sintetica semplicità tutto ciò che di importante c’è realmente di sapere, in quanto al di là – o meglio, ancor prima – di tutte le considerazioni del caso essa svela e sottintende un percorso di crescita lungo e dispendioso.
Sebbene Gianluigi Buffon, più affamato a 40 anni che a 20, abbia speso buone parole nel post-partita chiarendo che l’obbiettivo stagionale non era arrivare a Cardiff, ma vincervi, l’essere giunto comunque in fondo non può non essere considerato di per sè un traguardo.
Una concetto che non prende in esame solo dove è arrivata e dove può ancora arrivare la Juventus, ma anche come. Mantenendo la porta inviolata per 690’, per esempio.Concedendo un solo gol in tutta la fase a eliminazione diretta. Un gol – tra l’altro – dal peso modesto e dal significato relativo, se non quello di interrompere un tentativo di record e regalare qualche minuto di partita in più allo Juventus Stadium.Allegri si infuria fino al 92’ ma poi si concede un momento di appagamento e soddisfazione quando, al triplice fischio di ieri sera, realizza di aver concesso una sola rete al Monaco solo dopo avergliene segnate 4.
Il 2-0 dell’andata viene infatti bissato in casa in 45 minuti: assente a referto Higuain, malmenato letteralmente da Glik e soci (ma soprattutto da Glik), questa volta tocca a Mandzukic, per ricordare che – teoricamente – sarebbe pur sempre un attaccante. E poi Dani Alves. Il brasiliano in particolare monopolizza la scena, piace e si compiace. È tornato a divertirsi e si vede.Dopo i due assist al bacio dell’andata azzecca un’altra pennellata al ritorno, servendo al croato sul secondo palo la palla dell’1-0. Poi decide che non basta e quando gli capita un’occasione che sembra fatta apposta per lui (tiro al volo da fuori area con palla alta spiovente a campanile, tasso di difficoltà enorme) realizza un capolavoro che vale il

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