La meritocrazia è morta, ma la corona dei Foxes è e rimarrà sempre tua: grazie, King Claudio


L’analisi dell’esonero di Claudio Ranieri da parte del Leicester FC. Le reazioni del mondo del calcio a una pagina sfogliata, ma impossibile da strappare.

– di Tiziano De Santis –

Claudio Ranieri e il Leicester alzano il trofeo della Premier (ph. Bandt.com.au)

Ranieri-Leicester, una storia d’amore di quelle semplici, sane, belle e interminabili. Sembrava questa l’essenza di un idillio che ha portato il tecnico italiano, ex allenatore dei Foxes, sul tetto del campionato più appassionante – a detta dei più – del mondo, la Premier League. Eppure quella meritocrazia così tanto perseguita da ognuno di noi e portata avanti come bandiera dal club inglese si è infranta contro i risultati sicuramente non ottimi della stagione in corso. E così la favola svanisce in un esonero che ha dell’incredibile e probabilmente, come spesso accade, e del troppo repentino se si considera la storia recente dei biancoblu. Re Claudio è costretto ad abbandonare il trono più bello d’Europa, nonostante un team vivo più che mai nella Champions delle stelle dopo il 2-1 incassato nella tana del Siviglia; certo i risultati negativi in campionato e l’eliminazione dalla FA Cup non sono dalla parte di Ranieri, costretto a cambiare in pochi mesi il proprio obiettivo dalla vetta della classifica della massima serie calcistica inglese a una lotta per la permanenza nella stessa difficile da evitare se si considera la sola lunghezza di distanza dall’Hull, terzultimo in graduatoria. Dai trofeo e corona all’ombra della Championship, più vicina che mai a quello che è diventato uno spogliatoio diviso in due fazioni: quella pro Ranieri e quella contro. Eppure quell’ “appoggio incondizionato” fornito dal club al tecnico italiano il 7 febbraio scorso è venuto meno dopo appena quindici giorni, lasciando a bocca aperta tanti pilastri del calcio, come Josè Mourinho, Spalletti, Owen, Vieri. Forti le parole dell’allenatore dello United:Nessuno cancellerà mai quello che hai fatto, amico mio“. “È uno scandalo, nel calcio non c’è gratitudine“, continua sulla stessa mesta onda il mister giallorosso. “Oggi amo meno questo lavoro” il duro e cosciente commento di un grande del football, Michael Owen. Ma il dato di fatto, nonostante tutto, è il comunicato del Leicester City: “Questa sera il Leicester City Football Club ha sciolto il rapporto con il suo allenatore della prima squadra Claudio Ranieri. Claudio è stato chiamato ad essere il manager del Leicester nel luglio 2015 e ha portato le Foxes a raggiungere il più grande trionfo nei 133 anni di storia del club quando la scorsa stagione siamo stati incoronati, per la prima volta, campioni d’Inghilterra. Il profilo di Claudio Ranieri è senza dubbio quello del tecnico di maggior successo di tutti i tempi del Leicester. Tuttavia, i risultati raccolti quest’anno nella stagione in corso hanno posto il club campione di Premier in una situazione di pericolo, e per questo motivo il Consiglio a malincuore ha ritenuto che un cambio della guida tecnica, che sicuramente è doloroso, sia necessario per il più alto interesse del club“.

Claudio Ranieri con in mano il trofeo della Premier vinta nella stagione 2015/2016 (ph. Lacittadisalerno.gelocal.it)

Questa è stata la decisione più difficile che abbiamo dovuto prendere in quasi 7 anni da quando abbiamo preso il possesso del Leicester – ha continuato il vicepresidente del Leicester Aiyawatt SrivaddhanaprabhaMa il nostro dovere è quello di tutelare gli interessi nel lungo periodo del club, mettendo anche da parte i sentimenti personali e non importa quanto questi possano essere forti. Claudio ha portato qualità eccezionali durante il suo lavoro. La sua gestione è stata sapiente, ricca di motivazioni e il suo stile riflettono la sua ricca esperienza che noi abbiamo sempre saputo che avrebbe riversato nel Leicester. Il suo calore, il suo fascino e il suo carisma hanno contribuito a trasformare la percezione del club e a sviluppare la sua immagine su una scala ormai globale. Saremo per sempre grati a lui per quello che ci ha aiutato a raggiungere. Non è mai stato nelle nostre aspettative che si ripetesse la straordinaria avventura dello scorso anno in questa stagione. Infatti, la salvezza in Premier League ha rappresentato il nostro primo ed unico obiettivo sin dall’inizio di questa nuova stagione. Ma, adesso, ci troviamo nel pieno di una lotta per raggiungere questo obiettivo e abbiamo pensato che un cambiamento fosse necessario per massimizzare l’opportunità presentata dalle prossime ultime 13 partite di Premier“. Ranieri, dall’altra parte, deluso e amareggiato da quanto accaduto, non ha perso l’eleganza e l’umiltà che lo hanno sempre contraddistinto: “Ieri il mio sogno è morto – ha confessato l’ex allenatore dei Foxes – Voglio ringraziare il club, i miei giocatori e soprattutto i tifosi e la città che sono stati fantastici. Vi porterò per sempre nel mio cuore. Dopo l’euforia della scorsa stagione, e l’incoronazione a campioni d’Inghilterra, tutto quello che sognavo era stare al Leicester, la squadra che amo, per sempre. Purtroppo, non doveva essere così. Grazie a Paolo e a Andrea (Benetti e Azzalin, vice e preparatore atletico) che mi hanno accompagnato in questo viaggio meraviglioso. Ringrazio ancora Steve Kutner e Franco Granello (i rappresentanti) che mi hanno offerto la possibilità di diventare campione. Ma soprattutto io devo ringraziare il Leicester City Football Club.  E’ stata un’avventura fantastica e mi rimarrà dentro per sempre. Grazie davvero a tutti: dai giornalisti, al personale del club, a tutti i calciatori, allo staff, a tutti quelli che hanno fatto parte del nostro progetto. Ma soprattutto mi sento di ringraziare i tifosi: voi mi avete accolto nei vostri cuori dal primo giorno, e mi avete amato. Vi amo anche io. Nessuno potrà mai portarci via quello che abbiamo conquistato insieme e spero che ci ripenserete sempre con un sorriso ogni giorno, come farò io. Sono stati momenti pieni di meraviglia e gioia che non scorderò mai, è stato un piacere e un onore essere un Campione con tutti voi“. A dimostrazione che l’integrità dell’uomo, prima ancora di quella del professionista, non può essere cancellata da una pagina sfogliata così velocemente e quasi ingiustamente. Il ringraziamento vero è quello di tutti gli appassionati e i protagonisti del mondo del calcio a un tecnico capace di trasformare un sogno in realtà. Grazie ancora, King Claudio.

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