Ecco la nuova ripartizione dei diritti tv: Bologna oltre quota 50 milioni


Il miglioramento del contratto e la riforma del ministro Lotti rivoluzioneranno lo scenario dei diritti tv della Serie A. Il Bologna può arrivare oltre i 50 milioni

– di Marco Vigarani –

Il ministro dello sport Luca Lotti porta in Parlamento una modifica alla Legge Melandri del 2008 (ph. Zimbio)

In queste ore, magari senza che la maggior parte dei tifosi se ne accorga, stiamo vivendo un cambiamento forse storico per il calcio italiano. Il ministro dello sport Luca Lotti infatti ha portato in Parlamento, all’interno dell’analisi sulla Legge di Bilancio 2018, una revisione dell’ormai datata Legge Melandri in materia di ripartizione dei diritti televisivi per la Serie A, approvata ormai dieci anni fa. Si tratta di una riforma fondamentale che, sotto questo punto di vista, porterebbe il nostro calcio molto più vicino ai modelli avanzati del Nord Europa riducendo in modo significativo il gap tra grandi e piccoli club almeno in termini di introiti.

Per capire il senso della novità in arrivo facciamo però prima il punto sul sistema attuale che prevede una spartizione del 40% in parti uguali fra tutte le venti partecipanti al campionato, un 40% in base al bacino d’utenza ed ulteriormente suddiviso in indagini (25%), storia (10%) e popolazione (5%) ed infine un restante 25% legato ai risultati sportivi degli ultimi cinque anni (15%) e dell’ultimo anno (5%). Ecco quindi che la prima classificata fino ad ora è sempre riuscita ad assicurarsi più di un decimo dell’intero pacchetto doppiando per incassi la sesta e quadruplicando quelli delle tre neopromosse.

La modifica alla legge risulta tanto semplice quanto efficace perchè va a sottrarre un 10% legato ai bacini d’utenza portando la quota fissa ed uguale per tutti al 50% riportando quindi i futuri campioni d’Italia ben sotto la quota dei 100 milioni ma soprattutto andando a limare le differenze. Di fatto, con il vecchio contratto scaduto nei mesi scorsi, l’ultima arrivata in Serie A sarebbe andata a percepire dai diritti televisivi una cifra praticamente pari al 50% dell’incasso del club scudettato. Ecco perchè il tema è stato oggetto di un dibattito aspro che ha portato tensioni fortissime all’interno della Lega di Serie A.

Claudio Fenucci, ad del Bologna, è da sempre uno dei principali sostenitori della necessità di una riforma nella ripartizione dei diritti tv (ph. Zimbio)

A sbloccare la situazione, oltre alla volontà della maggioranza dei club e del ministro Lotti, è intervenuto il nuovo contratto triennale che ha permesso di aumentare la quota complessiva per la stagione 2017/18 di circa 100 milioni di euro portandola oltre il miliardo: per la precisione 1,22 miliardi di euro. Con la nuova quota fissa del 50% allora tutti guadagneranno di più e si potrà finalmente assistere ad una ripresa degli investimenti magari per portare nel nostro Paese qualche grande campione.

Nel caso specifico del Bologna si potrebbe davvero esultare per un risultato storico e fortemente voluto tanto dalla proprietà quanto in prima persona dall’amministratore delegato Claudio Fenucci che da anni ha fatto del tema della ripartizione più equa dei diritti televisivi uno dei suoi cavalli di battaglia. Confermando una teorica posizione di centro classifica, il club rossoblù compierebbe un balzo in avanti davvero prodigioso passando dai 35 milioni attuali ad una quota sicuramente superiore ai 50. Se poi i ragazzi di Donadoni riuscissero ad entrare nelle prime dieci posizioni, si potrebbero mettere nel mirino addirittura i 60 milioni di euro.

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