La rivoluzione Donadoni per un Bologna da Europa


Donadoni ha sconvolto il Bologna, trasformandolo nella quarta miglior squadra della Serie A con un passo di 1,75 punti a gara. Possesso palla, movimento coordinato e compattezza sono le regole

– di Marco Vigarani –

Donadoni durante l'allenamento odierno, in attesa di ulteriori rinforzi sul mercato (ph. Bolognafc)

Donadoni al lavoro a Casteldebole (ph. Bolognafc)

Inserire nella stessa frase le parole Bologna ed Europa non significa necessariamente accontentare i sogni libidinosi dei tifosi che sognano già le trasferte al Camp Nou. Il punto d’incontro tra questi due vocaboli è infatti Roberto Donadoni, l’uomo che ha davvero rivoluzionato il mondo rossoblù più di qualsiasi altro allenatore in Italia e tra i migliori anche in Europa. A dirlo sono le fredde ed inconfutabili cifre che lo accreditano di una media punti di 1,75 dal giorno del suo approdo a Casteldebole che non solo fa assolutamente impallidire un altro subentro importante come quello di Montella alla Sampdoria (media peggiorata da 1,33 a 0,69) ma soprattutto colloca il tecnico bergamasco sopra illustri colleghi come Klopp e Hiddink che hanno preso in carico le panchine di Liverpool e Chelsea. Il passo del Bologna di Donadoni è davvero impressionante e colloca i rossoblù al quarto posto in Serie A per punti conquistati (28) nelle ultime sedici giornate alle spalle soltanto di Juventus, Napoli e Fiorentina. Per avere un dato ancor più lampante immaginiamo per un istante di poter assegnare la media di 1,75 punti a partita all’intera stagione rossoblù: la classifica oggi reciterebbe 45 ed assegnerebbe di diritto Giaccherini e compagni al novero di formazioni in lotta per un posto in Europa.

Grande intensità anche nel lavoro tattico durante gli allenamenti

Grande intensità anche nel lavoro tattico durante gli allenamenti

Questa andatura formidabile però non è frutto del caso o della buona sorte ma di un solido lavoro svolto quotidianamente sui campi di Casteldebole nonostante una quantità impressionante di infortuni muscolari che stanno minando la crescita e la conferma di alcuni atleti. Ad onore del vero va specificato che il dato delle performance atletiche non è praticamente cambiato dalla gestione Rossi a quella Donadoni con un Bologna capace di percorrere in media sempre più di 105 km a partita e che paradossalmente il conto delle palle perse è addirittura cresciuto in modo importante passando da una media di 21,3 a 30 per gara mentre quello delle recuperate non ha subito un analogo incremento (da 19,7 a 21,3). Allora come è possibile che la squadra abbia migliorato in modo così evidente le proprie prestazioni macinando punti ed anche un gioco spesso gradevole? Innanzitutto partiamo dal possesso palla che nelle ultime sedici giornate non è praticamente mai sceso sotto il 40% e raramente sotto il 45% a dimostrazione della costante ricerca di identità attraverso il gioco. Donadoni disse dopo la vittoria sull’Atalanta: “Da giocatore non volevo essere succube degli avversari e quindi anche al mio Bologna chiederò di lavorare sempre su se stesso prima che sugli altri“. Detto e fatto con un lavoro settimanale intenso mirato a non perdere mai il possesso palla neanche in condizioni di spazi ristretti ed inferiorità numerica. Inoltre la mentalità e la concentrazione fanno la differenza e sono testimoniate dal fatto che il Bologna è l’unica squadra della Serie A a non aver mai subito gol nel primo quarto d’ora di gioco.

Le linee strette del Bologna in fase di non possesso

Le linee strette del Bologna in fase di non possesso contro il Sassuolo

La vera chiave di volta però sta tutta nella lunghezza della squadra che con Donadoni ha raggiunto una media impressionante di 24 metri: basti pensare che all’andata contro l’Udinese si erano toccati i 69 metri ed al ritorno è stato raggiunto il record di 16. Il Bologna oggi si muove con estrema compattezza mantenendo la distanza tra un reparto e l’altro inferiore ad una decina di metri ed è così in grado di far fruttare al massimo le proprie energie. Correre per centinaia di km in uno spazio ridotto porta chiaramente ad ottimizzare le prestazioni creando grande difficoltà anche ad avversari di maggiore qualità come Roma, Juventus, Fiorentina e Napoli. Proprio contro i partenopei poi i ragazzi di Donadoni hanno dato vita forse alla loro miglior partita assestando il proprio baricentro sui 59 metri di campo a fronte di una media che si attesta invece sui 47. Combinando questo dato con quello sulla lunghezza della squadra si scopre però che in pratica il Bologna agisce quasi sempre tra i 35 ed i 60 metri applicando quindi i dettami espressi ogni settimana in allenamento dal tecnico. Uno degli esercizi più frequenti a Casteldebole prevede infatti l’utilizzo di due linee di cinesini a delimitare l’area suddetta con difese tenute quindi molto alte sulla trequarti ed obbligo di non arretrare mai. Nessun mistero quindi dietro all’exploit del Bologna di Donadoni: solo tanto lavoro.

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