La Serie A nel rapporto tra soldi spesi, aspettative generate e rendimento effettivo. Sul podio Juve, Tevez, Gervinho, Rossi, Kakà, Berardi e Zaza. Dietro la lavagna Catania, Bologna e Inter. Matri l’acquisto peggiore


Il “verbo” è solitamente quello della Gazzetta. Il 3 settembre, a mercato chiuso, la rosea stilava un pagellone sul valore delle squadre che è interessante rivedere oggi – a Serie A con la 14esima ancora da completare – per verificare se i pronostici sono stati in qualche modo rispettati.

La Roma, a lungo leader del torneo, era accreditata di un buon 7 nonostante un sontuoso saldo attivo nella compravendita, + 32,4, grazie alle ultramilionarie cessioni di Lamela, Marquinhos e Osvaldo. Stesso livello per Fiorentina e Milan, che poi vedremo. Sei giocatori giallorossi (Florenzi, Strootman, Gervinho, Totti, Ljajic e Pjanic) tra 4 e 3 segnature, una vera cooperativa del gol con 3 giocatori nuovi subito produttivi. Il più redditizio nel rapporto costo/rendimento è il colored Gervinho, dall’Arsenal per 8 milioni.

8 soltanto alla Juve, eletta regina dell’estate, -16 milioni al mercato, ma molte di queste operazioni su giocatori che non sono poi rimasti (Gabbiadini, Berardi e Zaza: 15 gol in 3 finora, diciamo che il futuro dei gobbi è assicurato). Tevez e Ogbonna sono costati complessivamente 21 milioni, ma la cosa curiosa sono i 12 del centrale di colore ex Toro, riserva dallo scarso utilizzo. In ogni modo 12 vittorie su 14 gare, Tevez capocannoniere bianconero con 7 reti, e Llorente, arrivato in scadenza da Bilbao, decisivo in Champions e ora anche in campionato. Agnelli, Marotta e Conte non saranno simpatici ma sono bravi.

I 17 punti del Milan, gli stessi di Parma e Atalanta, esattamente la metà di Juve e Roma, gridano abbastanza vendetta. Non valgono a giustificazione, se non parziale, la Champions, la squadra come cantiere e i dissidi tra bimbe viziate e troppo simili al padre e consumati dirigenti a difesa del proprio fortino. Matri, per dire, da solo – è costato 11 milioni – vale quasi l’intero sbilancio (-13.15) e ha prodotto la miseria di 1 gol in 12 presenze. Fondamentale il rientro di Kakà a cui sono state affidate le chiavi della squadra.

La Fiorentina non ha quasi avuto Mario Gomez, ma il mistero è Ilicic, costato 9 milioni e sotto utilizzato, zero gol: d’accordo, caviglia malmessa, ma insomma… E’ vero che il saldo del mercato viola è positivo per 4.65 milioni (grazie al reprobo Jovetic), ma ci sono acquisti misteriosi (come Vecino e Rebic, chi li ha visti? Eppure sono andati 6.6 milioni ….). La vera risorsa è Pepito Rossi, 11 gol in 1024 minuti, non male.

Il Napoli ha un saldo passivo di 14 milioni. A stretto rigore di numeri gli 8 gol di Higuain tra Serie a e Champions sui 37 di costo (4.5 milioni a segnatura) sono molto peggio dei 7 di Tevez – d’accordo, a secco in Europa – che ne è costati 9. I conti definitivi si faranno alla fine.

L’Inter? Beh, Mazzarri è bravo, ma Thohir prima o poi guarderà ai 23 milioni spesi tra Icardi e Belfodil che non giocano. Per contro, ottima l’operazione a 0 di Campagnaro.

Chi ha avuto i voti più bassi? Sotto la sufficienza vi sono Chievo, Livorno, Lazio, Sassuolo e Udinese. Tutte queste stanno andando malino, su Petkovic e Guidolin occorre dire che non era scontato azzeccare il pronostico. I biancocelesti hanno avuto poco da Biglia e Anderson, 16 milioni di uscite complessive, i friulani continuano a incassare ed è normale che stentino. Il Chievo e il Livorno non spendono (2,4 e 2,5).

Il voto più azzeccato dalla Gazzetta è certamente quello (6,5) al Verona, ma l’errore più grosso è l’ottimismo sul Catania. 5 milioni investiti su Monzon e Peruzzi, 6 milioni tirati su con Gomez che va al Metalist al posto del Churry Cristaldo. E una valutazione “stile Portanova” di Francesco Lodi, in comproprietà al Genoa per 0.4 milioni, mah…Preziosi fa affari, bravo lui.

Il Verona no, Setti ha speso, -7.6. Non su Iturbe, in prestito, come Romulo, e Toni, svincolato. Saggiamente l’operazione più costosa è stata su un difensore, Gonzalez.

Infine, il Bologna. 1.6 investiti – bene – su Kone. Saldo attivo di 6 milioni (Taider, in pratica): siccome i soldi non vanno in campo, la squadra peggiora. E il terzultimo posto, dato anche uno staff tecnico vacillante, ne è la logica conseguenza.

 

 

 

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