La Serie A torna a spendere ma domina sempre il mercato interno


Nel mese di giugno in Serie A sono già stati spesi 442 milioni, ma da dieci anni si spende soprattutto sul mercato interno: è un record assoluto

– di Marco Vigarani –

Il nuovo Milan cinese guida la riscossa della Serie A sulla scena europea del mercato (ph. PianetaMilan)

Il primo mese ufficioso di calciomercato ha portato buone notizie per il nostro campionato con un incremento sensibile delle spese ma ha confermato anche una tendenza unica al mondo. Analizzando gli affari già conclusi scopriamo infatti che in Serie A sono già stati spesi 442 milioni di euro piazzando il nostro calciomercato solo alle spalle della ben più ricca Premier League che ha già investito 510 milioni ma rappresenta un modello inavvicinabile visto che la scorsa estate produsse spese per oltre un miliardo di euro. A trascinare la performance italiana ovviamente troviamo il Milan cinese che sta rubando la scena a tutti piazzando colpi tanto frequenti quanto costosi per dare la caccia ad un immediato rilancio. Inghilterra e Italia però sembrano un modello per il momento raro nel mercato europeo visto che la Bundesliga è ferma a 390 milioni di investimenti mentre Ligue 1 (209) e Liga (163) sono nettamente staccate. Alla luce di questi dati, viziati anche dai provvedimenti restrittivi comminati ad esempio all’Atletico Madrid, diventa ancor più significativo ricordare che comunque da quattro anni una formazione iberica vince la Champions League.

Negli ultimi dieci anni in Serie A il 66% delle operazioni è stato sul mercato interno

Per riportare però l’obiettivo sul calcio nostrano risulta interessante leggere i dati di uno studio condotto da Bwin che rivela come negli ultimi dieci anni gli affari del calcio italiano siano stati prevalentemente condotti sul mercato interno. La percentuale di trasferimenti da una squadra italiana ad un’altra raggiunge addirittura il 66% del totale rappresentando un unicum a livello mondiale. Basti pensare ad esempio che in Premier League tale dato scende addirittura al 35%. Nell’ultimo decennio è evidente che la Juventus abbia dominato la scena della Serie A aggiudicandosi sei Scudetti consecutivi: bene, i bianconeri hanno operato il 71% delle loro spese sul mercato interno. Il Real Madrid invece non è andato oltre un 14% di investimenti nei confini spagnoli. Anche in questo caso si può però facilmente giungere a conseguenze logiche: in Italia il mercato è vissuto come un momento più di soccorso che di concorrenza. Basti pensare che siamo stati per anni l’unico campionato a prevedere la formula della comproprietà del cartellino tra due club ed oggi che abbiamo abolito tale formula abusiamo poi di prestiti con diritto e/o obbligo di riscatto mantenendo di fatto la proprietà di un calciatore a metà tra due club.

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