La simbologia del pallone: la storia, la mitologia e la leggenda


Seconda e ultima parte dedicata all’analisi dei simboli delle squadre della nuova serie A, questa volta legati alle figure della storia, della mitologia e delle leggende cittadine

-di Giuseppe Cambria-

C’ è chi ha bisogno di una bestia per poter rappresentare le proprie origini o il proprio spirito, e c’è chi invece si affida ad altre rappresentazioni iconiche collegate alla mitologia, alla storia o a leggende lucubri. In questa seconda parte si chiude il quadro “simbolico” della nuova serie A e questo breve viaggio nel mondo delle curiosità sulle squadre del nostro campionato. Vedremo le restanti squadre che non utilizzano simboli legati al contesto animale. Le 9 squadre rimaste sono, per ordine.

L’effigie della dea Atalanta sullo stemma bergamasco (oasport.it)

Atalanta: la società bergamasca prende il proprio nome e l’effigie divina dello stemma dalla figura mitologica di Atalanta, figlia di Iasio, re dell’Arcadia e di Climene, descritta come donna provocante e cacciatrice, abilissima con l’arco. In effetti, sulla scia del proprio simbolo, la stagione degli atalantini guidati da mister Gasperini, con la conquista del quarto posto e la conseguente qualificazione in Europa League, è stata divina in tutti i sensi.

Benevento: l’altra grande sorpresa dell’ultima stagione di serie B, dopo la Spal, si fa rappresentare da una strega. Il simbolo della società campana è collegato allo sponsor e ai colori che appartengono al liquore tipico locale, adottati dalla squadra negli anni’40: il liquore “Strega”, noto anche per il premio letterario italiano più celebre. Quest’anno il primo posto per il romanzo più bello e avvincente, probabilmente, lo meritano questi ragazzi.

Bologna: in mezzo allo scontento attuale per il nuovo logo della maglia, la società emiliana invece non afferma un simbolo ben preciso – mai assunto – (nemmeno nello stemma) fino a quando i tifosi non decisero di utilizzare il personaggio del Dottor Balanzone, uomo grasso e con gli occhiali. Figura carnevalesca così come è stata la stagione dei rossoblù: una salvezza equilibrata nella quale hanno convissuto tragico e comico, tra umiliazioni nel passivo e vittorie a sorpresa.

Cagliari: il simbolo (presente anche nello stemma) della squadra sarda è quello dei quattro mori, legati alla dominazione aragonese in sardegna. I quattro individui rappresenterebbero i saraceni sconfitti dagli aragonesi durante la battaglia di Alcoraz avvenuta in Spagna. Da simbolo della reconquista spagnola passò a emblema del regno sardo alla fine del ‘200. Da quel momento in poi nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe finito in un campo di serie A per rimanerci così a lungo.

Chievo Verona: la figura chiave dello stemma veronese è il cavaliere che rappresenterebbe Cangrande della Scala, forse l’esponente più conosciuto della famiglia degli scaligeri e ricordato anche per la famosa epistola scritta da Dante Alighieri, nella quale illustrava la sua commedia, allo stesso Cangrande.

Fiorentina: il simbolo della “Viola” è il giglio bottonato rosso su sfondo bianco, che rappresenta da sempre la città di Firenze. L’amato fiore deriverebbe dallo stemma araldico di Ugo di Toscana, margravio (titolo nobiliare corrispondente al marchese) di Toscana di fine 900. Il giglio della nuova squadra di Stefano Pioli è l’unico elemento della squadra che non verrà mai messo in discussione, a differenza di tutto il resto.

Milan: la creatura che simboleggia l’altra squadra di Milano prende forma dai colori caratteristici della maglia: il rosso e il nero. La mente ricollega queste tonalità alla figura malefica del Diavolo che fu inserito in uno stemma, creato dal Guerin sportivo, negli anni ’20, ma che oggi non si trova più. L’essere malefico persiste come mascotte e nei soprannomi legati ai giocatori. Un diavolo fuori, ma non nel campo, che ha fatto mancare quella cattiveria agonistica e quel cinismo che avrebbero potuto portare i rossoneri, in questa stagione, a traguardi più alti.

La silhouette del pescatore della Sampdoria sullo stemma (it.wikipedia.org)

Sampdoria: il simbolo della squadra blucerchiata è la figura professionale che più si lega alla tradizione marinara della città portuale di Genova, ovvero il pescatore. Raffigurato sullo stemma in una silhouette con pipa e capelli al vento, in dialetto genovese viene chiamato il “Baciccia” (da Giovanni Battista). Un pescatore che in questo inizio di calciomercato sta vendendo già a buon prezzo i propri pesci.

Si conclude con il Sassuolo, e con il  simbolo calmo e pacifico dei suoi tre colli presenti nello stemma, rappresentanti i paesaggi della città emiliana, questo lungo viaggio attraverso la storia e le curiosità racchiuse nelle immagini suggestive delle nostre società di serie A. Adesso si aspetta di ritornare in campo a fine agosto in questo futuro  sorprendente campionato. La storia e le figure simboliche ormai le conosciamo. Adesso bisognerà scriverle sul campo delle nuove storie. Ed evitare altri tipi di figure.

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