La Sla ha colpito anche Ricksen: “Ma non mi arrendo”


L’ex calciatore Fernando Ricksen combatte da un anno contro la terribile Sla. Nei giorni scorsi era in Italia per inaugurare un campo di calcio a Como in onore di Borgonovo

– di Massimo Righi –

Fernando Ricksen ai tempi dei Glasgow Rangers

Fernando Ricksen ai tempi dei Glasgow Rangers

Circa un anno fa Fernando Ricksen, ex difensore olandese con un passato nei Glasgow Rangers e nello e Zenit San Pietroburgo, ha annunciato durante un ospitata ad un programma televisivo olandese di essere malato di sclerosi laterale amiotrofica, più comunemente abbreviata in Sla e che in Italia è purtroppo nota per essere la malattia che ha portato via l’ex calciatore della Fiorentina Stefano Borgonovo. Proprio nel novembre scorso, Ricksen dichiarò fra le lacrime di avere ancora al massimo, cinque anni di vita, salvo repentini peggioramenti che potrebbero velocizzare il suo peggioramento. La Sla, è una malattia neuromuscolare che nel calcio ha un’incidenza elevata e si è già diffusa al punto da colpire diversi atleti, perché i ripetuti traumi alle gambe, l’abuso di anti-infiammatori per non sentire i dolori e il continuare a giocare sugli arti colpiti, sono fattori che incentivano lo sviluppo della malattia. L’olandese Fernando Ricksen, 38 anni, che ha legato la sua carriera per lo più agli scozzesi del Glasgow Rangers, combatte contro questa patologia letale da circa un anno.

Nei giorni scorsi a Como, in vista dell’inaugurazione di un campetto di calcio sintetico in onore di Stefano Borgonovo, Ricksen ha dato il calcio d’inizio alla partita simbolica, disputata per onorare l’evento. Il tutto è stato possibile grazie alla volontà delle due fondazioni promotrici, vale a dire la Johan Cruyff Foundation e la Fondazione Stefano Borgonovo. Pur essendo affetto dalla Sla, Ricksen cammina e parla ancora, anche se con molta difficoltà, ma è autonomo e soprattutto ottimista: “Faccio la cura che mi ha prescritto un medico russo: riesco a comunicare, mi muovo da solo, mi sento meglio. Non mi arrendo, voglio farcela” e la moglie Veronika: “Io non so bene che cosa ci sia dentro quella medicina. Delle vitamine di sicuro. È un liquido e glielo fanno inalare attraverso il naso”. Nei prossimi giorni l’ex calciatore olandese verrà visitato a Novara dalla professoressa Mazzini, specialista nel settore neurologico che studia da anni questa malattia. Non si sa ancora se il metodo con cui si sta curando Ricksen possa diventare un vero e proprio antidoto alla malattia, dati i buoni risultati che sta dando. Vero è che solitamente, giunti alla fase che sta attraversando l’ex Rangers, il malato dovrebbe già essere immobilizzato a letto o in carrozzina.

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