La stagione degli addii e delle attese: Cancellara e Basso alla Gran Fondo Segafredo


Confermata la presenza delle leggende Ivan Basso e Fabian Cancellara alla Gran Fondo Segafredo di Asolo del prossimo 4 giugno

– di Claudio Fargione –

Il mondo del ciclismo attraversa in queste settimane uno dei suoi momenti più intensi e ricchi di gare con la stagione delle “classiche delle Ardenne”, il trittico di prove (Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi) che fa da ponte tra le prove fiamminghe (Fiandre e Roubaix su tutte) e le grandi corse a tappe con il Giro d’Italia a maggio.

Fabian Cancellara, ex stella ed ora uomo immagine della Trek Segafredo (ph. Cycling News)

Per il secondo anno consecutivo le classiche del pavè sono cornice per un grande addio. Impossibile dimenticare il tributo che il popolo fiammingo ha riservato al suo idolo, quel Tom Boonen capace di vincere un mondiale, tre Gand-Wevelgem e tre Fiandre che ha da chiuso da protagonista in quella Roubaix che lo ha visto trionfare 4 volte. Lo scorso anno era stato il turno del suo più fiero avversario. Stiamo parlando di Fabian Cancellara, bernese di padre lucano, che ha detto basta con il secondo oro olimpico nella prova a cronometro conquistato lo scorso agosto ai Giochi di Rio. “Spartacus” in una carriera da professionista lunga ben 15 anni si è imposto in una Milano-Sanremo, tre Giri delle Fiandre e altrettante Parigi-Roubaix oltre a cogliere successi finali in Tirreno-Adriatico, Giro della Danimarca, Giro di Svizzera e in tappe di Vuelta e Tour (dove ha anche indossato la maglia gialla). Le sue doti di carattere e potenza si esaltavano nelle prove contro il tempo: detto di Rio bisogna aggiungere l’altro oro di Pechino 2008 e le 4 maglie iridate, oltre a una serie lunghissima di successi “minori”. Un personaggio del genere, che prendeva a pugni le sue gambe quando non facevano ciò che diceva loro la sua stessa testa, è praticamente insostituibile per il mondo del ciclismo e bene ha fatto la Trek-Segafredo a proporgli un ruolo di uomo immagine ritagliato apposta per un uomo dello spessore di Fabian, capace oltretutto di esprimersi in cinque lingue.

Ivan Basso oggi è consulente della Trek Segafredo (ph. TeleRomagna24)

Nell’attesa del Giro d’Italia un altro addio, per fortuna momentaneo, sta tenendo banco, ovvero quello dell’infortunato Fabio Aru che rappresenta la continuità degli atleti italiani ai vertici delle corse a tappe accanto ad un grande atleta come Vincenzo Nibali. A proposito di quest’ultimo è bello ricordare come abbia potuto fare esperienza nei primi anni di professionismo accanto ad un capitano di valore che rispondeva al nome di Ivan Basso. Gallaratese, classe ’77, Basso è stato uno dei migliori corridori nelle grandi corse a tappe degli anni 2000 con due vittorie al Giro d’Italia nel 2006 e nel 2010, oltre a due podii al Tour. Unendo le doti fisiche a grande impegno nella preparazione, il corridore italiano ha corso ad alti livelli per quindici anni, fino a chiudere la carriera due anni fa quando gli venne diagnosticato un tumore ad un testicolo dal quale guarì prontamente. Molti ricorderanno sicuramente con affetto Fabian e Ivan come campioni del pedale ma il prossimo 4 giugno sarà possibile ritrovarsi accanto ad entrambi nella comune veste di cicloamatori alla “Gran Fondo Segafredo Città di Asolo” alla quale i due grandi “ex” hanno dato la loro adesione. Perché le carriere terminano, ma la passione per il ciclismo non ha mai una fine.

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