La stanza dove morì Pantani fu manomessa?


Ancora una novità importante sulla morte di Pantani: la pallina di cocaina e pane trovata accanto al cadavere potrebbe essere stata collocata successivamente per alterare la scena del crimine

– di Marco Vigarani –

Marco Pantani in maglia rosa al Giro d'Italia

Marco Pantani in maglia rosa al Giro d’Italia

Le novità riguardanti le circostanze della morte di Marco Pantani si susseguono con una frequenza tale da far presupporre che davvero a distanza di dieci anni si possa giungere finalmente alla verità. Sono sempre di più gli elementi che spingono gli inquirenti di Rimini ad ipotizzare una manomissione volontaria della scena del crimine per far presupporre una morte accidentale causata all’abuso di droga. Già si conosceva il mistero del lavandino trovato inizialmente al centro della stanza e poi ritornato alla sua normale collocazione al momento delle riprese effettuate dalla polizia circa un’ora dopo, ma ora è emerso ora anche un altro dettaglio ancora più significativo. Accanto al corpo esanime di Pantani, immersa in una pozza di sangue causata dall’emorragia interna, venne infatti ritrovata una pallina costituita di cocaina e mollica di pane che aveva fatto pensare ad una modalità di ingestione della droga per aumentarne volontariamente la quantità. Detto che tale ritrovamento non potrebbe coincidere con un eventuale ultimo rigurgito, pare che addirittura esso non esistesse al momento del ritrovamento del corpo del ciclista. I due infermieri del 118 che arrivarono per primi nella stanza del residence Le Rose infatti hanno confermato durante interrogatori separati agli inquirenti di non aver mai visto questa pallina.

Ovviamente viene spontaneo chiedersi come mai questa testimonianza emerga soltanto a dieci anni di distanza dalla morte di Pantani, ma la risposta è semplice quanto disarmante. I testimoni sono venuti a conoscenza di questo dettaglio soltanto seguendo le cronache degli ultimi mesi e subito si sono messi in contatto con l’avvocato De Rensis per confermare di non aver mai visto questa pallina di pane e cocaina e che altrimenti lo avrebbero prontamente segnalato come da protocollo. Arriva quindi un’altra picconata sull’attendibilità della vecchia inchiesta a maggior ragione visto che gli stessi infermieri hanno negato sia di aver usato il defibrillatore sul corpo di Pantani sia di averlo spostato confutando così i rilievi dei poliziotti e delle perizie successive che avevano rilevato chiari segni di trascinamento del cadavere imputandone la colpa proprio ai paramedici. La signora Tonina, indomita madre del campione, ha voluto ringraziare pubblicamente i due nuovi testimoni per essersi fatti avanti spontaneamente ed ora attende i prossimi sviluppi che potranno emergere da una serie di interrogatori in programma nelle prossime settimane che punteranno a fare chiarezza sulle dichiarazioni anche dei poliziotti presenti allora nella stanza e del portiere del residence.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *