La Supercoppa Italiana è rossonera. Il Diavolo piega la Juve ai rigori


A Doha Chiellini apre, Bonaventura risponde. Il Diavolo piega la Vecchia Signora ai rigori e conquista il 29° trofeo dell’era Berlusoni

– di Tiziano De Santis –

Il gol di Bonaventura nel match di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan (ph. Quotidiano.net)

Il gol di Bonaventura nel match di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan (ph. Quotidiano.net)

Storie di calcio italiano, storie di Supercoppa, storie di due blasoni come pochi a livello italiano ed europeo, storie di rivincite. E’ un pò tutto questo quello che a Doha si consuma sul campo di gioco tra la Juventus di Massimiliano Allegri e il Milan di Vincenzo Montella. Il primo titolo in rossonero dell’Aeroplanino combacia, molto probabilmente, con l’ultimo dell’era Berlusconi: piccoli paradossi di un amore che rimarrà intatto nonostante una cessione societaria quasi certa seppur rimandata a marzo. Per i bianconeri, nello stesso tempo, si tratta della seconda sconfitta in Supercoppa dopo quella col Napoli. Ma ogni storia ha il suo fascino e la sua imprevedibilità; a vedere il primo tempo forse in pochi scommetterebbero su una vittoria del Diavolo: la morsa delle zebre di Torino è, infatti, ferrea grazie a un pressing alto che blocca ogni tentativo di ripartenza dei rivali. E allora ecco che Donnarumma al 7′ è costretto a sventare la prima minaccia sulla conclusione al volo di Mandzukic, per poi ripetersi alla grandissima sulla botta a colpo sicuro di Sturaro. Il gol è nell’aria e non tarda ad arrivare: Chiellini, al 18′, sull’angolo di Pjanic, sfrutta la voragine della difesa milanista per appoggiare comodamente in rete il pallone dell’1-0 Juve. L’unico lampo rossonero viene dai piedi di Suso, il cui sinistro a giro sfiora il palo e si perde sul fondo. La chiave di lettura del cambiamento del match sta nell’infortunio di Alex Sandro, costretto ad abbandonare il terreno di gioco al 33′ lasciando il posto ad Evra. Suso sfrutta l’occasione e si rivela letale scatenandosi sulla fascia e pennellando, al 38′, il cross tagliato per la testa di Bonaventura: Buffon è battuto e la partita viene riequilibrata.

L'errore di Mandzukic dal dischetto nel match di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan (ph. Quotidiano.net)

L’errore di Mandzukic dal dischetto nel match di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan (ph. Quotidiano.net)

Nella ripresa la situazione si capovolge completamente rispetto alla prima mezz’ora della frazione iniziale: l’autore dell’assist del pareggio rossonero si ripete più volte nell’effettuare traversoni forti e tesi e Romagnoli, su uno di questi, quasi non trova il gol del sorpasso: è la traversa a salvare Buffon e compagni. La risposta bianconera arriva dai piedi di Khedira, il cui destro viene letto alla perfezione da Donnarumma. Siamo ancora ai tempi regolamentari e lo stampo è milanista: Kucka decide di imitare Suso cercando Bacca con un cross basso ma il colombiano non arriva per questione di millimetri. Allegri si vede costretto a inserire forze fresche (e che forze): al 67′ fuori Pjanic, dentro Dybala. Ed è proprio l’argentino a rendersi pericoloso per ben due volte, ridestando la Juventus da un letargo che non tarda a ritornare. Durante il primo tempo supplementare, Montella vorrebbe essere al posto di Bacca quando il milanista sbaglia clamorosamente di testa davanti a Buffon il possibile 2-1, complice il miracolo del portierone bianconero. Montella, poco dopo, mangerebbe vivo, se potesse, il proprio numero 70, autore di un errore clamoroso sotto porta dopo la respinta di Buffon. Nel secondo tempo supplementare, Dybala sbaglia malamente da posizione invitante contribuendo alla parità dopo ben 120 minuti di partita. La lotteria dei rigori dà ragione al Milan, che si impone per 4 realizzazioni a 3 davanti a una Signora avvilita dalla vecchiaia e dagli errori di Mandzukic e Dybala. Donnarumma, in particolare, è fenomenale nel neutralizzare il tiro del giovane argentino e contribuisce a fare del fallo di Lapadula solo un lontano ricordo. Il giovane Milan italiano si impone, così, sui campioni d’Italia, regalando a Berlusconi il 29° trofeo della sua presidenza.

 

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