La Virtus può solo migliorare, ma manca “bolognesità”


Virtus nella bufera dopo la presentazione della campagna abbonamenti tra prezzi alti, squadra tutta da verificare e mercato da completare

– di Alberto Bortolotti –

Trovato, Ramagli e Bucci (ph. Virtus)

Trovato, Ramagli e Bucci: la triade che sta cercando di far rinascere la Virtus (ph. Virtus)

Il titolo più benevolo lo ha fatto il Carlino ed è stato “Virtus a tinte biancoblù”. Ci mancava il Fortitudo Point, peraltro gestito (in termini di biglietteria) da Best Union, storica azienda bolognese – socia della Fondazione – con presidente virtussinissimo, per dare al popolo della V nera un palese senso di inferiorità rispetto alla F. Più entusiasmo, più incassi, più gente, adesso succubi anche per i tagliandini cartacei, allora ditelo che dobbiamo sempre prenderlo in quel posto così ci mettiamo il cuore in pace.
Conosco un po’ le dinamiche e assicuro sulle buone intenzioni e l’ottima fede di tutti i protagonisti. Ma il tritacarne mediatico (di cui i primi attori non sono i giornalisti, ma i tifosi che sanno essere indulgentissimi – talora inspiegabilmente…- o ferocissimi, come è il caso odierno) oggi espone la Segafredo (in senso di squadra ma anche azienda) a una serie di brutte figure preventive, tutte peraltro evitabili.
Personalmente, per la prima volta, andrò in trasferta (a Cortina) a vedere un torneo precampionato. Perchè tra tutte le masturbazioni (di cui tanto i tifosi e in parte anche la stampa sono maestri) che implacabilmente si succedono, voyeurismo sportivo allo stato puro (quando cominciano gli abbonamemti, quanto costano, quanti sono i settori, chi ho vicino, chi ho lontano, e ti ricordi Danilovic, e ti ricordi Caglieris, e ti ricordi Calebotta, e chissà dov’è Ferriani), almeno il campo mi dirà se abbiamo costruito una squadra con un senso. Che è poi l’unica cosa che conta. Il resto, visto che in spiaggia ho appena incontrato Cevoli, non sono fatti, ma pugnette (al 99%, e sto stretto). Pugnette, dette anche “solitari”, che però hanno appunto un peso mediatico abnorme. E finchè non parlerà il parquet, ci sarà da dire solo di quello. Da dire? Da demolire, visto l’andazzo. Invece credo che ci sia del buono in quello che è stato fatto, solo che è nascosto e non ci si occupa di portarlo a gaòlla. Magari dare ascolto al “veterano” Tarozzi, perdippiù petroniano doc (non vorrei fosse un difetto…), può aiutare. Anche presentare le cose in pubblico comporta un processo di apprendimento.

Ieri pomeriggio il raduno per la nuova stagione della Virtus

Il gruppo che si è radunato alla Palestra Porelli per l’inizio della stagione bianconera

Per parlare di sport, io ho delle perplessità. Avrei fatto una squadra “bolognese”, con limite territoriale a est a Castel San Pietro e a ovest ad Anzola. Già Imola e Castelfranco per me son foresti. Uno mi deve spiegare il senso economico di prendere il coach di Livorno, il gm di Torino, il tm di…(non so, non di Bologna). Se abbiamo avuto difficoltà, proviamo a fare con il territorio. Il che non significa che non ho stima di Ramagli, Trovato e D’Orta: ne faccio puramente una questione di soldi. Io alle riunioni di Fondazione, fino a maggio, c’ero, e me ne ricordo clima e presupposti. Già in un altro sport, più popolare e più danaroso, mi batto contro una esterofilia modaiola che mi genera prima Porcedda, poi Tacopina (con tutto che per fortuna ha fatto un po’ tanto i suoi interessi e un po’ anche i nostri. Un po’, eh, non esageriamo. E che non sia venuto in Virtus non mi fa piangere).
I giocatori? Boh, dipende molto dal coach. Per favore, visto che il pivot è di lusso ( a proposito di cose fatte anche bene), prendiamo di lusso anche la guardia. Perchè il resto, un mix di bimbi e nonni, non so, può essere perfetto o disastroso.
Sinceramente, sul piano dell’approccio pubblico siamo bassini, come livello. E ciò (non è una battutta) è confortante: si può solo migliorare. A maggio la Casa Madre, la SEF Virtus ha festeggiato 145 anni di vita (presenti, per il basket, solo addetto stampa e Forever Boys, dignitosissimi. Il resto disperso). Tenere alta la fiamma della V nera per noi è un dovere. Ecco, che tutti lo abbiano presente.

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