L’adrenalina della forza di volontà: Alex Zanardi trionfa nel Gran Turismo


Alex Zanardi trionfa ancora una volta: nella seconda gara di Gran Turismo, il Mugello osanna il campione bolognese, primo in BMW davanti a Schirò.

– di Tiziano De Santis –

Alex Zanardi acclamato dalla folla al Mugello dopo la vittoria in GT (ph. Quattroruote.it)

Alex Zanardi acclamato dalla folla al Mugello dopo la vittoria in GT (ph. Quattroruote.it)

Ogni aggettivo è ormai inutile e riduttivo per Alex Zanardi. Il pilota automobilistico e paraciclista bolognese è l’esempio concreto dei massimi risultati che può partorire la forza di volontà, unita al duro lavoro. A volte il destino può mettere il bastone tra le ruote, soprattutto quando è la velocità il primo amore della propria vita. L’incidente del Lausitzring rappresenta l’emblema della sfortuna che può abbattersi sulla vita di un professionista, di uno sportivo, di un uomo. Il senno di poi, tuttavia, induce a porsi una domanda molto spesso scomoda. Come fa una mente spezzata dal caso a rialzarsi più forte di prima e superare le avversità e i limiti generati dalla stessa imperfezione dell’esistenza umana?
Bisognerebbe chiederlo a colui che, dopo le ultime Olimpiadi di Rio sostenute da protagonista con la conquista di due oro e un argento in handbike, è tornato dopo un anno sul sedile di un’auto da corsa, gareggiando con la tanto amata, maledetta velocità e trionfando nella prova finale del Gran Turismo con la BMW. Dopo una prima gara chiusa al sesto posto a causa anche di una condizione fisica non delle migliori, Zanardi è riuscito a salire sul gradino più alto del podio dopo ventiquattr’ore: la terza posizione conservata nel primo spezzone della corsa del Mugello ha lasciato il posto, dopo la sosta ai box, al circuito libero da rivali, in cui il 49enne si è reso l’interprete migliore di un finale avvincente. L’uomo dei record ha, infatti, fatto assaggiare più volte il fumo della marmitta della propria BMW M6 alla Ferrari 488 di Niccolò Schirò. bravo a sorpassare poco prima Jaime Melo. Primo a raggiungere il traguardo, Zanardi si è lasciato andare in un commento che rivela tutta la piccolezza di un grande uomo:”Che emozione correre al Mugello, il circuito più bello del mondo. Se avessi visto la mia storia, di cui oggi sono stato protagonista, interpretata da un altro, mi sarebbero uscite le lacrime. Io mi emoziono facilmente, mi commuovo guardando la pubblicità della bambina e della gattina, figuriamoci cosa mi sarebbe accaduto in questo caso. Non so se mi merito tutto questo, però dico ‘grazie’, che è l’unica parola che si avvicina a quello che io devo a questo destino che continua a regalarmi emozioni bellissime. Ieri sera mi sono addormentato con pensiero che anche questo colpaccio non sarebbe stato poi così impossibile da realizzare, sapevo che la mia Bmw andava benissimo, ma esserci riuscito è un’altra roba. Non aspetto altro che andare a festeggiare con i ragazzi del team“. Parole di emozione per l’ennesima impresa compiuta, in un mix di consapevolezza dei mille gradini superati e di ringraziamenti volti a chi ha permesso la nuova vittoria. Già, perchè del fenomeno emiliano si apprezzano prima di tutto la sincerità e l’umiltà di un’identità semplicemente speciale. Quel che più colpisce è il suo non accontentarsi mai, come testimonia la sua confessione sui futuri obiettivi:”Ho 50 anni e pensare di avere davanti un grande futuro è una bella prospettiva, però da un certo punto di vista è vero perché anche se non posso dire di essere un ragazzino non mi sento arrivato al mio traguardo finale. Ne ho tagliati tanti nel corso della mia esistenza, però so che non è ancora finita. Voglio andare alla Paralimpiade di Tokyo 2020. Nella staffetta sono convinto che potremo ancora giocarcela, però, poiché sono anche un po’ egoista, vorrei provare a fare anche la gara individuale“. Idee chiare e determinazione sono alla base di un sorriso spregiudicato ma mai bugiardo: senza di questo, la vita non sarebbe così incantevolmente veloce.

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