L’affare Neymar: i 562 milioni che mette sul piatto il Psg rischiano di stravolgere il mercato e di creare un pericoloso precedente


L’emiro del Psg Al-Thani ha intenzione di portare a Parigi Neymar. Un’operazione a cifre mai viste. Il fair play finanziario esiste? L’Uefa corra ai ripari.

-di Luca Nigro-

Neymar Junior con il passaggio al Psg diventerebbe il giocatore più pagato della storia (ph. Uefa)

Ai tanti appassionati di calcio che in questi giorni avranno letto o sentito pronunciare il nome di Neymar Junior, sarà sicuramente sorta una domanda legittima e quasi spontanea: ma esiste il tanto decantato fair play finanziario imposto dall’Uefa ai club continentali? Il quesito è lecito, quasi banale. Le cifre che ruotano intorno all’asso brasiliano del Barcellona oggetto del desiderio del Paris Saint Germain sono mostruose e prevaricano ogni legge del mercato, sempre se ne sia esistita qualcuna. Un affare che se andrà in porto costerà all’emiro del Qatar Al-Thani, proprietario del Psg, 562 milioni di euro. Avete capito bene. Neymar si candida a diventare di gran lunga il giocatore più pagato della storia del calcio. Ma come verranno suddivisa questa somma stratosferica? Quasi la metà, 222 milioni, è quella che servirà per pagare la clausola rescissoria al Barça; il contratto quinquennale per il brasiliano a 30 milioni netti a stagione, che al lordo diventeranno 60 l’anno; i 40 milioni di commissione che Neymar Senior, padre e procuratore del giocatore, riceverà da questo eventuale cambio di casacca. Un’operazione che per la società dell’emiro e del suo presidente Al–Khelaifi sarebbe risolta senza problemi finanziari viste le incommensurabili disponibilità economiche dei qatariani. Alla faccia però del fair play finanziario. I parametri dettati dall’Uefa, per rispondere alla domanda posta qualche riga sopra, esistono e non escludono nemmeno il ricchissimo Psg che non gioca in Qatar ma in Francia. Tuttavia ciò non spaventa più di tanto la società parigina poiché sotto la Tour Eiffel sono convinti di bilanciare le uscite con forti aumenti delle entrate da merchandising e sponsorizzazioni.

Nasser Al-Khelaifi presidente del Psg insieme a Marco Verratti (ph. psg.fr)

Preoccupano di più gli oneri, che potrebbero destabilizzare il bilancio anche se come già detto i soldi per Al-Thani sono l’ultimo dei suoi problemi. Ovviamente pagando la clausola per intero ai catalani, non ci sarebbe trattativa e Neymar diventerebbe automaticamente un nuovo giocatore del Psg. E’ noto che gli sceicchi dopo le delusioni di questi ultimi anni in Champions, vogliano dare una svolta decisa e l’attaccante brasiliano certamente è capace di darla. Il problema semmai è quali ripercussioni avrebbe il mercato se si chiudesse questa incredibile operazione. La pericolosità di creare un precedente è alta. Sicuramente Neymar è tra i primi 5 giocatori al mondo e il suo valore è moto alto, anche se onestamente 562 milioni sono un’esagerazione. Certe cifre rischiano di “drogare” il mercato più di quanto già non lo sia e permetterebbe anche a quei calciatori che oggi valgono 1, di approfittare della scia del brasiliano aumentando irrealisticamente il loro valore di mercato portandolo a 2, 3, 4 o 5 volte tanto. Perciò non basta il fair play finanziario, seppur idealmente giusto e che andrà certamente rivisto, servono misure più dure. Il salary cap? Potrebbe essere una delle soluzioni anche se al momento al quanto utopistica per il calcio europeo. Vanno bene gli sceicchi, ben vengano i cinesi e i grandi imprenditori e magnati che si avvicinano e investono nel calcio, ma più si va avanti su questa strada e più si avrà meno competitività, che poi è, o meglio dire era, una delle colonne portanti non solo del calcio ma di qualsiasi altro sport.

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