L’ammissione di Pulvirenti: “Ho comprato le partite”


Il presidente del Catania Pulvirenti ha ammesso ieri durante l’interrogatorio di aver comprato le partite sotto inchiesta per salvare il Catania. L’ad etneo Cosentino invece nega il coinvolgimento nella vicenda prendendo le distanze

– di Massimo Righi –

Pulvirenti e Cosentino (ph. serieb24.com)

Pulvirenti e Cosentino (ph. serieb24.com)

Pulvirenti ha ammesso di aver comprato le partite del Catania. La conferma è arrivata ieri intorno all’ora di pranzo dal procuratore di Catania Giovanni Salvi: “Antonino Pulvirenti ha confermato di avere comprato le partite di calcio a partire dalla gara Varese-Catania e di averle comprate a 100 mila euro l’una”, riferendosi all’interrogatorio a cui si è sottoposto ieri mattina il presidente del Catania. “Lo ha fatto per salvare il Catania”, ha aggiunto il procuratore, precisando che Pulvirenti non ha però scommesso. Le partite arrangiate sono pertanto Varese-Catania, Catania-Trapani, Latina-Catania, Ternana-Catania e Livorno-Catania, esclusa quella con l’Avellino. Il procuratore ha parlato di Impellizzeri “che è per noi un punto importante, centrale perché sono stati sequestrati 100 mila euro in contanti nella sua abitazione e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ora completeremo le indagini anche con il contributo che abbiamo avuto da Pulvirenti”, ha detto Salvi concludendo.

Prima di Pulvirenti erano stati ascoltati altri indagati arrestati nell’ambito dell’inchiesta in corso. Interrogato dal gip Fabio Di Giacomo, ecco le parole dell’amministratore delegato del club etneo Pablo Cosentino: “Non so nulla di combine, sono estraneo a tutti i fatti che mi contestate, se lo avessi fatto sarei stato un folle e se lo ha fatto Pulvirenti è un folle lui. Non conosco nessuno degli altri indagati tranne Delli Carri col quale avevo rapporti di lavoro”, ha detto al gip. Carmelo Peluso, legale di Cosentino ha aggiunto: “Cosentino dice che quello che è accaduto sarebbe stato incompatibile con il suo ruolo nel Catania calcio, il suo ruolo è stato quello di costruire una squadra che doveva essere all’altezza di vincere il campionato. Andare a corrompere per vincere le partite sarebbe stato come ammettere il suo fallimento. Cosentino ha un contratto con il Catania che scade domani mattina, si è già dimesso da ad del Catania e non ha più rapporti con la società e ha detto al giudice che il suo futuro, certamente, non sarà più a Catania”.

I due legali del Catania, però, hanno voluto precisare alcuni aspetti, in una nota apparsa sul sito del club etneo: “Il signor Antonino Pulvirenti, che qualche giorno addietro si è dimesso da tutte le cariche sociali del Calcio Catania, ha chiarito oggi la sua posizione nel corso di un lungo interrogatorio dinanzi al giudice delle indagini preliminari, dimostrando in particolare la sua assoluta estraneità al fenomeno del calcioscommesse. Il signor Pulvirenti ha ammesso di aver avuto dei contatti con altri soggetti al fine di condizionare il risultato di alcuni incontri, e ciò al fine di salvare dalla retrocessione il Catania. Ha tuttavia manifestato la convinzione, anche alla luce della lettura degli atti, che tali contatti non abbiano avuto nessuna reale incidenza sull’esito degli incontri in questione”. Intanto in serata,  l’assemblea dei soci del Calcio Catania ha nominato un amministratore unico: si tratta di Carmelo Antonio Milazzo che sostituisce il precedente cda.

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