L’amore di Silvio ha un prezzo: il Milan è cinese per 740 milioni


Anche un amore sincero e profondo, a volte, può avere un prezzo: Berlusconi lascia il Milan dopo 30 anni al gruppo orientale guidato da Han Li e Yonghong Li

– di Tiziano De Santis –

Silvio Berlusconi con Han Li e Yonghong Li, esponenti del gruppo orientale che ha aquisito il Milan (ph. Quotidiano.net)

Silvio Berlusconi con Han Li e Yonghong Li, esponenti del gruppo orientale che ha aquisito il Milan (ph. Quotidiano.net)

Il legame tra Silvio Berlusconi e il suo Milan non potrà mai affievolirsi ma qualcosa, stavolta, è cambiato. Dopo circa un anno di trattative silenziose di cui rimane solo un susseguirsi di nomi e cognomi, il presidente più vincente al mondo decide di fissare un prezzo al proprio amore, cedendo il 99,93% della società rossonera al gruppo orientale guidato da Han Li e Yonghong Li per ben 740 milioni di euro. 30 anni di matrimonio non possono volare via nel dimenticatoio così facilmente, motivo per cui Berlusconi ha impiegato tanto, per molti anche troppo tempo, per abbandonare il marchio rossonero, già sposo di una cordata ancora tutta da verificare. Il closing arriverà entro la fine dell’anno, ma le parti in causa hanno firmato il preliminare di cessione della quasi complessiva percentuale di quote azionarie del Milan, come testimoniato anche da Fininvest.

Marco Fassone (dx) e Adriano Galliani (sx)  (ph. Ilgiorno.it)

Marco Fassone (dx) e Adriano Galliani (sx)
(ph. Ilgiorno.it)

Il bello di ogni rapporto d’amore è la novità: nonostante gli “spettecolezzi” dei giornali riguardo una trattativa avviata, in precedenza, con la cordata cinese di Gancikoff e Galatioto, ad acquistare il mondo del Diavolo di Milano si è rivelato un gruppo diverso sia dal suddetto sia dal Fosun di cui fa parte il potente procuratore Jorge Mendes, accostato, a sua volta, negli ultimi giorni all’acquisizione del club. Si tratta di una compagnia assestante da quella di Galatioto, di cui, tuttavia, faceva parte in precedenza: la Sino-Europe Investment Management Changxing è la società in causa, impegnata in un “intervento di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell’arco di tre anni, di cui 100 milioni da versare al momento del closing“, come si legge nella comunicazione ufficiale di Fininvest.
Negli ultimi giorni a risuonare forti e fragorosi sono stati il silenzio di una trattativa portata avanti da Bnp Paribas, Rothschild e dalla banca Lazard assieme ai rappresentanti degli studi legali di Grippo, Cappelli&partners, Chiomenti e Gianni Origoni, e il conseguente timore di tifosi e giornalisti che qualcosa fosse saltato in aria e che Berlusconi fosse stato nuovamente, risucchiato dalle proprie perplessità e dalla paura di lasciare il Milan a mani infedeli all’eventuale parola data.
Ma cosa cambierà a livello societario nel nuovo Milan dei Li? Se Berlusconi conserverà la carica di presidente onorario, da definire è il futuro di Adriano Galliani: da qui sino a dicembre, infatti, l’a.d. rossonero condurrà le operazioni di mercato come da protocollo, ma al momento del closing a subentrare nelle cariche di amministratore delegato e direttore sportivo sarà Marco Fassone, ex dirigente di Juve, Napoli e Inter. Da chiarire, ancora, un possibile ruolo o meno di Barbara Berlusconi e una probabile risoluzione di Galliani, l’uomo che per anni ha fatto grande il Milan allestendo rose capaci di arrivare sul tetto del mondo, uomo ridimensionato e non poco, negli ultimi tempi, da capitali mancanti e acquisti mancati (tanto da far precipitare il rapporto con la Curva Sud in crepe ormai insanabili).

Silvio Berlusconi con i 28 trofei vinti in 30 anni di Milan (ph. It.blastingnews.com)

Silvio Berlusconi con i 28 trofei vinti in 30 anni di Milan (ph. It.blastingnews.com)

Le domande, in questo momento, si accavallano in un numero superiore rispetto alle risposte, a cominciare dai nomi degli altri esponenti del gruppo impegnato a subentrare a Berlusconi; ci si pone, inoltre, il problema sul vero e ultimo fine dei nuovi investitori: riportare il Milan nell’area di competenza o sfruttare il marchio rossonero attraverso marketing e merchandising? E del Milan attuale cosa rimarrà, se eventualmente rimanesse?
Il bello di una storia d’amore, a volte, è tutto ciò che ruota attorno alla conclusione della stessa: un abbandono può rivelarsi il più sincero e forte atto d’amore anche se è difficile e umanamente impossibile crederci; Silvio Berlusconi, dopo 11124 giorni e ben 28 trofei vinti, lascia la sua first lady all’oriente, portatore di ingenti risorse utili a ricucire gli abiti più belli d’Europa in casa rossonera. Un “sacrificio doloroso e necessario” ma bello, nella sua semplice complessità di rinuncia e sofferenza per il bene di chi è stato amato e continuerà ad esserlo nonostante un passaggio di consegne, per il bene di quel Milan che ha dato tanto e che tanto ancora dovrà dare.

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