L’Australia è campione in Coppa d’Asia


Si è conclusa con la vittoria dell’Australia la sedicesima Coppa d’Asia, battuta in finale la Corea del Sud 2-1. Il gol decisivo porta la firma dello juventino Troisi

– di Marco Vigarani –

L'Australia celebra la vittoria in Coppa d'Asia (ph. Zimbio)

L’Australia celebra la vittoria in Coppa d’Asia (ph. Zimbio)

Grazie ad una minima conoscenza della geografia la notizia può sembrare decisamente paradossale: l’Australia ha vinto la Coppa d’Asia. Pur appartenendo alla confederazione dell’Oceania infatti la Nazionale che vede ancora tra i suoi protagonisti il veterano Mark Bresciano ha deciso dal 2007 di partecipare alle competizioni asiatiche per affrontare avversari di livello superiore. Alla sua terza partecipazione al trofeo però l’Australia non si è accontentata di ospitare la manifestazione ma se ne è anche aggiudicata la vittoria dopo il secondo posto di quattro anni fa. La finale giocata ieri ha visto gli australiani sconfiggere per 2-1 la Corea del Sud dopo essere giunti al 90esimo in vantaggio 1-0 ma aver subito il gol del pareggio proprio negli ultimi secondi del tempo regolamentare. Ai supplementari ci ha pensato James Troisi, centrocampista di proprietà della Juventus dal 2012, a segnare la rete decisiva che ha permesso anche di vendicare la sconfitta subita proprio per mano dei sudcoreani nella fase a gironi. La Sud Corea infatti era arrivata alla finalissima senza aver subito neanche un gol e dimostrando un’ordine tattico di matrice europea grazie al lavoro del tecnico tedesco Uli Stielike (già mister della Germania Under 21), mentre invece l’Australia aveva dimostrato maggiore talento trovando nell’esperto Tim Cahill la sua stella.

Omar Abdulrahman, stella degli Emirati Arabi (ph. Zimbio)

Omar Abdulrahman, stella degli Emirati Arabi (ph. Zimbio)

La Coppa d’Asia aveva visto uscire imbattute dalla prima fase a gironi le quattro capoliste Sud Corea, Iran, Giappone e appunto Sud Corea con l’Australia invece qualificata come seconda e già dai quarti di finale erano arrivate alcune sorprese. La sorprendente Cina infatti, allenata dall’ex tecnico di Marsiglia e Lione Alain Perrin, aveva battuto la ben più quotata Arabia Saudita mentre invece il favoritissimo Giappone campione in carica, dopo un avvio travolgente, era stato eliminato ai rigori dagli Emirati Arabi: decisivo l’errore ai calci di rigore del milanista Honda. Ai quarti inoltre era andato in scena un curioso derby tra Iran e Iraq, stati storicamente ostili ma calcisticamente in crescita, che si era concluso ai calci di rigore con la vittoria della Nazionale irachena. Pessima prestazione invece per il Qatar, eliminato subito dalla competizione con tre sconfitte e sette gol subiti: in vista della qualificazione automatica ai Mondiali del 2022 ci sarà da lavorare molto per non fare una figura ridicola. Una soluzione in questo caso potrebbe arrivare dalla pallamano dove proprio il Qatar ha naturalizzato un’intera squadra di campioni per raggiungere i vertici delle competizioni internazionali. La formazione rivelazione di questa Coppa d’Asia però è sicuramente quella degli Emirati Arabi che ha messo in mostra la stella di Omar Abdulrahman e classificato l’attaccante Ali Mabkhout in vetta alla classifica marcatori.

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