Lazaros, Okaka e Vázquez. Storia di calciatori rinati


Da panchinari a titolari (quasi) inamovibili. Quando l’esonero di un allenatore cambia la stagione di un calciatore

Come si dice nel gergo, gli allenatori fanno le fortune dei giocatori, ma non sempre.
Hanno i loro ‘pallini’ e, magari, quando cambiano squadra si portano dietro questo o quel giocatore che reputano indispensabile per il loro tipo gioco.
Spesso poi arrivano i flop clamorosi o le scelte sbagliate. Capita poi che il presidente per esigenze di mercato e di budget compri qualcuno che già dalla prima seduta di allenamento non rientra nelle grazie del mister. E se il tecnico ci avesse visto male?
Lazaros trasforma il rigore decisivo contro il Cagliari.

Lazaros trasforma il rigore decisivo contro il Cagliari.

Prendete Lazaros Cristodoulopoulos, messo ai margini da Pioli e rivitalizzato da Ballardini. Tanta grinta, tanti chilometri percorsi e voglia di dimostrare il proprio valore. Se poi diventa decisivo la vendetta è servita. Due gol, di cui uno pesante contro il Cagliari, quasi un miracolo. Già Lazaros, alzati e cammina o meglio, corri e segna. E lui, il centrocampista greco promette un finale di fuoco per portare il Bologna alla salvezza. Stessa sorte anche per Stefano Okaka, alla Samp tornato a segnare da quando è arrivato  Mihajlovic sulla panca. Una prima parte di stagione anonima al Parma poi il passaggio in blucerchiato e i gol che tornano a portare l’ex gioiello della Roma a goleador e uomo assist.
A Palermo tutti pazzi per Franco Vázquez, centrocampista argentino esploso da quando è arrivato Iachini. Con Gattuso era finito ai margini, con il nuovo allenatore è stato gradualmente reinserito, rigenerato e oggi perno del Palermo ad un passo dalla promozione in Serie A. Non solo ma i rosanero si ritrovano in casa un giocatore valorizzato e con un’interessante quotazione di mercato.
Benitez, allenatore del Napoli, invece, secondo la stampa spagnola ha rivitalizzato Albiol, Callejon e Higuain. Al Real erano riserve di lusso, adesso protagonisti. Qui niente esoneri, solo capacità di mettere in campo gli uomini a disposizione. E che uomini.
Infine Keisuke Honda, al Milan da gennaio e dal rendimento mai costante sia con Allegri sia con Seedorf. Ma questa è altra storia.

Piero Giannico

 

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