Lazio a picco, ora l’ex Pioli è a forte rischio


La sconfitta contro la Juventus potrebbe costare la panchina al tecnico laziale Stefano Pioli, ex allenatore rossoblù ormai in rottura prolungata da fine ottobre

– di Marco Vigarani –

Stefano Pioli è ad un passo dall'esonero (ph. Zimbio)

Stefano Pioli è ad un passo dall’esonero (ph. Zimbio)

La scorsa stagione si era conclusa in modo quasi trionfale con un terzo posto conquistato al termine di un girone di ritorno solido valorizzato da una serie di undici vittorie consecutive. Poi però per la Lazio è arrivata l’estate, mesi di chiacchiere e pochi fatti che hanno portato ad un avvio di stagione a dir poco zoppicante in cui l’eliminazione dai preliminari di Champions League per mano del Bayer Leverkusen è stato l’ovvia conseguenza di un mercato inesistente. La logica propugnata dal presidente Lotito e dal ds Tare di passare il turno per avere i fondi da investire nel mercato non ha pagato, il sogno si è ridimensionato in una partecipazione all’Europa League finora affrontata oggettivamente senza problemi più per demeriti altrui che per un gioco particolarmente convincente da parte dei biancocelesti. È però il campionato la vera cartina tornasole della crisi della Lazio di Stefano Pioli che stamattina si è risvegliato decimo in classifica dopo la quinta sconfitta delle ultime sei gare in cui l’unico sospiro di sollievo è arrivato grazie ad uno scialbo pareggio casalingo contro il Palermo di Ballardini. Le fondamenta però erano usurate visto che si è ripartiti da un gruppo che probabilmente era già andato oltre i propri limiti e che avrebbe avuto bisogno di una robusta iniezione di talento invece di essere confermato in blocco evitando spese. Una sessione estiva di calciomercato disastrosa accettata con spirito aziendalista è stata la prima colpa del tecnico (che affrontò una situazione analoga a Bologna nel 2013) ma in seguito la sua Lazio non ha mai trovato un’identità precisa, persa tra mille equivoci tattici, personalismi mai frenati dallo stesso Pioli e stranieri che probabilmente valgono meno di italiani oggi militanti in Serie B. Il primo campanello d’allarme squillò già a settembre dopo una sconfitta clamorosa per 4-0 in casa del Chievo, poi sono arrivati gli infortuni di Biglia e De Vrij, la continua lotteria degli esterni offensivi con Felipe Anderson relegato recentemente ad un ruolo da comprimario mentre al centro della difesa era libero di agire il carneade Mauricio. “Io non mi dimetto – ha spiegato Pioli ieri a caldo dopo la sconfitta – perchè è vero che sono il primo responsabile, ma non lascio mentre la barca affonda“. Ancora una volta però il suo destino è nelle mani di Lotito che, valutando l’ipotesi di un ritiro punitivo, sta parlando con possibili sostituti scelti tra gli ex ct azzurri Lippi e Prandelli mentre resta da capire quanto la squadra sia ancora con l’allenatore.

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