Lazio, sei tu “la grande bellezza”: Milinkovic e Immobile fanno volare i biancocelesti in finale. La Roma vince 3-2 ma esce dalla Coppa Italia


Il riassunto della prima semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Roma e Lazio: i giallorossi si impongono 3-2 ma abbandonano un altro obiettivo

– di Tiziano De Santis –

Ciro Immobile e compagni esultano in Roma-Lazio 3-2 di Tim Cup (ph. Postbreve.com)

All’Olimpico si decide chi approderà in finale di Coppa Italia, le squadre interessate? La Lazio di Simone Inzaghi, reduce da un netto 2-0 nella gara di andata, e la Roma di Luciano Spalletti, e alla ricerca disperata di un trofeo stagionale che rinvigorisca il rapporto tra l’allenatore toscano e i colori giallorossi. Rimontare due gol sembra un affare possibile per lo stesso tecnico dei capitolini, ma le partite importanti sinora hanno emanato dei verdetti non proprio all’altezza degli obiettivi della seconda forza del campionato. Ecco che Roma-Lazio si trasforma in una gara nella gara per gli uomini di Pallotta, chiamati all’impresa in un delicatissimo derby della capitale con un De Rossi in meno e con un Totti relegato in panchina ormai da troppo tempo a questa parte. Lo spettacolo iniziale delle curve si traduce, in campo, in un avvio a tinte giallorosse, che vede Dzeko sbagliare clamorosamente il colpo del possibile 1-0 dopo appena 3 minuti di gioco: il bosniaco, infatti, pescato alla grande da Emerson, spara fuori la sfera da ottima posizione, per l’incredulità del popolo romanista e la fortuna dei rivali. Rivali che, tuttavia, non si fanno intimorire e sfiorano il gol al 6′ con Immobile dopo un brutto pasticcio difensivo tra Juan Jesus e Manolas. Ad un avvio super segue, però, una piattezza non all’altezza di una gara che porta dritto dritto alla finale: merito di Inzaghi, che corre subito ai ripari imponendo ai suoi un avvicinamento delle linee che fa male e non poco alla Roma. Gli errori di Dzeko e di El Shaarawy, assieme all’attenzione, in porta, di Strakosha, completano l’opera. Ma il bello deve ancora venire. Già, perchè la Lazio riesce a passare sul finire del primo tempo, ipotecando, forse, la propria avanzata verso la finale con Milinkovic-Savic, bravo a trovarsi al posto giusto al momento giusto dopo la respinta di Alisson alla conclusione di Immobile. Per il centrocampista serbo il tap-in è un gioco da ragazzi. Alla botta, nonostante tutto, segue una risposta immediata: al 43′ la Roma trova il pari con El Shaarawy, che, sullo sporco rinvio di De Vrij, piazza all’angolino un rasoterra chirurgico che non dà scampo all’estremo difensore avversario. Ci si attende, dunque, per la ripresa, il forcing dei ragazzi di Spalletti, il quale sostituisce all’intervallo Juan Jesus con Bruno Peres per ottenere una maggiore spinta sulle fasce. Eppure al 56′ a tornare in vantaggio sono ancora le aquile di Inzaghi, brave ad innescare in campo aperto il solito instancabile Immobile, che tutto solo davanti ad Alisson non ha problemi nel superarlo con facilità per l’1-2 bianco-azzurro. Alla corazzata giallorossa non rimane che gareggiare per l’orgoglio, stimolo che si traduce prima nel nuovo pareggio firmato da Salah – il quale è freddo nel ribattere in rete il palo di El Sharaawy – e poi nel definitivo 3-2 dello stesso egiziano, dopo una respinta corta di Strakosha. Nel più classico paradosso calcistico di un derby della capitale, la Roma vince ma non esulta, uscendo dal campo dell’Olimpico a testa bassa, la Lazio, invece, perde ma fa festa sotto la propria curva perchè il posto in finale è, ormai, una certezza.

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