Le pagelle della Virtus 2015/16: un disastro a stelle e strisce


Nel disastroso anno della retrocessione, la Virtus affonda soprattutto per colpa degli americani. Mazzola unico gladiatore aiutato da Vitali e, nel finale, da Collins

– di Marco Vigarani –

Grande prova di Dexter Pittman contro Venezia (ph. Virtus)

Dexter Pittman non è stato il centro dominante che tutti si aspettavano (ph. Virtus)

Pittman 5 (14.2 punti e 7.9 rimbalzi in 24.9 minuti di media)
Acquistato per dominare sotto canestro, si presenta in precampionato distruggendo un tabellone. Quel gesto però sembra spegnerlo ed anche nei momenti migliori non offre mai quella devastante fisicità attesa da tutti. Spesso in carenza di ossigeno, a dir poco lento nei rientri, non legge a dovere i raddoppi ma alla fine è sicuramente uno di quelli che, con tutti i limiti del caso, cerca di onorare la stagione.

Vitali 5,5 (8.1 punti e 3.7 rimbalzi in 25.2 minuti di media)
Tornato a casa come un uomo dopo un passato da bambino, offre minuti intensi sul parquet soprattutto per applicazione difensiva. Non trova un preciso inquadramento come ruolo, manca di continuità e convinzione ma non di generosità. Ha sicuramente margini di crescita che un’eventuale annata di A2 potrebbe far maturare rendendolo un giocatore importante.

Cuccarolo 4 (0.3 punti e 1.3 rimbalzi in 5.7 minuti di media)
Le cifre lo indicano come una riserva se non addirittura una comparsa e dispiace quasi bocciarlo per il poco che ha fatto ed il votaccio va condiviso con chi ha pensato che potesse davvero far parte del roster. La A1 è un campionato scarso ma non concede comunque sconti a chi non ha assolutamente le qualità per giocarci.

Gaddy è stato il miglior realizzatore contro Pesaro con 18 punti (ph. Virtus)

Annata di timidezza ed indecisione per Abdul Gaddy (ph. Virtus)

Gaddy 5 (10.5 punti, 3.5 rimbalzi e 3.2 assist in 30.3 minuti di media)
Annunciata la sua conferma con squilli di trombe, ci si aspettava anche una crescita che però non è mai arrivata. Pavido sia come playmaker che come guardia, esita sempre troppo con la palla tra le mani e raramente riesce a mettere in ritmo i compagni. Per le aspettative nutrite, è forse lui la delusione più cocente dell’annata della Virtus.

Collins 6 (13.4 punti e 3.2 assist in 27.7 minuti di media su 9 partite)
Ha poco tempo a disposizione ma lo sfrutta dando quello che gli è rimasto a 33 anni e con una stagione già alle spalle. Senza i suoi lampi di talento la Virtus sarebbe sprofondata in A2 molto prima: è l’uomo giusto per sostituire Ray ma arriva troppo tardi e dopo un elenco davvero troppo lungo di decisioni sbagliate.

Fontecchio 5 (9.2 punti e 3.6 rimbalzi in 27.5 minuti di media)
Talento potenzialmente assoluto, non mantiene la aspettative bloccando di fatto la sua crescita. Non ingannino le giocate delle ultime partite che sono arrivate dopo lunghi mesi di anonimato: l’assenza di continuità è il peccato più grave per un ragazzo che deve ricominciare a lavorare a testa bassa senza voli pindarici come la NBA.

Mazzola lotta contro la difesa di Pistoia (ph. Virtus)

Valerio Mazzola è stato l’unico vero gladiatore dell’annata bianconera (ph. Virtus)

Mazzola 5,5 (8.3 punti e 5.8 rimbalzi in 25.9 minuti di media)
Una condizione fisica spesso precaria si unisce ad un talento limitato ma la voglia di lottare sempre lo aiuta ad emergere in una squadra che ha proprio nel carattere il suo problema più grave. A volte servirebbe una moltiplicazione dei Mazzola perchè uno solo non può bastare a vincere le partite. Da lui si può e si deve ripartire il prossimo anno a prescindere dalla categoria.

Hasbrouck 4 (7.8 punti e 2.2 rimbalzi in 22 minuti di media su 14 partite)
Terzo fallimento in ordine cronologico, dimostra sul parquet un clamoroso disinteresse per le sorti della squadra che gli paga lo stipendio collezionando scelte discutibili. L’apoteosi del suo atteggiamento negativo arriva nel finale della gara con Pesaro gettando al vento la possibilità di ribaltare la differenza canestri e generando la rabbia dei tifosi.

Odom 4 (10 punti e 4.9 rimbalzi in 25.7 minuti di media)
Leggere le semplici statistiche non basta per spiegare la totale inutilità di questo giocatore che scende in campo praticamente senza lasciare mai il segno con una disarmante continuità in negativo. Le sue ultime otto gare si chiudono con 52 punti complessivi che sono la pietra tombale sulla scelta fatta in estate per sostituire Okaro White (13.6 punti e 7.2 rimbalzi all’Aris Salonicco).

Courtney Fells ha messo a segno 17 punti contro Pistoia (ph. Virtus)

Disastroso apporto di Courtney Fells a partire da metà novembre (ph. Virtus)

Williams 3 (7.5 punti e 3.1 rimbalzi in 23.5 minuti di media su 11 partite)
Acquistato invece per sostituire Hazell, dimostra da subito di non essere neanche lontanamente paragonabile al predecessore. Di fatto vive mesi come un corpo estraneo alla squadra e conclude la sua esperienza con un infortunio che non gli permette neanche di rendersi utile come pedina di scambio sul mercato.

Fells 3 (10 punti e 3.9 rimbalzi in 28.2 minuti di media su 11 partite)
Arriva a novembre per completare il roster e fa intuire qualche talento ma è un fuoco di paglia. Incarna perfettamente la figura del cestista giramondo al quale, consapevole di non avere un futuro, non interessa praticamente nulla della squadra in cui milita. La sua gestione scellerata del finale della gara di Torino è risultata alla fine decisiva per retrocedere.

Ray SV (6.5 punti e 3.5 rimbalzi in 21.5 minuti di media su 4 partite)
Non si può dare un voto alla sfortuna di un atleta che doveva essere il perno della squadra e che finisce per non giocare praticamente mai a causa di un infortunio. La gestione del caso Ray però è una delle chiavi del fallimento della stagione della Virtus ed il disinteresse mostrato in questi giorni per la sorte toccata alla squadra di cui era capitano è eloquente.

Fabiani, Penna, Oxilia, Pajola NG

Valli 3 (11 vittorie e 19 sconfitte, media di 74.6 punti realizzati, 1 vittoria esterna)
L’insufficienza più grave non può che essere per il comandante di una nave che è andata dritta contro uno scoglio sapendo che non avrebbe avuto scampo. Le 11 vittorie complessive in teoria non sono un bottino disastroso ma la gestione della squadra è stata deficitaria dal primo all’ultimo giorno ed aggravata dalla scelta di innesti che hanno, se possibile, peggiorato ulteriormente la situazione. La sua lettura della gara ha spesso reso ancora più impervia la strada verso un obiettivo poi fallito. La sensazione oggi è che, purtroppo per lui, Valli potrebbe pagare questa annata nel proseguimento della sua carriera.

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