Lepore: “Nessun ritardo per il Dall’Ara. Saputo non vuole speculare”


Ieri sera l’assessore allo sport Matteo Lepore ha fatto il punto sul tema dello stadio Dall’Ara toccando anche l’argomento PalaDozza

– di Marco Vigarani –

Il progetto del nuovo stadio Dall'Ara tratto dal film "Mi chiamo Renato"

Il progetto del nuovo stadio Dall’Ara tratto dal film “Mi chiamo Renato”

Ospite del Pallone Gonfiato Classic, ieri sera l’assessore allo sport del Comune di Bologna Matteo Lepore ha risposto a numerose domande sull’impiantistica dedicata ed in particolare sul tema della ristrutturazione dello stadio Dall’Ara. Ecco le prime certezze: “Il Bologna ci ha dato un’importante conferma di voler proseguire nella strada iniziata con voglia ed entusiasmo a maggior ragione dopo il sì arrivato dalla Sovrintendenza. Pertanto abbiamo deciso di creare un gruppo di lavoro congiunto che ha già iniziato a lavorare con tre obiettivi: definire il progetto economico-finanziario ovvero quanto costerà l’opera e dove reperire risorse, quello urbanistico che riguarderà anche le aree circostanti e le procedure nazionali e locali. Nei prossimi mesi faremo il punto su tutti questi aspetti per dare poi certezze alla città su come andare avanti: l’obiettivo resta sempre quello di completare l’operazione entro la fine del nostro mandato“. Scendendo nel dettaglio di modalità e tempistiche poi Lepore spiega: “Come direbbe Boskov, si è in ritardo quando c’è un appuntamento ma non è questo il caso. Il piano è quello presentato da Zavanella, sottoposto al vaglio della Sovrintendenza e che compare anche nel recente film Mi chiamo Renato. Certamente la possibilità di dover giocare altrove quando ci sarà il cantiere è concreta ma non sono stati avviati contatti in tal senso“.

Matteo parla al Pallone Gonfiato dello stadio Dall'Ara e non solo

Matteo parla al Pallone Gonfiato dello stadio Dall’Ara e non solo

Si arriva quindi al tema caldo dell’antistadio: “Non è un tema che abbiamo affrontato perchè attendiamo di vedere il progetto finale e valutarne ovviamente l’impatto anche per la comunità che vive a ridosso dello stadio. I contenitori, o aree compensative, arrivano in un secondo momento: noi ora vogliamo rispettare la legge ed il nostro piano urbanistico. Ho incontrato proprio oggi la Virtus Atletica e nei prossimi giorni faremo lo stesso con altre società che operano nell’area dello stadio per garantire un’altra soluzione qualora l’antistadio entrasse nel pacchetto da proporre al Bologna. Intanto è chiaro che il Comune metterà in campo il valore dello stadio e poi toccherà al club richiedere eventualmente un ulteriore supporto da parte di altri investitori. La certezza è che la proprietà resterà alla città poi ovviamente potrà essere valutata una concessione più o meno lunga“. Ecco poi un quadro di Joey Saputo e dei suoi piani proposto dall’assessore Lepore: “È una persona piacevole ed appassionata ma anche un imprenditore e non un benefattore. Ha una visione che riguarda la nostra città e tutto il calcio italiano perciò dobbiamo predisporre tutto il necessario e tempistiche certe. Credo che sia un bel vantaggio avere questa situazione con un investitore che non punta alla speculazione ed un interlocutore certo piuttosto che un fondo immobiliare cinese“.

Infine, per completare l’analisi, non poteva mancare uno squardo sul PalaDozza: “Anche questo impianto può diventare un contenitore multifunzionale in grado di attrarre eventi e rilanciare le zone circostanti che negli ultimi anni hanno assistito alla chiusura di alcune attività commerciali e ad un crescente stato di degrado. Il PalaDozza però non è messo bene a livello di impianti e pertanto serve un investimento già preventivato per il anno prossimo da 2 milioni al quale farà seguito un’analisi sismica ed un ulteriore esborso nell’anno successivo di altri 2 milioni. A differenza del passato però abbiamo una gestione diretta dell’impianto e l’anno prossimo sarà indetto un bando aperto non solo alle squadre di basket ma a chiunque abbia un progetto che porti ad un rilancio di questa storica struttura“.

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