Lettura tattica di Bologna-Cittadella


Esame difficile per un Lopez al primo anno di B: al Dall’Ara arriva il Cittadella del guru Foscarini

-di Marco Vigarani-

Claudio Foscarini, alla guida del Cittadella da dieci anni

Claudio Foscarini, allenatore del Cittadella

Guidare per nove anni una squadra rende un allenatore qualcosa di più e crea all’interno del club una linea di continuità indelebile che rende ogni stagione parte di un progetto più ampio. Il valore aggiunto del Cittadella è l’allenatore Claudio Foscarini che dal 2005 forma, allena e coltiva i calciatori messi a disposizione dalla società senza che l’inevitabile ricambio annuale intacchi la validità di un progetto tecnico e tattico magari non particolarmente ambizioso ma comunque interessante e raro nel panorama del calcio italiano. Il club veneto si è affacciato alla nuova Serie B con ben dodici nomi nuovi di cui almeno sette entrano stabilmente nell’undici titolare ma tra essi non spiccano nomi particolarmente noti ad eccezione di Sgrigna. Il reparto difensivo vede il capitano Pellizzer guidare un gruppo praticamente inedito in cui spicca sicuramente l’innesto di Barreca a sinistra mentre in mediana Benedetti ha saputo approfittare al meglio dell’infortunio di Paolucci per guadagnarsi i galloni da titolare di perno della mediana. Con l’esperto neoacquisto Sgrigna ad inventare gioco svariando dalla trequarti e ad alternarsi con il giovane Lora, continuano poi ad arrivare rifornimenti in attacco per l’eterno Coralli assistito per questa stagione da Gerardi. Da segnalare anche qualche incertezza per il portiere Valentini, arrivato in estate dallo Spezia.

Cercando un reparto in cui il Cittadella brilli per individualità si resterebbe delusi. Non è infatti una squadra difensivamente imperforabile nè ha un attacco che segna a ripetizione, ma ha comunque una coesione ed uno spirito di sacrificio che ne fanno un avversario temibile. Il 4-3-1-2 di Foscarini è impostato su chiavi semplici che lo rendono solido e compatto in entrambe le fasi anche grazie alle caratteristiche dei due terzini Cappelletti e Barreca, in grado di attaccare con continuità ma anche di coprire con attenzione. Il centrocampo è invece composto da giocatori tecnici che amano accompagnare l’azione offensiva mantenendo il baricentro generalmente piuttosto alto per sostenere in massa la ben assortita coppia d’attacco a cui Sgrigna offre sicuramente un apporto importante. Il Bologna rischia di vedere spesso ridotti gli spazi davanti ai suoi portatori di palla e dovrà quindi dare vita ad una circolazione molto più rapida che possa anche approfittare di qualche spazio creato dal distacco delle mezzali del Cittadella a supporto degli attaccanti. Potrebbe risultare quindi una gara molto difficile per Matuzalem a meno che il trequartista (Laribi o Giannone) non sia particolarmente abile nel creargli spazi mentre invece sarebbe consigliabile rinnovare l’impiego di Acquafresca al fianco di Cacia per dare peso e profondità all’attacco rossoblù.

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