Lettura tattica di Cittadella-Bologna


L’esperienza di Foscarini ed il 4-4-2 classico del suo Cittadella potrebbero essere un ostacolo difficile per il Bologna di Lopez

– di Marco Vigarani –

Claudio Foscarini, alla guida del Cittadella da dieci anni (ph. Zimbio)

Claudio Foscarini ora sta usando il 4-4-2 (ph. Zimbio)

L’esperienza di mister Foscarini è stata ancora una volta decisiva anche quest’anno per far risalire al Cittadella una strada che ad un certo punto è apparsa decisamente impervia relegando i veneti anche all’ultimo posto in classifica. Il 3-5-2 messo in mostra per buona parte della stagione non è sembrato del tutto convincente visto che per ben quindici giornate consecutive la formazione padovana non ha colto nemmeno l’ombra di una vittoria. Ecco allora che il tecnico ha deciso di ripartire dalle basi con un 4-4-2 canonico in grado di valorizzare il lavoro degli esterni, bravi a cercarsi ed alternarsi nelle due fasi pur non essendo fenomeni per classe o fantasia. Il Cittadella delle ultime giornate è quindi tornato ad essere una squadra straordinariamente solida, affidata alle mani dell’espertissimo Pierobon ma anche ai gol di quattro attaccanti intercambiabili come Stanco, Gerardi, Coralli e Sgrigna. Non è certamente un caso che il prossimo avversario del Bologna sia in striscia positiva da cinque giornate, nè che in casa sappia trovare anche risultati a sorpresa come la vittoria sul Catania del 24 dicembre.

Pur essendo padroni di casa, gli uomini di Foscarini difficilmente scenderanno in campo domani per imporre il proprio ritmo e fare la partita, lasciando anzi volentieri l’incombenza ad un Bologna che si troverà in difficoltà ad assaltare un fortino ben corazzato come quello del Cittadella. Il modulo dei veneti infatti è perfetto per chiudere ogni spazio alla squadra di Lopez che notoriamente sviluppa il proprio gioco per linee orizzontali facendo circolare sempre il pallone dai piedi di Matuzalem. Sarà proprio il brasiliano, insieme al fantasista Laribi, a dover trovare il guizzo di fantasia utile a servire gli attaccanti in modo imprevedibile evitando le maglie strette degli avversari. La chiave per attaccare un 4-4-2 è infatti il gioco tra le linee in grado di sbilanciare l’ordine precostituito che invece a sua volta punta con forza sulle catene degli esterni. Per il 4-3-1-2 del Bologna sarebbe infatti letale vedere i propri terzini presi in mezzo dal gioco a due di Cappelletti e Kupisz a destra o Barreca e Minesso a sinistra. Grande attenzione ovviamente anche nel cuore dell’area dove agiranno vecchi lupi di mare come Sgrigna e Coralli.

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