L’impatto di Pozzecco su una Fortitudo che non può cambiare


I Pro e i Contro dell’arrivo di Pozzecco in Fortitudo: per ora la mediaticità ha avuto il sopravvento sulla normalità

– di Luca Corbelli –

In Fortitudo nemmeno nella settimana che precede la Pasqua si riesce a stare tranquilli.

Matteo Boniciolli ha lasciato lunedì l’incarico di coach della Fortitudo (ph. Fortitudo)

Lunedì in seguito alle sue condizioni di salute Boniciolli si è autosospeso da capo allenatore della Fortitudo non senza prima aver “consigliato” il suo successore, chiamandolo personalmente lunedì mattina, ben prima di comunicare la sua decisione, con la conferenza stampa terminata nel tardo pomeriggio di lunedì. Situazione mai verificatasi prima in nessuno altro sport, dove il capo allenatore si sospende ma consiglia e chiama il suo successore.

Con l’uscita di scena di Boniciolli si conclude un ciclo, cosa che a mio avviso doveva avvenire l’estate scorsa: dai proclami della preseason si era passati alla delusione primaverile.

L’abbandono del progetto giovani costruiti in casa, per passare all’usato sicuro ha annacquato la certezza che il Boniciolli allenatore è molto più bravo del programmatore, e di fatto ha certificato che quando si è trovato ad allenare una squadra costruita da altri è stato l’unico anno vincente. Questa stagione, infatti, gare allenate dal vice a parte, il record è modesto: 13 vinte, 8 perse.

In tutta questa querelle c’è stato uno spettatore non pagante, Comuzzo, che con la sua “normalità” aveva regolarizzato, per cinque gare, un motore che spesso, prima e dopo, aveva dato evidenti segnali di girare a vuoto; proprio questo normalizzatore ha saputo trarre la miglior espressione cestistica da questo gruppo. Per molti è incomprensibile che la squadra non sia stata affidata a lui: in fondo ha avuto la striscia di vittorie più lunga di questa annata.

E’ arrivato Pozzecco, purtroppo per non giocare.

Cosa ci si può aspettare da lui sinceramente non lo so, l’esperienza accumulata non è un fattore indicizzante ma i trascorsi da play dovrebbero consentirgli di leggere le partite i corso d’opera molto meglio di tanti altri.

Al via oggi l’avventura di Pozzecco come coach della Fortitudo (ph. Fortitudo)

Personalmente dell’impatto mediatico del “personaggio Pozzecco” me ne frega molto ma molto poco, le priorità sono altre, in quanto eredita criticità importanti quali:
a) i due stranieri rimangono quelli e non brillano di certo di luce propria;
b) i pivot ottimi supporti ma nessuno dei due “abile” a giocare spalle a canestro per vincere un campionato;
c) nessun giocatore da tiro sullo scarico;
d) un solo atleta di buona esplosività fisica ma spesso dannoso prima per se stesso e poi, di conseguenza, per la squadra;
e) dover mandare tutte le partite in tribuna qualcuno.

In questo passaggio Pozzecco si trova a dover gestire e migliorare una squadra in cui non può purtroppo mettere le mani e in questo ha grande colpa la Società che ha permesso a Boniciolli di aggiungere ad uno straniero inadeguato come McCamey uno al di sotto delle aspettative come Okereafor, quando magari bastava aspettare qualche settimana per trovare di meglio: tutto questo fa pensare che a parole ci sia la volontà di salire di categoria mentre con i fatti no.

Se questo cambio sarà vincente lo scopriremo strada facendo, ma se così fosse, come mi auguro e si augurano in molti, non venitemi poi a dire che il merito sarà di chi li ha scelti questi giocatori.

Fino ad ora, a eccezione di quelle cinque partite, questa squadra non ha mai fatto intravedere la possibilità di essere davanti a tutti al termine della stagione.

Il calendario da la possibilità di fare filotto fino all’inizio dei play-off e mantenere il secondo posto che male non è in vista del tabellone che permetterebbe di evitare Trieste e Treviso fino all’eventuale finale.

Il sold out fa sorridere perche è indice che più di qualcuno aveva voglia di un cambiamento.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *