L’importanza della classifica di sinistra della Serie A. Le quote incrementali dei diritti tv premiano le prime dieci


L’analisi dell’importanza dei primi dieci piazzamenti in Serie A in chiave ricavi diritti tv. Dai risultati sul campo a quelli economici per i vari club

– di Tiziano De Santis –

Il logo della Serie A con sopra tutte le squadre che ne fanno parte (ph. Today.it)

C’è una chiave di lettura della classifica di Serie A molto che sta dietro il singolo obiettivo stagionale di ciascuna squadra del massimo torneo calcistico italiano. Già, perchè la parte sinistra della classifica, oltre a premiare le squadre migliori in termini di risultati sul campo, ha un significato molto più importante a livello economico per le società interessate: i soldi di bonus per i diritti tv che spettano ai club piazzati dall’undicesimo al diciassettesimo posto, infatti, equivalgono a un solo milione. Chiaro è, in questo senso, l’esempio della Sampdoria di Marco Giampaolo, oggi decima, una posizione che equivarrebbe a 3 milioni e 100 mila euro in più. Lo scorso anno, la squadra del presidente Ferrero lottava per la salvezza e nessun membro societario poteva permettersi il lusso di pensare ad altro rispetto che alla permanenza in A a discapito del risucchio della retrocessione. Le ultime tre vittorie consecutive dei blucerchiati hanno permesso, oggi, alla Samp di occupare il decimo tassello di A e di poter, pertanto, pensare alle quote incrementali delle risorse derivanti dai diritti tv. Un dato non irrilevante per le squadre di media classifica: il solo milione di ricavo dall’undicesima alla diciassettesima posizione, infatti, non è paragonabile neanche al prezzo del cartellino di un singolo giocatore in fase di mercato. Basti pensare all’ingaggio di De Silvestri nella scorsa estate – acquisto valso 3.6 milioni di euro – o anche a quelli di Torreiea e Skriniar, costati assieme 2.8 milioni. A livello più generale, non c’è alcuna differenza tra le quote incrementali per chi, a fine campionato arriva al nono o al decimo posto della graduatoria. Il salto economico sarebbe, invece, rilevante se il piazzamento definitivo fosse l’ottavo, quello attualmente ricoperto dalla Fiorentina o meglio ancora il settimo, oggi occupato dal Milan di Vincenzo Montella. Sono, infatti, 4 milioni e 300 mila euro i milioni in ballo tra decimo e ottavo posto, oltre al vantaggio di poter entrare nel tabellone della prossima Coppa Italia. Le squadre in lotta per il decimo posto sono oggigiorno Torino, Samp, Chievo, Udinese, Sassuolo, Bologna e Cagliari, con le prime tre maggiormente indiziate per la conquista dell’obiettivo suddetto a fine stagione. E pensare a cosa possa significare ciò per il mercato di un club come il Bologna di Joey Saputo – i cui dirigenti ha già dichiarato che in estate non ci sarà un esborso incondizionato di soldi dalle casse societarie – rende bene l’idea dell’importanza del traguardo.

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