L’Italia ci mette il cuore e raggiunge il pareggio. Allo Stadium finisce 1-1


Allo Stadium la Spagna insegna calcio ma si schianta sull’1-1: Vitolo apre al 55′, De Rossi la riporta in parità dal dischetto all’82’. Buffon, che combini? 

– di Tiziano De Santis –

L'errore in uscita di Gianluigi Buffon su vitolo in Italia-Spagna 1-1 (ph.Giornalettismo.com)

L’errore in uscita di Gianluigi Buffon su vitolo in Italia-Spagna 1-1 (ph.Giornalettismo.com)

Il secondo match di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 svanisce in un fortunato 1-1. Già, fortunato per noi, costretti per quasi l’intera partita a “subire” una lezione di calcio dalla Spagna di Julen Lopetegui. La prova è racchiusa in un’impietosa statistica: lo strettissimo 27% di possesso palla degli azzurri al termine dei primi 45 minuti. Le Furie Rosse sembrano non poter essere domate, anzi ci mettono sotto grazie a una fitta rete di passaggi e di pericoli sventati in ben 9 angoli. Quelli degli iberici non sono tocchi sterili, bensì la conformazione della pazienza sino alla giocata in verticale a cercare la profondità data dai movimenti di Diego Costa. La nostra difesa si dimostra, tuttavia, ben attenta, con la puntualità di un Romagnoli in più, chiamato all’arduo compito di sostituire Chiellini accanto ai restanti componenti della BBC juventina. Ciò che la Nazionale di Giampiero Ventura subisce di più è la tecnica dei due fenomeni Silva e Iniesta: la loro è pura poesia calcistica e il continuo svariare dei due rischia di compromettere il famoso punto di forza italiano, quel tatticismo che si è rivelato spesso e volentieri il nostro maggiore punto di forza. L’equilibrio dell’incontro si rompe al 55′, quando Vitolo insacca l’1-0 grazie anche alla collaborazione di De Sciglio, in ritardo nella copertura, e Buffon, autore di un’uscita avventata e imprecisa, non propria del miglior portiere del mondo. Gli animi si surriscaldano e Pellè, sostituito 4 minuti più tardi da Immobile, si rende protagonista di un brutto gesto, negando il saluto al proprio ct Ventura. Mentre Diego Costa, già ammonito, rischia l’espulsione, Immobile si fa cogliere impreparato sul suggerimento di Florenzi, ma è la Spagna a sfiorare il raddoppio in contropiede con lo stesso primo marcatore del match. L’entrata di Morata sul terreno di gioco calpestato sino alla scorsa stagione con la maglia della Juventus anticipa il pareggio di chi sa che ormai non c’è nulla da perdere a parte l’onore. E quest’ultimo, in casa azzurra, è imprescindibile fonte di gioco. Non è un caso che quando la gara sembra destinata alla conclusione Eder riesca ad anticipare Sergio Ramos nel cuore dell’area di rigore su assist di Belotti, entrato, a sua volta, al posto di Parolo al 76′; il difensore spagnolo è costretto a commettere fallo, riuscendo comunque a non pagare il prezzo del secondo giallo grazie anche all’indulgenza dell’arbitro Brych. Dal dischetto, De Rossi è freddo e sicuro nello spiazzare completamente de Gea, spedendo la palla alla sua destra e festeggiando nel migliore dei modi la 108^ presenza in azzurro. L’1-1 finale fa comodo ai padroni di casa, quasi sempre schiavi del fraseggio avversario. Il cuore e lo spirito di sacrificio, ciò nonostante, partoriscono e rafforzano la coesione del gruppo, elemento indispensabile per il proseguo di quel cammino verso Russia 2018 che in questo momento premia l’Albania di De Biasi, al primo posto dopo il 2-0 rifilato ai danni del Liechtenstein.

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