L’Italia si gioca il Mondiale: domani sera la prima sfida alla Friends Arena


A poco più di 24h dalla sfida della Friends Arena, l’ambiente azzurro è concentratissimo, ma sereno. Immobile, cannoniere delle qualificazioni, può essere l’uomo decisivo

– di Calogero Destro –

Gianluigi Buffon, capitano degli azzurri. Per lui, quello del 2018, sarebbe il sesto Mondiale (ph.zimbio)

Ci sarà da soffrire, da lottare, da stringere i denti. Perchè un playoff, soprattutto quando si tratta di eventi così importanti, è un treno che rischia di non passare più. Specie per una Nazionale come la Svezia del CT scandinavo Jan Andersson: una di quelle squadre contro cui, come ha sottolineato Gigi Buffon in questi giorni da Coverciano, “se giochi da 6 perdi, se giochi da 6,5 pereggi. Dal 7 in sù vinci. Ci vuole una bella partita anche individualmente“. Il capitano degli azzurri è uno che ha già vissuto il clima della doppia sfida per l’accesso al Mondiale. Era il 29 Ottobre del 1997, e il numero uno della Nazionale fece il suo esordio fra i grandi – prendendo il posto dell’infortunato Pagliuca – nella gelide lande di Russia. Quelle stesse terre dove, nel prossimo Giugno, potrebbe chiudersi una carriera straordinaria, proprio al termine della sesta apparizione alla fase finale di un Mondiale. Ma a dispetto di un paio di decadi fa, Buffon, è adesso più maturo, predica calma. Gli manca – dice lui – quella spensieratezza di un tempo: “Poi maturi e impari a contare fino a 10. L’esuberanza che poteva sembrare irriverenza ha lasciato il posto alla consapevolezza. Se me lo chiedevi 20 anni fa avrei risposto: ‘Siamo già al mondiale’ ora dico: ‘Stiamo lavorando per andarci”. Ed in effetti la Svezia non è avversario da prendere sotto gamba: gruppo solido e compatto, squadra molto fisica e quadrata, con soli 9 reti subite – una in più dell’Italia –  e ben 26 realizzate (5 in più degli azzurri) nel girone di qualificazione A, dov’erano presenti compagini come Francia e Olanda. Ha avuto modo di sottolinearlo anche un altro senatore dello spogliatoio azzurro, Daniele De Rossi, che non si fa certo ingannare dall’addio di Ibrahimovic: “L’assenza di Ibrahimovic è sempre un vantaggio. Anche a 40 anni e con una gamba rotta, io Ibra non lo vorrei mai contro. Ma la Svezia non è una squadra sconosciuta o materasso. Se il Mondiale è importante per me che ho avuto già modo di disputanre tre, immagino per loro che magari hanno avuto meno opportunità”. 

Giampiero Ventura, Ct della Nazionale italiana (ph.zimbio)

Le parole di Ventura- Una chiave importante nel doppio confronto potrebbe essere la capacità di Immobile – seppur non al meglio della condizione – di portare fuori posizione i robusti centrali scandinavi (l’ex Genoa Granqvist e il ‘Red devil’ Lindelof), provando così ad infilare la difesa svedese tramite gli inserimenti dei centrocampisti o i tagli degli esterni. Per l’attaccante della Lazio, poi, ci sarà una sfida nella sfida: quella conto Marcus Berg, che ha chiuso il girone di qualificazione  siglando 2 reti in più (8) rispetto all’azzurro, che però è stato sempre decisivo nei momenti importanti. E si augura che possa esserlo ancora Giampiero Ventura, consapevole dell’importanza del confronto contro la Svezia ma certo dell’approdo dell’Italia al Mondiale: “È un momento importante per me e la mia storia ma anche per i giocatori. Andare o non andare ai Mondiali conta, per alcuni è iniziare un ciclo, per altri significa finirlo in un certo modo. C’è convinzione, serenità, determinazione. Testa alla Svezia, anche se, lo confesso, penso già agli stage e alle amichevoli con Inghilterra e Argentina. Noi dovremo pensare solo a noi, a fare l’Italia, una squadra che storicamente, nei momenti difficili, ha dato il massimo“.

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