Lo scontro in Lega Basket: chi non accede ai play-off pronto a fare causa?


Tremavano i vetri, lunedì, nella zona congressuale del Royal Hotel Carlton, sorto una quarantina di anni fa sulle ceneri del palazzo che ospitava le redazioni di Carlino e Stadio, e oggi di proprietà dell’erede dell’allora tycoon Monti, ovvero Andrea Riffeser

Lo scontro in atto in Legabasket tra i “quattro dell’Ave Maria”, ovvero Cremascoli, per Cantù, Sardara per Sassari, Minucci per Siena e Proli per Milano (l’Olimpia è venuta in soccorso di Siena acquistando Hackett e garantendo quindi a sè stessa, probabilmente, lo scudetto e ai toscani un po’ di fiato fino a primavera) e i due eretici Villalta e Toti, rappresentanti di Bologna e Roma (le uniche due unità contrarie all’elezione a presidente di Minucci), si è fatto pesante. Ma il livello della dissidenza si è alzato e vi sono defezioni nel compatto fronte vincente solo un mese fa, 14 preferenze su 16 a favore dell’indagato Minucci per prendere il posto di Renzi a compenso parificato (210.000 € + 40.000 di bonus all’anno, se lo sa il suo omonimo tifoso viola, già sindaco, ora premier lo manda per un pò in cura da Cottarelli).

Gran parte dei club che sono sotto la quota play-off, ovvero Varese, Avellino, Pistoia, Venezia e Cremona, oltre alla Virtus, minacciano fuoco e fiamme verso una federazione un po’ troppo “romana”, lassista e piaciona anche nel suo organo di controllo Comtec , che ha lasciato montare la panna senese fino agli attuali livelli di guardia, con indagini su club e giocatori, oltre al fatto che non si è ancora capito chi colmerà il buco di bilancio della Mens Sana. Mettiamo il caso, tecnicamente plausibile, che vinca lo scudetto e vada in Eurolega, poi sparisca. Non male, no?

Che la Lega sia divisa al proprio interno non è una novità, il punto ora è il danno di immagine che ricevono i club che non fanno i playoff a causa della posizione “drogata”, sul piano finanziario, della squadra del Palio. Se ora però un gruppo di società si mettesse in testa di far causa alla Federazione, beh, sarebbe grave. Non ingiustificato, sicuro, poi ognuno farà le sue valutazioni. Come hanno già fatto i tifosi, spinti, come spesso capita, dalla fortitudina Fossa dei Leoni. A loro, condividendone tanti passaggi, affidiamo l’epitaffio di questo basket. ” Ferdinando Minucci, il boss della società Mens Sana Basket Siena che ha dominato l’ultimo decennio, lascia la squadra campione d’Italia in liquidazione durante il mese di Febbraio con un’inchiesta per frode fiscale a suo carico, da parte della procura; si indaga su pagamenti in nero. Ad aggravare la faccenda, rendendola potenzialmente devastante per tutto il movimento della palla a spicchi, arriva l’elezione del suddetto individuo a boss dei boss della Lega Pallacanestro di Serie A. All’alzarsi dei sospetti riguardo losche trame i suoi obbligati elettori, ex colleghi di quell’assemblea, hanno levato gli scudi difendendo la loro scelta di promuovere l’indagato. Lor signori ci dimostrano di non sapere dove sta di casa la vergogna, anche i suoi più recenti avversari sono passati da intentargli contro cause ad innalzarlo al potere”.

Alberto Bortolotti

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