L’ombra del 2011 sul finale del Bologna tra alibi e limiti congeniti


Punti di contatto ed apparenti diversità tra l’attuale crisi del Bologna ed il finale sciagurato del 2011 sotto la gestione Malesani

– di Marco Vigarani –

Assistere ad un Bologna che conclude la stagione senza verve è ormai diventata un’amara consuetudine che purtroppo non sorprende più nessuno. L’attuale fase di crisi però ha iniziato a richiamare alla mente di tanti quella fase dell’annata 2010/11 in cui la squadra rossoblù sbandò completamente inanellando figuracce e sconfitte in serie fino al beffardo 0-4 interno subito all’ultima giornata per mano del Bari già retrocesso. Nel medesimo album dei ricordi amari possono entrare di diritto ovviamente anche il ko da record inflitto dal Napoli o la sconfitta in doppio vantaggio numerico contro il Milan ma similitudini ed apparenti differenze tra le due annate vanno ben oltre i numeri e meritano di essere approfondite.

Il Bologna di Malesani si bloccò alla 30esima giornata: era già aprile 2011 (ph. Trc)

Analizzando i tempi emerge una differenza apparentemente inconciliabile visto che quest’anno la crisi è iniziata a fine gennaio mentre invece nel 2011 ebbe inizio ai primi di aprile. In realtà però quel Bologna alla 30esima giornata toccò la fatidica quota 40 punti e con essa anche il decimo posto in classifica allungando a +12 sul Lecce terzultimo. La squadra odierna invece alla 21esima giornata si è innalzata grazie al successo sul Torino proprio fino al decimo posto segnando un confortante +16 sulla coppia Crotone-Palermo. Leggendo questi dati emerge abbastanza chiaramente una forte similitudine che va ben oltre le semplici date del calendario: entrambe le formazioni ad un certo punto dell’anno hanno conquistato la salvezza con ampio anticipo e toccato un vertice di rendimento probabilmente inatteso. Sapere di aver compiuto il proprio dovere porta inevitabilmente ad un rilassamento mentale ed infatti in entrambi i casi il Bologna sembra aver spento il motore attendendo di farsi portare a riva dal dolce rollio delle onde. Farlo però a fine gennaio comporta un’agonia di ben quattro mesi per i tifosi che infatti ora hanno perso la pazienza e deciso di attuare un doloroso sciopero in occasione della prossima gara contro il Sassuolo.

Marco Di Vaio in gol nel 2011 contro la Juventus a Torino (ph. Sky)

I fischi del post Bologna-Lazio al Dall’Ara sono sembrati decisamente più duri di quelli che arrivarono in particolare all’indirizzo del tecnico Malesani nel 2011 in seguito alla sconfitta con il Cesena ma anche allora i tifosi decisero di agire aspettando poi il pullman della squadra qualche settimana dopo per un confronto con i calciatori. Oggi sentiamo spesso ripetere da dirigenti ed atleti che questo Bologna è una squadra giovane a parziale scusante della discontinuità di rendimento mostrata sul campo. In realtà però anche in questo caso il paragone con la rosa di sei anni fa rivela una sorpresa: l’età media odierna dei rossoblù è 25 anni, nel 2011 era di poco superiore ai 23. Non solo. Oggi nell’elenco degli undici atleti più utilizzati troviamo sei ragazzi Under 25 (Masina, Krejci, Nagy, Krafth, Verdi e Pulgar) ma allora a fine anno ne comparivano addirittura sette (Viviano, Britos, Rubin, Casarini, Della Rocca, Ramirez e Meggiorini). Non solo quindi la rosa a disposizione di Malesani era più giovane ma si dimostrò anche in grado di conquistare vittorie importanti contro Juventus, Lazio e Udinese ovvero squadre che chiusero l’anno nei primi sette posti della graduatoria. Oggi invece il successo di maggior prestigio per ora può essere quello, già citato, contro il Torino che all’andata rifilò comunque un pesante 5-1 agli uomini di Donadoni.

Allora il Bologna era nelle mani della coppia Guaraldi-Setti (ph. TgGialloBlu)

Arriviamo quindi al confronto più difficile ovvero quello tra una società reduce dal concreto rischio del fallimento affidata al duo Guaraldi-Setti e quella in rampa di rilancio saldamente nelle mani di Saputo. È evidente che le prospettive siano nettamente differenti e che il futuro nei prossimi anni si presenti luminoso come non mai, ma nella gestione del presente si può trovare una preoccupante analogia. Quando la squadra molla gli ormeggi infatti la prima responsabilità è da cercare negli uffici piuttosto che in spogliatoio ed oggi il Bologna è reduce da tre cambi di allenatori ed altrettanti di direttori sportivi nel corso degli ultimi due anni: una mancanza di stabilità che non può evitare di ripercuotersi sulla vita di tutti i giorni soprattutto creando alibi alla squadra. Nel 2011 Malesani disse: “Di qui alla fine possono anche perderle tutte, perché il nostro campionato lo abbiamo già vinto“. Da quel momento arrivarono cinque sconfitte e due pareggi. A dicembre 2016 il ds Bigon invece ha tarpato le ali di ogni entusiasmo dichiarando: “Se ci salviamo facendo un punto in più dell’anno scorso, stappiamo lo champagne“. Momenti diversi, parole diverse ma la traduzione è abbastanza simile: a Bologna sembra davvero impossibile ambire a qualcosa di più della salvezza e così le squadre, oggi come sei anni fa, si comportano di conseguenza.

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One thought on “L’ombra del 2011 sul finale del Bologna tra alibi e limiti congeniti

  1. Elio Drudi

    Caro Lucio ti scrivo e mi sembra ieri quella serata di tardo inverno a Latina durante la festa di fine quinquennio scolastico. Cantavi le tue canzoni e lanciavi “il Cielo”, che mi è rimasta nel cuore, accompagnato, se ricordo bene, dagli Stadio. Parlammo un po’ del Bologna meravigliato di trovare un tifoso rossoblu a Latina. Altri tempi: “Giacomino” dominava a centrocampo e Fogli illuminava il gioco, ineguagliato.
    Sono passati cinque anni da quando hai deciso di partire, ma non ti sei perso nulla. Il Mondo cambia in peggio. L’Europa che sognavamo, ma avevamo gli occhi troppo pieni di lacrime di gioia per capire la realtà, è ridotta a un circolo di banchieri e alta finanza. Non è l’Europa che credevamo fondata sulla civiltà greco-romana, raffinata dal pensiero della Scolastica di S. Tommaso e resa moderna da Duns Scoto e dal “rasoio” di Ockham, uscendo dal Medioevo esaltandosi nell’umanesimo rinascimentale che preparava la rivoluzione scientifica del seicento e, un secolo dopo, l’Illuminismo. Una vera delusione riassunta con gelida realtà, dalle parole di una studentessa universitaria che, rivolta a Prodi, gli ha detto d’aver svenduto il futuro della sua generazione. E siamo in molti a non darle torto.
    Ma non è da meno la politica. Di quella “amministrazione niente male” di cui hai scritto non rimane più nulla, Anche il pensiero è stato dissipato. La politica è guidata ora da personaggi che sembrano usciti dalla commedie di Terenzio e Plauto. E Firenze non è da meno. Pensa che un giovanissimo Presidente del Consiglio, nominato senza che gli elettori avessero eletto lui e il suo programma di Governo, voleva distruggere la nostra Costituzione, ma gli elettori gli hanno dato una “tramvata” che la metà sarebbe stata sufficiente e da cui non si è ancora ripreso. Ora non è più né Presidente del Consiglio né segretario del suo partito e ha il babbo che ha problemi giudiziari nell’ambito di un’inchiesta di appalti e soldi facili. Per amore della dignità della Nazione vorrei che ne uscisse bene. Però, un suo carissimo amico, un parlamentare di lungo corso di cui l’ex presidente del consiglio voleva fare un Padre costituente, è stato condannato giorni fa a nove anni di carcere per reati finanziari.
    Caro Lucio, non mi resta ora che parlare del Bologna. Da tifosi, abbiamo vissuto anni tristi, illuminati solo dai gol di Di Vaio, Gilardino e Ramirez, un giovane sudamericano di ottime speranze, regolarmente venduto per fare cassa dal presidente di allora. Poi il Bologna è andato in serie B ed è stato salvato dal fallimento da un signore di origine siciliana che ha fatto fortuna in Canada ed ha una educazione anglosassone. Si chiama Saputo e non fa mistero per il suo amore verso Bologna e sta portando avanti un progetto ambizioso mirato al ritorno del Bologna nel calcio che conta e al massimo decoro degli impianti sportivi e delle zone urbanistiche attorno alla bellezza dello Stadio, della Certosa e dei portici che portano a San Luca.
    Ma per quanto incredibile possa essere, ci sono fazioni dentro Bologna che non nascondono la propria avversità al Bologna e a chi lo dirige. E’ vero che il progetto sportivo si basa sulla crescita di giovani di valore e tu sai che con i giovani occorre avere pazienza, ma i frutti, seminando bene, arrivano presto. Dopo tutto, sul Bologna è tornata una speranza di vita. L’alternativa sarebbero stati i campetti degli oratori la domenica mattina. Altro che serie A al Dall’Ara!… L’allenatore è Donadoni, che tu conosci, un altro signore che non alza mai la voce, campione da giocatore e non da meno capace come allenatore. Eppure gente, limitata, forse, sente la presunzione di criticare il suo lavoro pur non sapendo se il pallone da calcio sia tondo o ovale. Forse perché vedono in Saputo lo specchio del proprio fallimento calcistico chiuso, in se stesso, protetto dal loro provincialismo fuori tempo e fuori spazio.
    Ti dicevo, Lucio, della signorilità di Saputo. Pensa che per salutare i giocatori negli spogliatoi a fine gara, si dice che chieda il permesso a Donadoni.
    E’, in fondo un signore del Sud, e tu amavi la gente e i mari del Sud: il porto di “4 marzo 1943” non è certo il porto di Cesenatico e, poi. “Dallamericacaruso” e il mare, dove gettava le reti il pescatore, che voleva seguire la rotta di Cristoforo Colombo, non era l’alto Adriatico, “ma il mare dove scoprire nuovi mondi e scordare casa sua”.
    E’ vero che il Bologna alterna ancora buone prestazioni ad altre scarsissime, ma c’è da considerare, oltre all’età della squadra, il fatto che Saputo, da anglosassone vuole regole precise ed eque nella ripartizione dei diritti televisivi e sembra che questo fatto lo renda inviso ai signori del calcio nazionale non avvezzi alle regole, cosa che personalmente penso anch’io visto i troppi, smaccati errori arbitrali che il Bologna patisce. Ma così vanno le cose dalle nostre parti e il Rinascimento è ancora lontano. Ma, come dici tu, io mi sto preparando…

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