Lopez: “Intensità e aggressività, ecco cosa chiedo al Bologna”


Mister Diego Lopez parla dell’impegno del suo Bologna che l’indomani affronterà L’Aquila nel secondo turno di Coppa Italia, al Dall’Ara

di Massimo Righi

In un 16 agosto che sa più di 16 ottobre e dopo un mese di lavoro fra preparazione atletica ed amichevoli, Diego Lopez fa un primo bilancio. “Sono stati giorni di lavoro intensi, i ragazzi hanno lavorato bene e credo che per domani arriveremo in condizione. Penso di aver trasmesso le mie idee ai ragazzi e spetta a loro mostrare quanto hanno appreso. È chiaro che dobbiamo migliorare ancora e trovare la condizione, ma la mentalità deve essere sempre vincente con chiunque giochiamo. Ora si fa sul serio”. Infatti il Bologna ha mostrato buone cose alternate ad altre meno buone, “Abbiamo giocato bene il primo tempo contro il Sassuolo e così pure con il Rimini, ma dobbiamo aumentare il ritmo per tutto l’arco della partita, un tempo non basta. Il gol subito a Rimini? L’ho visto in TV a fine gara, perché ero impegnato nei cambi. Cerchiamo sempre di giocare la palla, dobbiamo capire quando farlo senza rischiare; abbiamo lavorato anche su questo”.

Diego Lopez, in conferenza stampa a Casteldebole

Diego Lopez, in conferenza stampa a Casteldebole

La rosa del Bologna è ampia, è risaputo, perché 33 giocatori sono moltissimi. “Si, è vero, arrivare a 24/25 sarebbe perfetto ma la situazione la sta gestendo la società che sa benissimo cosa fare”. Tanti o pochi, è un Bologna che forse manca ancora di qualche innesto: “Ho parlato con il direttore (Fusco n.d.r.) e ci siamo confrontati su eventuali novità. Io per il momento sono contento di quello che ho, se poi arriva qualcuno a darci una mano che apporti qualità al nostro organico bene”.
Domani intanto c’è il primo impegno ufficiale e c’è la possibilità che si vedano in campo diversi giovani, soprattutto in difesa visto il forfait di Maietta, i cui tempi di recupero sono ancora sconosciuti: “Per me il fatto che manchi Maietta non è un problema, ci sono altri giocatori e non mi dispero se dovrò schierare due ventenni. La B è lunga e faticosa e spesso ci sarà spazio anche per i più giovani, che dovranno dimostrare di essere cresciuti per poter stare in campo. È chiaro che faranno degli errori ma anche i trentenni li fanno, la cosa non mi preoccupa, tutti sbagliano: mi aspetto che i più grandi aiutino i più giovani, quello si, perché si cresce assieme così come si trova il giusto equilibrio fra veterani e i ragazzi”.
Sulla formazione invece, ancora nessuna indicazione: “Decido domani. Ho delle idee, vedremo. Ho girato spesso i giocatori sul fronte d’attacco e ho diverse soluzioni a disposizione. Con questi attaccanti bisogna giocare palla a terra e servirli bene. Il debutto? Non ci penso, so che sarà una partita vera e si giocherà in casa, ti da un’idea della realtà. Senz’altro sarà un punto di partenza e avrò delle risposte su quanto fatto sinora. Ricordiamoci che la maglia del Bologna non vince da sola, indossandola. Bisogna correre, lottare, e giocare col giusto atteggiamento”. A Rimini, la prestazione di Pasi è piaciuta a molti al di  la del gol: “Ha giocato bene e ha fatto un buon ritiro, come altri ragazzi. Ora deve dare continuità e farsi trovare pronto quando chiamato in causa”. Sul portiere nessuna riserva è stata ancora sciolta su chi giocherà, e ancora, su quello che sarà il titolare designato per la stagione: “Li ho alternati spesso, ma come ho fatto in altri ruoli”.

Francelino Matuzalem, neoacquisto del Bologna, lavora per tornare al meglio

Francelino Matuzalem, neoacquisto del Bologna, lavora per tornare al meglio

Matuzalem invece, dovrà dirigere il centrocampo: “Sta crescendo, ma ancora non abbiamo visto il vero Matuzalem. Fisicamente sta ritrovando la condizione e pian piano salirà d’intensità”. E Nico Lopez?: “E’ uruguayano, è un buon giocatore, ma non è mio e non dico altro”.
Per mister Lopez, la nuova esperienza bolognese è differente da quella di Cagliari: “L’ambiente era diverso, ma i concetti che porto sono gli stessi, magari cambiano i moduli a seconda degli uomini che ho a disposizione e degli accorgimenti che apporto sulle situazioni. Poi è chiaro che a Cagliari ho condotto un gruppo già fatto, mentre qui siamo partiti da zero e abbiamo costruito una squadra daccapo. Perez? No, non ho parlato con lui. Sta lavorando a parte, ancora non è a posto”.

Infine, lo sguardo del tecnico torna sul presente, domani c’è la Coppa Italia, si fa sul serio: “Voglio un Bologna aggressivo, anche in fase di non possesso, che metta in campo tutto quel che ho chiesto fino ad ora: dobbiamo tenere alto il ritmo, giocare con intensità e far correre la palla come sappiamo quando c’è modo di farlo, visto che siamo una squadra che può costruire gioco. Abbiamo sempre lavorato a ritmi elevati, perché solo lavorando in questo modo si può affrontare al meglio questo campionato”. Domani, il primo esame per verificare tutto ciò si chiama L’Aquila. La compagine abruzzese, anch’essa rossoblù verrà al Dall’Ara forte del 2-1 sull’Altovicentino che le ha permesso di passare il primo turno di Coppa.
Prima del calcio d’inizio (ore 21), è previsto uno scambio di maglie fra le due squadre, unite dagli stessi colori sociali grazie all’approdo del portiere Rusconi, un bolognese che negli anni ’20 giocò per L’Aquila portando in dote la maglia rossoblù, binomio cromatico assunto anche dalla compagine abruzzese. Nessun c’è alcun precedente ufficiale fra i due club, eccezion fatta per un triangolare giocato a Pesaro nel 2009 per raccogliere fondi per i terremotati, assieme alla squadra locale. Da ricordare anche una raccolta fondi pro vittime del terremoto, organizzata sempre nel 2009, dai ragazzi della Curva Andrea Costa, sempre molto attivi e sensibili in campo sociale.

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