L’ultima degli altri: Atalanta-Carpi


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Oggi Atalanta-Carpi di Serie A che si è conclusa con la sconfitta per 0-3 degli uomini di Sannino

– di Luca Nigro –

Giuseppe Sannino, alla guida del Carpi da una settimana (ph. Zimbio)

Giuseppe Sannino è subentrato a Castori alla guida del Carpi (ph. Zimbio)

Per analizzare la partita del Carpi persa a Bergamo contro l’Atalanta, basterebbero appena sette minuti. Per intenderci, quelli iniziali che vanno dal fischio d’inizio alla prima rete nerazzurra siglata da Mauricio Pinilla. Presa quella, la formazione emiliana è letteralmente sparita dal campo lasciando metri e match agli orobici. Eppure nei primi sei minuti di gara, Sannino reduce dalla convincente vittoria con il Torino, aveva messo in campo una squadra, almeno nelle intenzioni, tatticamente ordinata. Un classico 3-5-2 che in fase di non possesso diventava un 5-3-2 con Belec tra i pali (terzo portiere schierato in queste prime otto partite) Bubnjic, Zaccardo, Gagliolo al centro della difesa, Letizia e Gabriel Silva sulle fasce. Centrocampo irrobustito da Cofie regista, Lazzari e Fedele mezzali. Matos e Borriello in avanti. Peccato che a ridosso dell’ottavo minuto Gabriel Silva, poco propenso alla fase di copertura, si faccia scappare sulla sinistra Maxi Moralez. Belec (uscita a vuoto) e Bubnjic in marcatura, fanno il resto confezionando il regalo a Pinilla per il vantaggio dell’Atalanta. Da lì in avanti, il Carpi rimane in balia della squadra di Reja che costruisce gioco e si diverte pure. Le geometrie di Cigarini e De Roon, la qualità e il dinamismo di Grassi, Gomez e Maxi Moralez, mista all’efficacia in avanti di Pinilla, schiantano la difesa emiliana. Belec sul finire del primo tempo, combina la frittata sul corner del Papu Gomez. In più il disastroso Bubnjic, non pago della prestazione imbarazzante fin lì offerta, ci mette ancora del suo causando il fallo di rigore su Pinilla che Cigarini trasforma.

Marco Borriello è la stella del Carpi (ph. Zimbio)

Marco Borriello è la stella del Carpi (ph. Zimbio)

C’è da dire che Sannino le ha provate tutte per rimettere in sesto almeno tatticamente i suoi, cercando di dare una scossa e cambiando spesso le posizioni in campo. Dopo lo 0-2 passa ad un 3-4-3 spostando Gabriel Silva largo insieme a Matos. Lazzari esterno insieme a Letizia. Accortosi degli scarsi risultati, ridisegna ancora la squadra schierandosi con un classico 4-4-2. Bubnjic prima al centro, viene spostato a destra. Lazzari da mezzala prima e ala poi, va a prendere il posto di regista con Cofie che si posiziona interno di centrocampo. Matos, partito inizialmente da seconda punta, si sposta esterno di centrocampo scambiandosi spesso di fascia con Wallace, subentrato nel frattempo a Letizia. A nulla è servito l’inserimento ad inizio ripresa di Lasagna al posto di Fedele. L’unico a rendersi pericoloso è stato il semprevivo Borriello, uno dei pochi a salvarsi nella disfatta di Bergamo. A fine gara Sannino ammette: “Una giornata da dimenticare. E’ andata male perché alla mia squadra è mancato l’animus pugnandi. Al nostro livello, fattore determinante per poterci salvare”. Un Carpi dunque, uscito ridimensionato dall’Atleti Azzurri D’Italia. La brutta batosta subìta, associata alla recente diatriba sullo stadio Braglia avuta con i cugini del Modena, può pesare sul morale dei biancorossi. Per il Bologna una buona occasione per ritornare alla vittoria facendo suo uno scontro diretto che ridarebbe morale. Animus pugnandi carpigiano permettendo, ovviamente.

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