L’ultima degli altri: Atalanta-Lazio


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Oggi la rimonta dell’Atalanta ai danni della Lazio fino al 2-1 finale

– di Luca Nigro –

Edy Reja guida l'Atalanta dal 4 marzo 2015 (ph. Zimbio)

Edy Reja guida l’Atalanta dal 4 marzo 2015 (ph. Zimbio)

L’Atalanta che ha battuto mercoledì sera la Lazio in rimonta, si presenterà domenica al Dall’Ara forte del settimo posto in classifica, frutto di diciassette punti in dieci giornate. Ad inizio stagione chi si aspettava la formazione bergamasca invischiata nella lotta per non retrocedere, al momento ne sarà rimasto deluso. Chi pensava che Edy Reja, settant’anni appena compiuti, fosse oramai un tecnico superato, dovrà ricredersi. E non per il traguardo delle 100 vittorie raggiunto in serie A, 5 già quest’anno. Il tecnico friulano incide e tanto nei risultati della sua squadra. Se nell’ultimo turno l’Atalanta è riuscita a superare i biancocelesti, il merito è soprattutto di Reja. Per sopperire all’iniziale divario tecnico, l’usuale 4-3-3 dei nerazzurri era improntato tutto sull’aggressività. Marcature a tutto campo e duelli individuali, sono stati studiati nel tentativo di limitare sia in mezzo al campo che nella trequarti avversaria gli uomini di Pioli. Almeno inizialmente però, è stata la Lazio ad avere il pallino del gioco in mano. In mediana Carmona ma sopratutto il giovane De Roon, hanno sofferto gli anticipi e la lettura nelle giocate di Biglia e la dinamicità di Milinkovic-Savic. Il campo appesantito dalla pioggia, almeno nel primo tempo, ha favorito il fondamentale lavoro tra le linee del serbo. Il solo Kurtic è riuscito ad avere spesso la meglio sul dirimpettaio Onazi. Reja, individuato il punto debole dei laziali in Lulic (bravo a proporsi, meno a difendere) ha chiesto ai suoi di insistere dalla parte del bosniaco. Ragion per cui i nerazzurri attaccavano solo dalla parte destra. Anche il Papu Gomez, si spostava spesso di fascia per avvicinarsi a Maxi Moralez.

Il gol trovato da Biglia su punizione, non ha cambiato da subito l’inerzia del match. La Lazio ha continuato il suo giro palla, mentre l’Atalanta pensava solo a contenere con l’intento di trovare la giocata giusta. Tattica questa che per tutto il primo tempo non ha favorito Pinilla. Il cileno rimaneva spesso troppo isolato in avanti, trovandosi nella morsa di Hoedt e Gentiletti. Ad inizio ripresa Reja, accortosi delle difficoltà nel penetrare la difesa biancoceleste, cambia. Dentro Raimondi per Kurtic e passaggio al 4-4-2. Raimondi si sistema sulla corsia di destra mentre Maxi Moralez, che agisce qualche metro indietro rispetto a Pinilla, va a dare fastidio a Biglia vero tessitore del gioco ospite. Ma la mossa che spacca in due la partita, è l’inserimento di D’Alessandro al posto di Dramè. L’ex romanista entra a fare l’ala con Raimondi indietreggiato sulla corsia bassa di destra. L’idea è sempre la stessa: attaccare da quella parte tentando di mandare Lulic in tilt. Missione compiuta. Il centrocampo laziale cala, quello atalantino sale in cattedra. D’Alessandro e Gomez fanno ammattire gli avversari. Non è un caso che il gol del pareggio bergamasco, nasca da una giocata iniziale di D’Alessandro e dal cross rasoterra del Papu che Basta goffamente spedisce alle spalle di Marchetti.

Gomez è stato il match winner di Atalanta-Lazio (ph. Zimbio)

Gomez è stato il match winner di Atalanta-Lazio (ph. Zimbio)

Il resto lo fa Pioli, che con il risultato in parità, sbilancia la squadra inserendo Klose al posto di Onazi e passando ad un poco fruttuoso 4-2-4. La difesa orobica rimane attenta e concentrata. Raimondi, Stendardo, Masiello e Paletta, contengono bene Felipe Anderson, Candreva, Klose e Djordjevic (subentrato nel frattempo a Matri). Per dare ulteriore equilibrio, Reja toglie uno stanco Moralez per Cherubin. L’Atalanta prende in mano il centrocampo. La poca copertura di Milinkovic, lascia Biglia in balia non solo dei due mediani De Roon e Carmona, ma soprattutto degli scatenati Gomez e D’Alessandro. Non è un caso che il gol vittoria, nasca da un’azione orchestrata dai due con l’argentino bravo a sfruttare l’assist perfetto del compagno. Nella prima sulla panchina del Bologna, Donadoni non poteva trovare avversario peggiore. L’Atalanta, e non solo contro la Lazio, ha dimostrato di avere una grande organizzazione di gioco associata ad una buona qualità. Reja da ottimo stratega qual è, cercherà di imbrigliare i rossoblu. Al neo tecnico felsineo, l’arduo compito di trovare in pochi giorni le giuste mosse per avere la meglio dei nerazzurri.

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