L’ultima degli altri: Atalanta-Torino


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Ecco l’analisi dell’importante vittoria di misura del Torino a Bergamo

– di Luca Nigro –

Giampiero Ventura, tecnico del Torino (ph. Zimbio)

Giampiero Ventura, tecnico del Torino (ph. Zimbio)

Quello visto a Bergamo è ritornato ad essere il Torino di Ventura. I granata, solidi e concreti, hanno concesso pochissimo (un tiro verso lo specchio in 90 minuti). Il solito 3-5-2 di marca “venturiana”, stavolta ha funzionato ala perfezione. Grande aggressività e superiorità a centrocampo per gran parte della gara. Il gol di Bovo, non è un caso. Il Torino ci ha abituato spesso ai gol dei propri difensori, soprattutto da palla inattiva. Anche se capitan Glik (8 gol la scorsa stagione), non ha ancora timbrato il cartellino in campionato, sull’azione della rete granata gran parte del merito va proprio al capitano polacco che porta a spasso due uomini e permette al compagno di superare Sportiello anticipando il distratto Masiello. Unico neo, la prestazione di Quagliarella che continua a non trovare la via della rete da due mesi. Bene invece Belotti che preferito a Maxi Lopez, si sbatte, corre ed è anche sfortunato nel colpire due legni. L’Atalanta che tanto aveva impressionato a San Siro contro il Milan, esce ridimensionata. Squadra lenta ed impacciata, sbatte senza colpo ferire contro il muro granata. Il dinamico 4-3-3 stavolta non ha funzionato. E nemmeno i cambi tattici di Reja nella ripresa. Il Torino, non ha mollato nulla. Padelli non opera nemmeno una parata. I tre dietro, Moretti, Glik e Bovo arginano alla perfezione i tre avanti bergamaschi Denis, Moralez e Gomez. Sulla destra Bruno Peres è inarrestabile per tutto il primo tempo, vincendo il duello con il dirimpettaio Bellini prima e con Carmona poi. Cala nella ripresa. Cosa che non succede dall’altra parte a Molinaro che rispetto al brasiliano, riesce ad essere continuo fino al novantesimo.

Cesare Bovo nelle ultime settimane sta vivendo una nuova giovinezza (ph. Zimbio)

Cesare Bovo nelle ultime settimane sta vivendo una nuova giovinezza (ph. Zimbio)

Ma Ventura, la partita la vince soprattutto a centrocampo. Acquah, Vives hanno spesso la meglio. De Roon e Cigarini soffrono la dinamicità del ghanese e la regia perfetta dell’ex Lecce. Proprio Vives è la chiave di volta. Prende la squadra per mano riuscendo ad essere al centro di ogni azione. Meno bello del solito Baselli che forse ha sofferto la prima partita contro la sua ex squadra. Non era invece un ex Quagliarella, eppure non si è mai visto. Corre poco e non cerca quasi mai l’intesa con il compagno di reparto Belotti. Il giovane attaccante di origine bergamasca, è invece uno dei più positivi. Non sempre schierato da Ventura sin qui, si gioca bene la sua chance nonostante non riesca a segnare. Aiuta spesso il centrocampo sacrificandosi molto. Questo gli costa un po’ di lucidità sotto porta (un palo, una traversa e un gol sbagliato davanti la linea di porta), ma dimostra di essere comunque un giocatore utile alla causa. Un Torino che al fischio finale, ha ritrovato gioco e soprattutto nuova fiducia dopo sei partite senza vittoria. Per fare risultato all’Olimpico, al Bologna di Donadoni servirà dunque una prestazione simile a quella vista contro la Roma. La continuità è l’antidoto fondamentale per il raggiungimento della salvezza.

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