L’ultima degli altri: Carpi-Empoli 1-0


Rubrica settimanale dedicata all’ultima gara dei prossimi avversari del Bologna. Empoli già salvo e sconfitto di misura a Carpi

– di Luca Nigro –

Giampaolo ha ereditato l'Empoli da Sarri (ph. Zimbio)

Giampaolo ha salvato in anticipo l’Empoli (ph. Zimbio)

Se una squadra ha un’identità ben definita di gioco, si vede anche quando è costretta ad affrontare l’avversario in inferiorità numerica per 70’ minuti. Tutto si racchiude nella capacità di coprire ottimamente il campo sfruttando soprattutto gli spazi. Se a ciò si aggiunge la qualità degli interpreti, il gioco è fatto. Questa in sintesi è la fotografia dell’Empoli visto a Modena contro il Carpi. Con la salvezza già in tasca e la mente libera, ovviamente diventa tutto più semplice. La vittoria alla fine è andata alla squadra che aveva più fame, che di più l’ha cercata. L’ha vinta Lasagna, ma soprattutto Castori bravo e coraggioso nel cambiare ben tre sistemi di gioco in appena trenta minuti. L’Empoli paga qualche disattenzione della propria linea difensiva, non proprio concentrata e in ritardo in alcuni momenti del match. Quando una squadra propone calcio, qualcosa deve pure concederla, no? Eppure il consueto 4-3-1-2 di Giampaolo almeno inizialmente fatica contro l’aggressività degli emiliani. Si sa, il Carpi è bravo a mordere le gambe degli avversari. E così il giro palla di Zielinski, Paredes e Buchel, soffre l’interdizione del centrocampo biancorosso. Gli esterni Mario Rui e Zambelli rimangono spesso bassi nel tentativo di arginare le folate di Pasciuti e Di Gaudio. Saponara chiuso nella morsa di Crimi e Bianco, fatica nei primi minuti a liberare il suo estro. Il più positivo in questa fase è Pucciarelli, mobile e sempre pericoloso con la sua velocità. Michedlidze, preferito a Maccarone, fa a sportellate con i due centrali Poli e Romagnoli senza tuttavia riuscire a trovare varchi. Anzi, uno lo trova ma è quello che porta dritto negli spogliatoi quando al 25’ del primo tempo, Valeri gli sventola in faccia il rosso diretto per una presunta gomitata a Crimi.

Riccardo Saponara, a lungo inseguito dal Napoli. Alla fine è rimasto ad Empoli, e domenica sfiderà il suo ex tecnico (ph. Zimbio)

Riccardo Saponara è l’ispiratore di tutta la manovra offensiva toscana (ph. Zimbio)

Per il Carpi la partita sembra in discesa ed invece in inferiorità numerica, l’Empoli inizia a macinare gioco grazie anche al cambio tattico di Giampaolo che avanza Saponara sulla linea di Pucciarelli risistemando i suoi con un 4-3-2. In quella posizione, il fantasista azzurro è più libero da marcature e i suoi continui strappi mandano spesso in crisi la retroguardia biancorossa. Non è un caso che per metà ripresa, la squadra più pericolosa sia proprio l’Empoli. In ogni azione, ci mette lo zampino Saponara. Tutto però parte sempre da dietro con Paredes e Buchel che alzano il loro livello di gioco. Meno Zielinski, autore di una gara al di sotto delle sue possibilità. Saponara rifinitore ed esecutore, assiste alla perfezione Pucciarelli che va pure in gol (annullato ingiustamente da Valeri). Prima della riscossa dei padroni di casa, l’Empoli sfiora la rete per altre tre volte (Saponara, Pucciarelli e Mario Rui). L’ingresso di Lasagna e i cambi moduli di Castori che danno al Carpi più peso offensivo, fanno nella seconda parte della ripresa la differenza. Solo l’ottimo Pelagotti e l’imprecisione di Mbakogu sotto porta, tengono a galla un Empoli che cade tuttavia a 5’ dal termine. Bravo Pasciuti nel cross, ottimo Lasagna nell’inserimento, male Cosic in marcatura. I toscani dal Braglia escono comunque a testa alta. Al di là dei risultati finali, vedere giocare la squadra di Giampaolo è una delizia per gli occhi. I giocatori in campo si divertono ed inevitabilmente fanno divertire. Se domenica al “Castellani” il Bologna ripeterà la prestazione offerta contro il Genoa, allora le probabilità di assistere ad una gara bella e piacevole diventano molto alte, qualsiasi sia l’esito finale.

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